ENTOMBED
Same Difference
Etichetta: Earache
Anno: 1998
Durata: 43 min
Genere: death'n'roll
Dopo appena un anno da "DCLXVI" i cinque svedesoni sfornano forse il
peggior album della loro carriera. Le reminescenze seventies ed il
suono grunge delle chitarre la fanno da padrone, ma mentre nel lavoro
precedente il tutto era sviluppato in maniera fluida ed anche ben
congeniata, in quest'occasione a parer mio mancano proprio le idee e
una qualsivoglia ispirazione.
Molti pezzi procedono stanchi e talvolta
sembrano arrancare; la ricerca di interventi melodici si fa più
ricorrente come in "Addiction King", il primo pezzo dell'album, dove
un rock'n'roll malato ed oscuro è inframmezzato da ritornelli
accattivanti. In "Supreme Good" i tempi si fanno più rallentati, ed il
tutto è impostato intorno ad un pezzo di chitarra molto catchy ed
ipnotico: forse il brano più ispirato dell'album. Nel pezzo seguente
"Clauses", dopo una breve introduzione quasi southern rock,
l'innamoramento dei nostri per i Black Sabbath torna a farsi sentire
alla grande, con ritmi pesanti e cadenzati. Il cantato di L.G. Petrov è
molto hardcore, quasi urlato. La title-track è un pezzo stoner
tipicamente anni settanta arricchito da un riffing centrale molto
pesante. Come ho già detto prima, l'album scorre stancamente verso
l'epilogo senza lasciare alcun segno rivelatore, se non per qualche
accenno blueseggiante qua e là e qualche inatteso richiamo ad una delle
band più grandi e allo stesso tempo sottovalutate dell'intero panorama
heavy, i claustrofobici Voivod, come in "The Day, The Earth",
dall'andatura apocalittica.
In definitiva un lavoro decisamente sottotono.
Salvo qualche piccolo colpo di coda, il futuro per gli Entombed non
sembra prospettare proprio niente di buono.
(Pasa - Giugno 2005)
Voto: 5.5
Contatti:
Sito internet: http://www.entombed.com/