ESTUARY
To Exist And Endure

Etichetta: Ibex Moon Records
Anno: 2004
Durata: 42 min
Genere: death melodico


Gli Estuary, autori di un death melodico con voce brutal, si formano nel 2002. Dopo aver realizzato un demo con 3 canzoni dal titolo "Riding The Tides Of Malice", si aggiunge alla band Steve Eberl, già bassista nei Morticide. La line-up completa comprende anche Ash Thomas alla chitarra e seconda voce, Jesse Wilson alla batteria e Brad Howard alla chitarra, tutti della band Estuary Of Calamity, e Zdenka Prado come cantante principale, già nei Garden Of Shadows e Forty Days Longing. Nel 2004 esce il loro primo album "To Exist And Endure".
Questo lavoro contiene riff taglienti e la voce più brutale che abbia mai sentito in una donna. Il primo pezzo "To Exist..." è una specie di intro, breve ed efficace con chitarre e batteria furiose. Il pezzo si conclude poi con un urlo animalesco della vocalist. "Soul Scarred Captives" comincia subito prepotentemente lasciando un po' di respiro soltanto durante il bridge della canzone. La voce si alterna dal growl allo scream. In "Drawning The Debtor" le chitarre sembrano impazzite e la batteria è veramente veloce, alternando pezzi grindati ad altri più lenti, chiaramente doppia cassa a manetta. Anche i riff delle chitarre diventano sempre più veloci e scendono di intensità solo durante un breve assolo. Il quarto pezzo "Of Weakening Stone" (che è anche uno dei miei favoriti), è dominato da un growl violento e da un'atmosfera inquietante. Ogni tanto si può sentire, tra il growl e le sfuriate delle chitarre, qualche fraseggio. L'assolo è essenziale e porta con sé un crescendo di inquietudine. "Woven Denial", il quinto brano, inizalmente sembra uno dei pezzi più lenti dell'album, invece un riff velocissimo investe le orecchie dell'ascoltatore. Le chitarre sono furiose e il cantato è, come sempre, potente. Il sesto brano dell'album è "The Evershielding". Questa volta riff, fraseggio e batteria iniziali sono velocissimi. La cantante inizia con un growl che poi domina tutto il pezzo. Il brano è ottimo, anche se a tratti le melodie possono richiamare qualcosa dei Dark Tranquillity. "Flesh And Blood Dilemma" inizia nervosamente e si distende un po' con l'inizio del cantato. La canzone è veloce ed intensa, la batteria sembra un martello pneumatico e l'assolo a metà brano è ricco di rabbia pur mantenendo un suono nitido e non troppo pesante. Il pezzo "Silence And Mind" è martellante e nevrotico fino al bridge, e aggredisce l'ascoltatore fino alla fine, anche grazie alla potenza della cantante. "Riding The Tides Of Malice", contenuto anche nel demo della band, è uno dei pezzi più veloci di tutto l'album. La cantante dà il meglio di sé e le chitarre hanno cambi repentini di tempo. A metà brano c'è il classico assolo che però sembra soccombere sotto il peso della seconda chitarra. Il brano "...To Endure" chiude l'album. E' una specie di outro breve, lento e pesante.
Il gruppo è tecnicamente molto preparato e, secondo me, questo lavoro è maturo e ben strutturato. I testi sono strani ed angoscianti. La confezione è buona, come anche l'album.
(Black Disease - Agosto 2004)

Voto: 8


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