ENSOPH
Opus Dementiae (Per Speculum Et In Aenigmate)

Etichetta: Cruz Del Sur Music
Anno: 2004
Durata: 46 min
Genere: darkwave elettronica / black metal d'avanguardia


Ritornano i veneti Ensoph con il loro nuovo album "Opus Dementiae (Per Speculum Et In Aenigmate)". A tre anni di distanza dall'interessante "Bleeding Womb Of Ananke" (vedi recensione), la band di Giuliano e Zenone si ripresenta con un lavoro carico di atmosfera e mistero. "Opus Dementiae" è stato preceduto dal promo "Sophia" nel 2002. In esso gli Ensoph hanno accentuato ulteriormente la componente elettronica dalla loro musica. I tre brani presenti nel promo sono stati inseriti nella tracklist della nuova uscita. La line-up vede Nicola alla voce, Giuliano alle chitarre (nonché campionamenti e programmazione), Massimo al basso, Anna al flauto, Leonardo alle tastiere e Zenone alla batteria ed alle percussioni.
"Opus Dementiae" è stato registrato nuovamente ai No Brain Studios. La produzione è veramente buona ed efficace. Non posso commentare il libretto perché sono in possesso di una copia promozionale. L'immagine in copertina rappresenta un volto umano con una forbice aperta in bocca. In trasparenza il viso mostra dei meccanismi e dei simboli.
Il terzo lavoro del sestetto prosegue il discorso esoterico cominciato sin dal MCD "Les Confessions Du Mat" (vedi recensione). In questo caso è il simbolismo giudaico-cristiano, paolino ed apocalittico in particolare, che viene utilizzato allo scopo di contraddire quanto affermato dalle religioni di ceppo semita. L'uomo si tramuta in divinità soltanto nel momento in cui erge a proprio dio il mutabile e l'entropico. E' una riflessione tragica eppure coerente con la filosofia del nulla che tutto contiene rappresentata dall'en-soph stesso.
Le prime battute di "Jaldabaoth At The Spring Of Time" mescolano la musica etnica con qualche tocco elettronico. Il flauto di Anna crea curiose sonorità in sottofondo; la voce pulita di Nicola intona un'interessante melodia gotica. Questa traccia ha una ritmica discretamente sostenuta e tende ad acquistare vigore mano a mano che procede verso la fine. Il cantante si produce anche in strilli di matrice black mentre le tastiere e gli inserti elettronici sono sempre in rilievo. Come opener è interessante.
Con "In The Flesh (Visione Della Passione)" gli Ensoph esplorano i territori, già conosciuti, del black d'avanguardia. La prestazione di Nicola è molto teatrale e le sensazioni che comunica sono inquietanti e nervose. La prestazione della band è notevole, a tratti molto violenta (la ritmica in blastbeat, ad esempio).
"Sophia's Fall" è tratta dal promo "Sophia" ma per l'occasione il brano è stato remixato e rimasterizzato. Si tratta di una canzone tesa e malinconica, con l'elettronica sempre più in evidenza. L'arrangiamento è ricco, come d'abitudine: tra i tanti suoni spiccano anche dei vocalizzi femminili.
Ben più tesa e la successiva "Faith Defeat", spiazzante e variegata. La melodia è spiccata. Pare che la musica darkwave stia vomitando avanzi di black metal. L'effetto è sorprendente e molto suggestivo.
"Salmo A Nessuno" è un brano tra l'industrial e l'ambient. Le vocals sono assurde e spesso distorte. L'effetto complessivo è insano ed acido. L'accompagnamento consiste esclusivamente in samples e tastiera, fatta eccezione della gotica parte finale.
"White Lamb Seducer (40 Days & 40 Nights)" è un'altra traccia di valore, nella quale si sommano gli elementi descritti nelle canzoni precedenti. In più il ritornello è abbastanza catchy, se questo termine può essere usato per la musica degli Ensoph. I rallentamenti sono molto suggestivi; è avvertibile qualche richiamo alla musica mediorientale.
"Lies Of The Mirror Which Lies Not" e "Sun Of The Liar" rappresentano un'accoppiata vincente di musica evocativa e belle melodie. La classe della band veneta è riscontrabile nella raffinatezza delle sonorità e dal mistero e l'oscurità che le canzoni comunicano all'ascoltatore. La seconda, inoltre, è in possesso di un ritornello vincente.
Anche "Proudly Divine (Ink & Mirrors & Empty Tombs)" è tratta dal promo "Sophia". Sin dalle prime battute si avverte l'appeal fortemente elettronico del brano. L'arrangiamento è particolareggiato e può essere apprezzato al massimo solo dopo ripetuti ascolti.
L'ultima traccia è un remix di "Sophia's Fall" operato da Bruno Kramm dei Das Ich. Una bonus track di qualità, secondo me.
Il terzo CD degli Ensoph è un gioiellino di buon valore, capace di appassionare gli amanti di determinate sonorità. Rispetto al promo "Sophia" l'evidenza dell'elettronica è ridimensionata, sebbene sia onnipresente. Si può dire che sia stata piegata al suono degli Ensoph e non viceversa. Il sestetto veneto riesce costantemente a dimostrare il proprio valore ed ormai può essere considerato ben più di una promessa. Consiglio l'acquisto di "Opus Dementiae" a tutti quanti, salvo coloro che non digeriscono proprio l'elettronica. Visitate il sito della band e quello della Cruz Del Sur Music, la valida etichetta che ha creduto negli Ensoph.
(Hellvis - Aprile 2004)

Voto: 8


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Sito Ensoph: http://www.ensoph.it/

Sito Cruz del Sur Music: http://www.cruzdelsurmusic.com/