ETERNITY
Funeral Mass

Etichetta: Avantgarde Music
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: black metal


Gli Eternity vengono dalla Germania, e "Funeral Mass" è la loro ultima fatica, pubblicata dalla mitica Avantgarde Music. Gli amanti del black già sapranno che non si tratta di un gruppo alle prime armi. Formatisi nel 1995, nel corso degli anni gli Eternity hanno pubblicato un buon numero di lavori, ma soltanto due album. Nel loro carniere troviamo due demo ("Born in the Mystical Forests of Sorrow" - 1995 e "Delictum Exceptum" - 1997), ben cinque split (con Dunkelgrafen, Luror, Wolfsmond, più due split a quattro) e, appunto, due full-length: "...and the Gruesome Returns with Every Night" - 2004 e questo "Funeral Mass".
La formazione che ha inciso questo CD consiste in A. Krieg (voce), Managarm e Diabolus (chitarre), Angel Of Doom (basso) e Basilisk (batteria). I vari musicisti suonano anche in altri gruppi, quali Wolfsmond, Hellfucked, Darkmoon Warrior, Anti e Helentum.
Niente preamboli. Nessuna introduzione. La title-track parte decisa e testarda, nel più classico stile DarkThrone. Eh sì, il paragone col gruppo norvegese è d'obbligo, perchè le similitudini sono veramente tante. A partire dal timbro della voce di A. Krieg, proseguendo col tipo di riffing e di ritmica. "Funeral Mass" non è veloce, però sbatte in faccia all'ascoltatore delle chitarre sfacciate, dal timbro veramente "necro" (secondo una vecchia definizione di Fenriz e Nocturno Culto), e una sezione ritmica basilare ma implacabile. Lo studio Rape Of Harmonies ha svolto un ottimo lavoro, realizzando una produzione perfetta per la musica proposta dagli Eternity. Il ritmo accelera progressivamente, toccando il blastbeat, e comunicando all'ascoltatore una sensazione di gelo e di distanza. Vi è anche il tentativo di inserire micromelodie, complicando di un minimo l'arrangiamento, ma nulla di che.
"The One Within All" è una canzone decisamente più veloce, naturalmente legatissima alla tradizione. Come nel caso precedente, ritroviamo più successioni armoniche che riff veri e propri. La ripetizione della medesima nota per un buon numero di battute dà luogo al consueto contrasto tra melodia distesa e ritmica forsennata. Il volume è al massimo, e la band suona con tutta la grinta che ha in corpo. Bella la seconda parte più lenta, dalle ottime scelte musicali. E' ascoltando brani come questo, e gruppi come questo, che ci si rende conto di come il black metal ortodosso goda ancora di ottima salute.
"Horncrowned Emperor" alterna sezioni dalla ritmica più moderata da altre più arrembanti. Ottima prova d'assieme degli Eternity, che dal vivo potrebbero essere una forza. Valida la scelta della Avantgarde di metterli sotto contratto: un gruppo sul quale puntare, deciso e competente. Questo a differenza di tante piccole band incompetenti che nascondono le proprie mancanze dietro produzioni scadenti ed ideologie discutibili.
Lenta e marcia, "One Way Hell" ci fa sprofondare in abissi neri come la pece. Una ballata suicida, dove alle successioni armoniche fanno da sfondo note singole di chitarra, ed un grande trasporto esecutivo. Davvero intrigante. Potentissima e disperata.
"Reign Of Tortured Souls" parte in maniera abbastanza classica, per poi liberarsi in una vera orgia di black metal tirato e dalla ritmica implacabile. Grintosa e distruttiva, sorprende per la sua freschezza esecutiva. Davvero valido il lavoro del batterista.
"Suicidual Ritual" è una traccia tirata e senza compromessi, che va subito al dunque senza perdersi in inutili lunghezze. E questa è un po' la caratteristica degli Eternity, che comunque non ci presentano della canzoni cortissime. Anzi, alcune di queste hanno un minutaggio piuttosto elevato. Eppure, non una nota è fuori luogo o eccessiva. Tutto è equilibrato, senza pretese di intellettualismi.
"In Dimensions Of Pale Thorns", l'ultima canzone del CD, parte come se fosse uno strumentale dalla melodia malinconica, su un ritmo violento. La voce interviene questa volta a metà tra il narrato ed il growling, ed il testo viene declamato con mestizia. Mano a mano che avanza, la traccia si fa sempre più appassionata, e conclude il disco con un'intensità notevole. Un'intensità che si trasfigura, lentamente, in silenzio.
"Funeral Mass" è un album di black metal tradizionale, e non presenta particolari sorprese. Anche la copertina, cupa e con la morte che precede un corteo di incappucciati è, pur nel suo fascino, un insieme di clichè. Eppure sta proprio in questa riproposizione di stilemi già noti, la forza degli Eternity. Semplicemente perchè li propongono in maniera più decisa e convincente di tanti loro colleghi. Questi tedeschi sanno suonare, ma il loro talento e la loro creatività sono totalmente asserviti al black metal ortodosso. A tutti i livelli. Basti guardare le foto in corpsepaint nel libretto, o leggere i testi, con tematiche principalmente sataniche.
"Funeral Mass" è un disco indirizzato ad una determinata cerchia di ascoltatori. E' un lavoro di buon livello, che appassiona, anche se a volte si sente la mancanza di un brano veramente killer. Poco male, comunque: il gruppo crescerà.
(Hellvis - Novembre 2007)

Voto: 7


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