EPIDEMIC
Exit Paradise

Etichetta: Metal Blade
Anno: 1994
Durata: 44 min
Genere: thrash/death


Dopo altri due anni ecco tornare i californiani Epidemic col loro terzo album. La prima differenza la si nota nella line-up del gruppo: da 5 sono passati a 4, in seguito all'abbandono del chitarrista Guy Higbey. La seconda differenza la si nota nello stile: si è spostato verso il death, con dei suoni più cupi e pesanti, una voce più sul growl, ed anche con molte parti lente e cadenzate. Mi viene quasi da dire che in questo album sembrano gli Obituary con degli spunti thrash.
L'album comprende 10 canzoni, e stavolta c'è più varietà rispetto ai due album precedenti. In molte canzoni ci sono vari cambiamenti di ritmo, passando da parti lente e cadenzate a parti più tirate sulla falsariga dell'album precedente. Questo riesce a dare più movimento, ed a fare in modo che le canzoni non si assomiglino una all'altra in maniera troppo forte. Se da una parte hanno guadagnato in varietà, dall'altra hanno perso qualcosa in quanto a tiro: ci sono alcune parti in mid tempo un po' monotone, per me avrebbero dovuto ripetere meno volte quei giri...
Tecnicamente hanno fatto qualche ulteriore progresso: il batterista è più preciso e con un tocco più pulito; le parti di basso sono più varie; i riff sono più decisi, in quanto manca lo sfregamento che si sentiva sugli album precedenti, ed anche gli assoli sono stati curati maggiormente. Tutto l'album fila via in questa maniera, con parti al livello di "Decameron", e parti un po' meno belle. Da notare che dopo l'ultima canzone "To Escape The Void" ci sono alcuni secondi di silenzio e poi parte una cover di "Over The Mountain" (la prima traccia di "Diary Of A Madman" di Ozzy Osbourne), suonata ovviamente in chiave thrash/death. Se siete dei fan sfegatati di Randy Rhoads allora evitate di ascoltarla, perché le sue parti sono state stuprate per bene...
La produzione è buona, i suoni sono belli corposi e cupi, e soprattutto le chitarre stavolta non sono zanzarose. La confezione è carina: in copertina c'è un disegno inquietante di un bambino malformato in mezzo al deserto, ed il libretto contiene tutti i testi.
Che altro dire? E' un album buono in complesso, ma personalmente preferisco "Decameron", era meno vario ma spaccava dall'inizio alla fine. Questo "Exit Paradise" invece è più vario ma anche un po' altalenante, per me era meglio se evitavano di seguire l'ondata death e continuavano sullo stile precedente. In seguito a questo album il gruppo si sciolse a causa del disinteresse della Metal Blade, dovuto alle scarse vendite.
(teonzo - Agosto 2003)

Voto: 7.5