ESTUARY
The Craft Of Contradiction
Etichetta: Ibex Moon Records
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: death metal/death metal melodico con spunti thrash
Gli Estuary (già conosciuti come Estuary Of Calamity) si sono formati
nel 2000, a Cincinnati (USA). Nel corso degli anni, hanno pubblicato un
EP ("Riding The Tides Of Malice" del 2002) e un album ("To Exist And
Endure" nel 2004).
"The Craft Of Contradiction" è il loro ultimo lavoro, uscito per la dinamica etichetta Ibex Moon Records.
E' racchiuso in una confezione coloratissima, la cui copertina ritrae
un curioso insieme di figure, disposte in modo da creare quello che
sembra un simbolo magico. Ad un essere umano è contrapposto un demone,
ed ambedue sono sovrapposti ad un triangolo con un occhio. Sullo
sfondo, la Terra ed il cosmo.
La formazione che ha inciso questo lavoro consiste in Zdenka Prado
(voce), Ash Thomas (chitarra, voce) e Jesse Wilson (batteria). Si
tratta di musicisti con esperienza, che hanno suonato anche con Garden
Of Shadow, FaithXtractor e Necrolatry. Dal vivo, la formazione è
completata dal chitarrista Brad Howard (che però non partecipa ai tour)
e Steve Eberl, bassista, già nei Morticide. Va segnalato che, per il
tour europeo, gli Estuary si sono avvalsi delle pregevoli prestazioni
di Jack Owen (Deicide, Beyond Death, ex-Cannibal Corpse... insomma, un
curriculum che si commenta da solo!).
Che disco è questo "The Craft Of Contradiction"?
A parer mio, si tratta di una prova molto valida; un buonissimo
lavoro creato da veri professionisti del death metal. Ho scritto death
metal per semplificare, ma la proposta musicale degli Estuary presenta
anche caratteristiche particolari. Ad esempio, il frequente ricorso a
riffing e ritmiche di stampo thrash, così come l'utilizzo saggio e
costante della melodia. Una melodia che tradisce l'influenza svedese,
anche se siamo ben distanti da un disco standard di death melodico
svedese. Il fatto è che qui le parti melodiche e quelle brutali sono
divise fra di loro. Non si tratta della classica struttura di
derivazione heavy metal, indurita e velocizzata così da inserirla in un
contesto death metal. No, qui si parte da una base death terribilmente
americana, brutale ed intransigente, con un occhio di riguardo per i
riff arzigogolati e per i numerosissimi cambi di ritmo. A questo viene
poi aggiunta una melodia spesso e volentieri inquietante, oscura, che
però si apre a momenti di più facile presa, dal forte gusto svedese.
Nel suo insieme, comunque, la proposta funziona e risulta
piuttosto convincente. La buona qualità di registrazione, rende il
tutto più godibile.
I musicisti sono molto bravi a comporre arrangiamenti complessi, ricchi
di sfumature e particolari, in grado di essere apprezzati dopo parecchi
ascolti. In compenso, la canzoni funzionano anche al primo impatto, e
possono venire incontro a più tipi d'ascoltatore.
C'è qualche punto debole? Beh, non è che ci siano difetti maggiori. La
tecnica c'è, la qualità compositiva pure, la naturalezza anche... forse
manca quel pizzico di originalità che potrebbe rendere grandi gli
Estuary. Eh sì, perchè nonostante tutte le qualità, e nonostante
l'utilizzo in fin dei conti personale del death metal, spesso e
volentieri il trio si incaglia in soluzioni musicali ovvie. O
eccessivamente derivative, e questo intacca il giudizio complessivo.
Va comunque scritto che "The Craft Of Contradiction" sia un lavoro
veramente buono, e come tale merita di essere conosciuto, almeno dagli
appassionati del genere che non disdegnino elementi melodici in un
contesto di death a stelle e striscie.
(Hellvis - Settembre 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Estuary: http://www.estuarymetal.com/
Sito Ibex Moon Records: http://www.ibexmoonrecords.com/