ESCUTCHEON
Battle Order

Etichetta: Deity Down Records
Anno: 2009
Durata: 46 min
Genere: death metal melodico


Ah, il death metal melodico! Ah, il cosidetto stile di Gotheborg! Quanti demo, promo e dischi ho ascoltato nel corso della mia carriera giornalistica, tutti legati fra di loro dall'appartenenza a questo genere. Tanti, tantissimi... pure troppi. In effetti, questo genere musicale ha conosciuto un successo grandioso; si è rivelato un fulmine a ciel sereno che ha influenzato tutta una generazione di compositori. Ancora adesso, nel 2009, ci sono gruppi che nascono con l'obiettivo di dedicarsi a questo stile musicale. Ed il fenomeno, vasto com'è, è tuttora in evoluzione. Un'evoluzione minima, questo sì, ma che non può essere negata. Si considerino ad esempio dei lavori storici, come "Lunar Strain" o il MCD "Subterranean" degli In Flames, ambedue del 1994, oppure il MCD "Greeting Immortality" (1992) o l'album "A Velvet Creation" (1992) degli Eucharist. O ancora la mitica accoppiata del '91/'93 "The Red In The Sky Is Ours" e "With Fear I Kiss The Burning Darkness" targati At The Gates, o "Skydancer" dei Dark Tranquillity. Ecco, si prendano lavori di questo tipo, e li si metta a confronto le uscite attuali. Escludendo i nuovi dischi delle band citate in precedenza, almeno di quelle ancora esistenti, che hanno giustamente evoluto il loro stile verso lidi differenti, le nuove uscite suonano in maniera decisamente diversa. Innanzitutto, i suoni sono diventati nitidissimi ed iperpompati, al punto che qualcuno potrebbe rifersi ad essi come ad una "produzione alla svedese". Merito degli studi scandinavi, che hanno sancito uno standard ripetuto poi all'infinito. Inoltre gli arrangiamenti si sono fatti più complessi: le imprescindibili influenze heavy metal sono diventate dominanti, relegando l'istinto e la brutalità death metal in secondo piano. Anche i demo più caserecci stanno cercando di adeguarsi a certi clichè. Oggi come oggi, un gruppo non potrebbe affermare di suonare death melodico svedese realizzando un disco con i suoni alla "The Red In The Sky Is Ours". La cosa risulterebbe anacronistica, e per taluni obbrobriosa.
Eppure, c'è chi ancora si ricorda quei tempi passati. Anzi, c'è chi tuttora li venera e li vuole separare nettamente dalle evoluzioni attuali del genere. Un esempio lampante di questo atteggiamento ci viene dagli Escutcheon. Questo gruppo olandese si è formato nel 1996, e fino al 2002 non ha pubblicato che due demo: "In Tranquil Chaos" (1997) e "Into Orbit" (1998). Nel 2002, finalmente, il gruppo ha esordito su full-length con "Unexplained Deep Space Phenomenon", un disco che ha riscosso un discreto successo. Non per nulla, nel 2004 è uscito il DVD "Live Stage Phenomenon", che ha celebrato le buone prove dal vivo degli Escutcheon. Nel 2005, però, il gruppo si è sciolto. D'altro canto, molti dei musicisti coinvolti erano impegnati anche con altre band.
Nel 2007 gli Escutcheon si sono riformati, e dopo aver pubblicato il promo "Battle Order" nel 2008, un lavoro di quattro tracce, si sono accasati presso la Deity Down Records.
L'album "Battle Order" ha visto la luce nel gennaio del 2009. La copertina, che non ho fra le mie mani ma ho trovato su internet, è molto futuristica, e rappresenta un mostro trattenuto da cavi, e collegato ad alcuni macchinari. In 46 minuti, la band snocciola ben nove tracce. La formazione che ha inciso il CD consiste in Herman Hoffman (voce), Alwin Zuur e Guido De Jongh (chitarre), Harry Kettelarij (basso) e Daniel Centiago (batteria). Alcuni di questi musicisti suonano anche nei Cromm Cruac, nei Devious e nei Pulverizer.
Dunque, "Battle Order" è un esempio perfetto di quanto ho scritto in precedenza. Ascoltandolo, sembra veramente di ritornare indietro di sedici, diciassette anni! Innanzitutto la produzione: potente ma fangosa, dai suoni slabbrati e dai bassi consistenti. Alcune chitarre hanno un qualcosa di svedese, ma di quel genere di death esistente prima dell'esplosione della scena di Gotheborg. Insomma, le scelte produttive operate dagli Escutcheon sono molto diverse da quelle tipiche dei giorni nostri. A parer mio, loro sono partiti dal presupposto che, seppur melodico, il loro genere sia comunque il death metal, ed abbiano voluto pertanto accentuarne gli aspetti più oscuri, violenti e cattivi.
C'è poi il fattore stilistico e compositivo. Le linee melodiche sempre uguali a sè stesse (ecco, questa cosa non è mai cambiata ed è il limite maggiore del death melodico svedese!) vengono alternate a passaggi realmente death metal, quasi brutali, rozzi, dai riff delle chitarre possenti e ribassati. Il senso di minaccia, creato da queste sezioni, è mitigato dalle melodie malinconiche. Ma ecco, l'effetto complessivo è decisamente diverso con quanto si ascolta attualmente. Tutto questo perchè gli Escutcheon sono rimasti ancorati all'estetica dei primi anni '90. Di questo genere musicale hanno colto le radici, ispirandosi ai gruppi che ho citato in precedenza, ma non soltanto idealmente. Ne hanno ripreso le sonorità, i clichè, le formule espressive, depurandole da tutte le evoluzioni successive. Canzoni quali "Dead Of Tomorrow", la title-track o "Killer Mode" ne sono degli esempi lampanti. E, pensate un po' il paradosso, un atteggiamento così conservatore rende quasi originale la proposta degli Escutcheon! Eheh, mi fa sorridere la cosa, perchè è così strana. Ma ormai il death metal melodico si è così uniformato, ed il mercato nè è così saturo, che un passo indietro nel tempo sembra spalancare chissà quali nuovi orizzonti! Forse in questa mia idea si mescolano i ricordi, quando il death metal melodico era ricco di premesse per grandiosi sviluppi futuri. Ma è anche il sintomo, triste ahimè, di un'uniformità di suono patologica, di una rincorsa ai propri modelli anzichè all'originalità, che segna la stanchezza di un genere ormai agli sgoccioli. Non come successo, ma come possibilità comunicative. Creato, evoluto, riproposto in mille modi, mescolato con altri generi: non sembra esserci più alcuna evoluzine per il death metal melodico di matrice svedese. A meno che non si riprenda quanto sia stato fatto in passato, come nel caso degli Escutcheon. Però, questa è un'involuzione, anzichè un'ulteriore evoluzione.
Secondo il mio gusto personale, "Battle Order" degli Escutcheon è un buon disco, che vale la pena di essere acquistato. E' un segno dei tempi. E potrà essere apprezzato dai nostalgici, da tutti coloro per i quali la musica buona sia solo quella del passato, ma anche dalle giovani leve dalla mentalità più aperta, che non cerchino il solito disco ma, almeno, apprezzino anche qualcosa di un po' diverso.
(Hellvis - Marzo 2009)

Voto: 7


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Sito Deity Down Records: http://www.deitydownrecords.com/