EVER SINCE
Into A Reign Of Pain
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 30 min
Genere: Melodic Dark Metal
Avevo recensito alcuni mesi or sono il full-length degli svizzeri Ever
Since, "Fight The Elements", un capolavoro, una perla dell'underground
mondiale. Da lì poi sono nati dei contatti epistolari con Vincent Zermatten,
uno dei due chitarristi, il quale gentilissimamente mi ha spedito aggratis
il loro primo lavoro, "Into A Reign Of Pain". Ed ora eccomi qua a
recensirlo con un mostruoso ritardo (sorry Vince!).
Inizio col
dirvi che questo mini è stato registrato dal vivo in un teatro, in
quattro serate, e lo show uscirà in futuro anche in DVD. Se non fosse per gli
applausi della folla tra un brano e l'altro, non direste neanche che si
tratta di un live, tanto sono perfetti i suoni! Forse l'unica pecca potrebbe
essere una chitarra solista un po' più alta della ritmica, ma non è che dia
tutto questo fastidio.
I brani contenuti sono 5, di durata media attorno a 5
minuti e mezzo, quindi abbastanza lunghetti. Rispetto a "Fight The Elements"
si nota proprio questo particolare, e cioè una struttura-canzone molto più
complessa, ricca di cambi di tempo, di atmosfere e di riff. Brani come
"Cruel Disillusion" hanno veramente tanta carne al fuoco, dal black iniziale
stile Dimmu Borgir di "Enthrone Darkness Triumphant" (ma anche qualcosa dei
primi ...And Oceans) alle sublimi armonizzazioni dal sapore gotico, che
ritroviamo anche in "My Goddess", dove una chitarra melodica duetta con una
rabbiosa.
All'interno di ogni brano sono molti i momenti che si susseguono,
e il disco in sé non si digerisce subito, pregio invece di "Fight The
Elements". La differenza tra i due lavori per me sta qui, cioè in una ancora
non perfetta alchimia tra le varie influenze e i vari cambi su questo "Into
A Reign Of Pain", e la grande maturazione del disco successivo, che non per
niente ho adorato sin dal primo ascolto. Sia chiaro, ciò non toglie molto a
questo primo lavoro, anche qui ci sono momenti struggenti, come nella
conclusiva "Dark Horizons Of My Mind", caratterizzata da un triste incedere
delle chitarre e da una voce pulita molto Anathema. Ci sono tonnellate di
melodia come su "Fight The Elements", ci sono riff aggressivi, parti black
metal (sempre melodico, però), ci sono sempre quelle ottime vocals di
Fabrice, che mi ricordano lo screaming di Vorphalack, dei loro connazionali
Samael.
Anche il packaging del CD è professionale tanto quanto lo splendido
digipack di "Fight The Elements": qui non c'è l'edizione cartonata, ma il
libretto comprende testi, foto, informazioni, ed è stampato ultra
professionalmente. Per cui mi chiedo, ancora una volta, cos'è che manchi a
questi magnifici svizzeri per fare il salto di qualità, per guadagnarsi gli
onori che si meritano. Concludo esortando per l'ennesima volta 'sti cazzo di
produttori a togliersi i tappi dalle orecchie, e aprire un attimo i propri
orizzonti. come è possibile fare il produttore musicale ed essere
contemporaneamente sordo?!?
(Randolph Carter - Agosto 2003)
Voto: 9
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