ENVIDHIA
Black Flowers

Etichetta: autoprodotto / Sky Pro Media
Anno: 2004
Durata: 39 min
Genere: avant-garde gothic death metal


Un'idea che mi sono fatto da subito, e che successivi ascolti mi confermano, è che gli Envidhia stiano molto avanti. Pure troppo. Già lo spiegarvi particolari squisitamente tecnici è un'impresa non da poco!... Ma insieme ce la possiamo fare, su, Gianni, l'ottimismo vooolaaa!!...
Allora questo "Black Flowers" viene presentato come un mini-CD, ma ha 9 brani e dura 39 minuti: a casa mia questo si chiama album! Viene presentato come un'uscita ufficiale, anche se purtroppo in certi punti suona come un demo; si tratta poi di un'autoproduzione la cui promozione e distribuzione è affidata a tale Sky Pro Media.
Invece, parlando degli Envidhia, iniziamo col dire che provengono dalla provincia di Trapani e che, almeno per "Black Flowers", la line-up consta di due soli e coraggiosi individui: Mario Giacalone (voce e basso) e Salvo Siracusa (chitarre e tastiere). Tuttavia all'album partecipano, in veste di co-compositori, anche Matteo Maniero dei Dying Bard e Renato Zampieri dei Gaia's Vestige.
Ooook, finiamola qui: voglio tralasciare gli sponsor e parlarvi del disco senza consumare altri byte!
L'artwork è asciutto e carico di eleganza dark (che però, in quanto tale, rischia spesso di scadere nel kitsch), e denota già una certa classe, o quantomeno un certo pretendere un minimo di attenzione in più. Gli Envidhia si autodefiniscono death'n'goth, e per una volta posso dire che l'autodefinizione è alquanto azzeccata. Il lavoro chitarristico è molto classicamente heavy metal e mi ricorda certi dischi di King Diamond, ma spesso si va sul pesante, pur rimanendo spesso in contesti più 'gothic' che 'metal': credo che abbiamo a che fare con uno di quei rarissimi ibridi gothic/metal ben riusciti, che possano essere apprezzati tanto dai metallari quanto dai darkettoni. Beh, pensandoci meglio, forse la componente metal è più forte!... La heaviness del disco è garantita grazie anche all'utilizzo della voce, che passa con disinvoltura dal canto melodico al growling allo screaming, senza però appesantire troppo l'ascolto, e questo è un bene, e lo si nota subito dall'opener "Black Flowers P. 1". L'unica pecca che ha la voce è secondo me il fatto di essere troppo buona!! Lo so, pare un paradosso, e forse è proprio questo che è. Si nota che sulla voce è stata prestata moltissima attenzione, tant'è che potrei tranquillamente dire che la voce faccia il 50% del valore di questo album. Questo purtroppo fa sfigurare il resto della produzione, che suona più artigianale: una voce da album e degli strumenti da demo danno l'impressione di stare ad ascoltare un demo con delle voci registrate ottimamente, e non un album registrato frettolosamente. E quindi mi accorgo di altre cose: le tastiere che, seppur tendendo ad essere troppo invasive, perlopiù stanno al loro posto, ma comunque l'imitazione di violini alla lunga rimane stomachevole, almeno per la mia 'intolleranza individuale' alle tastiere!...
Durante l'ascolto dell'album si fanno evidenti quelle influenze che credo di indovinare possano essere stato decisive per la sua stesura: Celtic Frost e Therion, per un sofferto equilibrio tra heavy metal ed avant-garde, tra rock'n'roll e sensibilità operistica. Chissà se è vero!! Non lo so, ma a confermarmelo arriva la quinta traccia, "Flying Over", in vero un poco pastrocchiona.
Altri brani che meritano una menzione sono "Song For The Coming Ages", piena zeppa di campionamenti dal film porno "Il Confessionale", e la conclusiva "Black Flowers P. III", dominata dal mantra "voglio regalarti fiori neri" (ancora 'sti benedetti fiori neri...), recitato dalla band e da un caso evidente di corruzione minorile... L'effetto generale è grottesco, ma non sono certo se sia voluto o meno.
Un'ultima osservazione sulla batteria, posso solo dire che non ho chiara una cosa: se è una batteria elettronica, sembra quasi vera, e quindi bravi. Se è una batteria acustica, sembra una batteria elettronica, e dunque dovevate stare più attenti. Nel primo caso inviterei la band a fornirsi almeno di un turnista per le loro future registrazioni. Nel secondo caso, beh... Dovevate prestare attenzione a tutti gli strumenti, non solo alla voce!!
Se infatti questo prodotto si prende un 7 invece che un 8 è per una scarsa cura dei particolari, ad iniziare dai riff di chitarra, spesso troppo banali. Se gli Envidhia non si fossero lasciati prendere dalla premura, che comunque comprendo pienamente, quando si hanno in testa delle idee che non si vede l'ora di condividere col resto del mondo, questo "Black Flowers" sarebbe potuto essere un capolavoro.
(MoonFish - Gennaio 2005)

Voto: 7


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Sito Envidhia: http://www.envidhia.altervista.org/

Sito Sky Pro Media: http://www.envidhia.altervista.org/