EWIGKEIT
Land Of Fog

Etichetta: Metal Age Production
Anno: 2002
Durata: 40 min
Genere: Pagan Folk Metal con tracce di elettronica e psichedelia


"'Land Of Fog' è un viaggio e la musica ivi contenuta vuole illustrare le situazioni che la vita ci presenta quando meno ce le aspettiamo". Con queste parole James Fogarty, alias Mr. Fog, commenta il suo nuovo lavoro. "Land Of Fog" è, per la precisione, la terza uscita ufficiale del suo progetto solista Ewigkeit. Questa one-man-band inglese ha esordito nel 1994 con il demo "Faery Lands Forlorn" ma ha dovuto aspettare fino al 1997 per trovare un contratto con l'etichetta Eldethorn, sussidiaria della storica Neat Records. I tre demo all'attivo della band (oltre al primo, anche "Beyond Realms Unknown" del 1995 e "Dwellers On The Threshold" del 1996) dimostravano l'interesse di Mr. Fog verso sonorità folk e dal respiro vagamente epico. Il contratto con la Eldethorn si concretizzò nella prima uscita ufficiale intitolata "Battle Furies" (1997). Nel 1999 è la volta di "Starscape", album nel quale la componente metal è più accentuata.
Le registrazioni del successivo lavoro "Land Of Fog" vennero completate già tra il 2000 e il 2001. Purtroppo, la Neat Records venne acquistata dalla Sanctuary, limitando da quel momento la sua attività alla ristampa dei vecchi classici della NWOBHM. "Land Of Fog" rimase quindi fermo sino agli inizi del 2002, quando la Metal Age Productions decise di mettere sotto contratto gli Ewigkeit.
"Land Of Fog" presenta una copertina bizzarra, tutta in bianconero. La scelta grafica mescola in maniera inaspettata elementi moderni ed essenziali (logo della band, icona centrale e decorazioni laterali) con la foto in negativo di una foresta sullo sfondo.
La qualità di registrazione è più che dignitosa e riesce ad evidenziare ogni singolo strumento. Mr. Fog definisce la sua musica "epic pagan folk metal". Il brano di apertura è un buon esempio di cosa questa definizione significhi. "Tired Face" è caratterizzato da maestose ed evocative melodie di tastiera, accompagnate da poderose ritmiche di chitarra elettrica. Oltre alla drum machine il ritmo è sostenuto da elementi elettronici. Il cantato spazia dai cori puliti al classico growling digrignato black. Insomma, un brano piacevole anche se prevedibile in ogni suo passaggio.
In "Super-Sonic Blue Thunder" Mr. Fog pare imitare il cantato lamentoso di Tom G. Warrior in "Into The Pandemonium". In realtà, questo modo di cantare si limita alle prime battute e riappare in seguito soltanto sporadicamente. Questo brano presenta una successione di ritmi sempre più accelerati, passando da una parte centrale quasi thrash per concludersi sul più tradizionale dei blast-beat. Attenzione però. Se la canzone di apertura è scontata, questa "Super-Sonic Blue Thunder" presenta interessanti anomalie. L'elemento psichedelico si inserisce nel contesto musicale sotto forma di piccoli passaggi bizzarri ed imprevisti.
"Not All There" ha un piccolo difetto. La voce pulita di Mr. Fog, quando non canta in recitativo, è un po' piatta e inespressiva. Nei prossimi lavori deve assolutamente migliorare questo particolare. A parte questo, il brano si presenta valido ed evocativo. Il ritornello è molto malinconico, dotato di una bellezza struggente. Non male anche se poteva rendere di più.
"The Only Way" si apre con il cantante che sembra imitare un Barry White inzuppato dalla pioggia di Bristol. Spero che questo paragone renda l'idea! Scherzi a parte, la definizione geografica intende la scuola elettronica sorta nella città inglese. Dopo una prima parte mesta e sognante, il brano si ravviva con l'intervento della chitarra distorta. Da questo punto in poi il cantato è in growling e le atmosfere si fanno inquietanti e rabbiose. "The Only Way" non è eccezionale ma nemmeno da buttare. Il bello è che i brani degli Ewigkeit sono relativamente brevi, quindi non rischiano mai di annoiare.
La psichedelia di cui ho scritto prima fa capolino nuovamente nell'interludio strumentale a metà del CD. Mr. Fog dimostra di essere un buon polistrumentista. Le sonorità sono molto settantiane, quasi prog in alcuni frangenti. Un piacevole diversivo.
Dopo l'interludio, ecco la title-track. Fondamentalmente è un brano di black sinfonico che trasuda di già sentito da ogni nota. Questo almeno per i primi tre minuti della sua durata. La seconda parte è un po' più vivace, anche se non riesce a risollevarsi dalla piattezza generale. Non riesco a capire perché Mr. Fog abbia scelto proprio questa come title-track. Nel CD ci sono certamente episodi migliori.
"Yesterdays Rain" è un brano lento, semplice e malinconico. Si lega alla perfezione con lo strumentale "The Doomsday Machine". L'atmosfera è spaziale e lisergica: la definizione di "epic pagan folk metal" è in questo caso completamente fuori luogo. Ambedue le tracce sono debitrici in egual misura della psichedelia sixties inglese (Gong su tutti) e della new wave degli '80. "Escapologies" chiude il CD. Traccia lineare, rientra nelle coordinate del folk metal, contaminato da un po' di gothic.
"Land Of Fog" è un album altalenante. Passa da intuizioni notevoli ad evidenti banalità. Occorre lavorare su tanti piccoli particolari, cercando di evolversi e non di ripetere pedantemente quanto già fatto da altri. In brani come "Super-Sonic Blue Thunder", "Yesterday's Rain", "Interlude" e (al limite) "The Only Way" Mr. Fog dimostra di avere ottime idee. E' proprio su queste che deve insistere.
In conclusione, finisco di tradurre le note che Mr. Fog ha inserito nel libretto per una migliore comprensione del suo lavoro. La prima frase è quella con cui ho aperto la recensione. Il resto è quanto segue: "E' in queste situazioni che credo vengano testati i nostri veri caratteri; momenti nei quali il debole cade, mentre il più forte e saggio accentua le proprie qualità. E' in questo istnate che la dimensione del nostro potere personale ci è rivelata. Alle volte le porte della percezione vengono irreversibilmente spalancate: questo album è una collezione di tutte queste occasioni".
(Hellvis - Luglio 2003)

Voto: 6.5


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