EPIDEMIC
The Truth Of What Will Be

Etichetta: Metalcore
Anno: 1990
Durata: 23 min
Genere: thrash/hardcore


Questo è il primo album degli Epidemic, un gruppo americano (di San Francisco) rimasto sempre in ombra sia perché il mercato di questo genere all'epoca era saturo, sia perché non hanno mai fatto un vero capolavoro. In questo esordio gli Epidemic miscelavano il thrash con qualche parte di hardcore, in pratica lo si potrebbe considerare come una specie di incrocio tra i Nuclear Assault ed i Sacred Reich. Il gruppo era composto da 5 elementi: Carl Fulli (voce), Mark Bodine (basso), Bob Cochran (batteria), Guy Higbey (chitarra) ed Erik Moggridge (chitarra).
Come vedete dalla durata l'album è piuttosto corto, comprende solo 7 canzoni tutte dirette e sparate. La struttura dei brani è scarna lineare, ed il gruppo pensa solo a menare, anche perché non erano proprio degli strumentisti provetti. Le canzoni passano tra i momenti classicamente thrash (con dei riffoni squadrati da pogo ed un normale cantato thrash grezzo), a qualche sfuriata hardcore (col gruppo che fa casino ed il cantante che urla come un pazzo). Ogni tanto c'è pure qualche assolo, ovviamente messo lì tanto per fare e suonato in maniera caotica e sporchissima. Non c'è molto altro da dire riguardo la musica, tutte le canzoni si assomigliano e nessuna ha niente di particolare da dire.
La produzione è grezza tanto quanto le canzoni, però devo dire che si riescono a seguire gli strumenti senza problemi. La confezione è scarnissima e con una grafica orrenda, in classico stile Metalcore... il libretto è in bianco e nero, ed i testi sono illeggibili. La copertina sembra un disegno di un bambino delle elementari...
In conclusione, questo non è certo un esordio da segnare negli annali, anzi. E' un album poco più che sufficiente, con delle canzoni che hanno un po' di tiro ma non rimangono assolutamente in testa... lo si ascolta senza problemi, sia chiaro che non fa schifo, ma altrettanto senza problemi lo si ripone nella custodia. Può far gola solo ai maniaci collezionisti, per gli altri è meglio cambiare rotta. Per fortuna in seguito hanno fatto di meglio.
(teonzo - Agosto 2003)

Voto: 6.5