EVIL INCARNATE
Waiting For His Return

Etichetta: Hells Headbangers Records
Anno: 2005
Durata: 31 min
Genere: death metal satanico


Nati nel 1996, gli Evil Incarnate possono vantare una discografia che comprende due demo e tre album. I nostri hanno partecipato anche a numerosi album tributo (a Slayer, Venom, Black Sabbath, Twisted Sister e Destruction, per la precisione). L'ultima fatica discografica che porta la loro firma si intitola "Waiting For His Return" ed è stata registrata con la seguente formazione: Michael Eisenhauer al basso e voce, Rob Rigney alla chitarra e Garrett Scanlan alla batteria. L'album contiene sei nuovi pezzi e due cover, una di "Pieced By Pieced" degli Slayer e l'altra di "Tormentor" dei Destruction.
Diciamo subito che "Waiting For His Return" è un album che non si fa notare ed è penalizzato da una registrazione poco brillante. In primo piano sta la voce, urlata, sgraziata e severa. Chitarra e batteria fanno la loro parte senza mettersi particolarmente in risalto, mentre il basso non aggiunge nulla, nel più totale anonimato. Gli Evil Incarnate non accennano quasi mai ad accelerare: i loro pezzi sono basati su mid-tempo che vorrebbero essere di una pesantezza colossale, ed invece, complice anche la registrazione grezza e poco potente, non sortiscono grossi effetti. Il trio, in questi sei nuovi brani, si ispira chiaramente al passato, disinteressandosi di come il death si sia evoluto negli ultimi anni e cercando ispirazione in gruppi vecchio stampo. Poca tecnica, tanta convinzione e un'attitudine sfacciata, testarda e senza compromessi sono le caratteristiche principali. Gli Evil Incarnate si prefiggono di comporre canzoni dirette, incisive e prive di fronzoli: non a caso, non c'è manco un assolo in quest'album. La doppia cassa è spesso in evidenza, mentre i riff si rifanno costantemente al thrash più incazzato. Il loro messaggio è assolutamente iconoclasta e blasfemo, rivolto contro tutto ciò che sia in qualche modo legato alla cristianità.
Questo tentativo di riportare alla luce le sonorità che hanno caratterizzato i primi passi mossi dalla scena death, purtroppo, si rivela una mezza delusione, complice la produzione inadeguata. Ci sono alcune parti che non mi dispiacciono, altre invece risultano abbastanza anonime. Colpiscono un paio di passaggi di "Terror In The Holy Land (9-11)" e della title-track che sarei tentato di definire atmosferici, lenti ed oscuri; quando le canzoni si fanno più aggressive, invece, gli Evil Incarnate mi sembrano un gruppo qualunque, al pari di tanti altri. L'intero lavoro manca di personalità: una lacuna che, alla fin fine, si fa sentire.
Pure le cover soffrono degli stessi problemi di registrazione: non aggiungono molto e, come spesso capita, sono inferiori alle originali, ma sottolineano ancora una volta l'attaccamento della band al passato e ai gruppi che hanno contribuito alla nascita del metal estremo.
Un'uscita dal sapore nostalgico, dunque, che non si prefissa di conciliare vecchio e nuovo, quanto piuttosto di riproporre sonorità datate con lo stesso spirito di una volta, ma che, per una ragione o per l'altra, non centra l'obiettivo. Adoro il death primordiale, ma "Waiting For His Return" non fa lo stesso effetto che sentire i primi dischi con cui questo genere ha visto la luce. Premio con una sufficienza quest'album per il generoso tentativo da parte di Michael Eisenhauer e soci di riportare alla luce certe sonorità; purtroppo sono convinto che non passerà molto prima di dimenticarsi di queste canzoni.
(BRN - Ottobre 2005)

Voto: 6


Contatti:
Mail Evil Incarnate: endless_persecution@yahoo.com

Sito Hells Headbangers: http://www.hellsheadbangers.com/