ENSOPH
Bleeding Womb Of Ananke
Etichetta: Beyond Prod.
Anno: 2001
Durata: 64 min
Genere: gothic/black elettronico e d'avanguardia
Ho già avuto modo di scrivere degli Ensoph recensendo il notevole MCD d'esordio "Les Confessions Du Mat" (1998). I concerti successivi alla sua pubblicazione furono spettacoli originali nei quali, oltre alla musica, si poteva gustare l'esibizione teatrale della compagnia Noir.
Nel 2000 gli Ensoph pubblicarono un promo intitolato "Ananke - The Spiral Trinity Beyond Alpha And Omega". La musica ivi contenuta si differenziava da "Les Confessions Du Mat" per l'utilizzo dell'elettronica e per il diverso approccio compositivo.
Anche la line-up non era più quella degli esordi. Nicola (voce) aveva rilevato il posto del partente Mahavira mentre il basso fu affidato all'abile Massimo (allora anche nei Burial Place).
Verso la fine dell'anno la cantante Patrizia decise di lasciare la band. Gli Ensoph si ritrovarono pertanto privi della voce femminile. In compenso la flautista Anna (già con Paul Chain) si unì a loro.
Il promo attirò l'attenzione della Beyond Prod. che decise di produrre il primo full-length dei veneti.
"Bleeding Womb Of Ananke (Il Sangue e l'Inchiostro di Fredegisio)" è stato pubblicato nel giugno del 2001.
In esso il discorso esoterico già iniziato con "Les Confessions Du Mat" si sviluppa verso nuove direzioni. Se in precedenza si è teorizzato un concetto racchiudente in sé tutto e niente, qui viene presentata la contrapposizione di due estremi indicati con le lettere Alfa (principio) ed Omega (antiprincipio). Questi due opposti vengono equilibrati dalla Trinità Spirale, che ne concilia e confonde le caratteristiche. Principio ed Antiprincipio traggono sempre nuova linfa dalla Trinità Spirale, quasi fossero frutti pendenti dall'albero sefirotico.
Il CD è stato registrato nell'inverno 2001 agli studi No Brain ad eccezione delle bonus track, registrate nell'inverno 2000. La produzione è nitida e dinamica.
Il digipack è spettacolare: quattro pagine cartonate più libretto. La grafica è tutta basata sul bianco/rosa antico come colori e sulla simbologia egizia come grafica. Il libretto è bello corposo ma i testi sono scritti solo parzialmente (una strofa per canzone).
La line-up consiste in Nicola (voce), Giuliano (chitarre, campionamenti e programmazione), Massimo (basso), Anna (flauto), Leonardo (tastiere, piano e fisarmonica) e Zenone (batteria e percussioni).
Già nell'opener "Shattered Void" sono ravvisabili dei cambiamenti rispetto al MCD d'esordio. L'arrangiamento è arricchito da sonorità elettroniche. Inoltre la voce di Nicola è molto diversa da quella di Mahavira. La sua impostazione è tipicamente black. Il cantante fa di tutto per dare espressività ai suoi mormorii e alle urla: l'interpretazione è molto teatrale. La sua prova è ben inserita nel contesto musicale di "Shattered Void".
Le atmosfere create dai "nuovi" Ensoph sono molto inquietanti ed oscure. L'arrangiamento presenta qualche indizio progressive che si fa più evidente nella successiva e spettacolare "The Spiral Stygmata". In essa la band dà il suo meglio: l'equilibrio tra complessità strutturale e facilità d'ascolto è impressionante. Ogni passaggio è dotato di una fluidità invidiabile, segno della naturalezza del songwriting. Eppure "The Spiral Stygmata" è impeccabile nella forma che, seppur libera, è rigidamente vincolata dai nuovi canoni estetici degli Ensoph. Il suggestivo flauto di Anna vivacizza i passaggi relativamente più monotoni e spezza la ritmica quadrata con l'improvvisazione. La prova di Nicola al microfono è sempre valida. I testi sono, come da tradizione, sia in inglese che in italiano.
"I (be & will be)" è una sorta di mantra ed, in quanto tale, è musicalmente e testualmente ripetitivo. Le voci sovraincise creano un effetto straniante. L'accompagnamento è, linee di basso e batteria a parte, totalmente elettronico. Ciò distingue questo brano dai precedenti. E' assente la ricchezza sonora dell'ensemble al gran completo. Sebbene sia ben costruita, questa traccia mi sembra un po' debole. Non è molto convincente. L'inattesa sonorità alla Nine Inch Nails mi pare fuori luogo nel contesto di questo CD.
Le atmosfere cosmiche e progressive tornano con "Tanz Der Erinnerung (Chant of the Void's Disciples)". La canzone può essere divisa in quattro parti: inizio in crescendo che culmina nel ritornello vigoroso; una parte centrale molto lenta e riflessiva, dai suoni inquieti e dall'opprimente sensazione d'attesa; uno stacco strumentale con ritmica tribale; ripresa del ritornello sino alla conclusione del brano. Impeccabile.
Da segnalare la lunga coda classicheggiante al pianoforte: il suono è distante e misterioso. La sua natura totalmente differente rispetto a "Tanz Der Erinnerung" fa sì che essa non possa essere considerata come parte integrante del brano. E' una sorta di intermezzo.
Con "In The Blossom Of Inertness", gli Ensoph continuano nel loro viaggio attraverso territori sonori sempre più deumanizzati. La componente elettronica è addirittura invadente; le atmosfere fredde e distanti. Le uniche tracce di vitalità sono i lenti riff della chitarra e i ritornelli melodici canticchiati da Nicola.
"Aletheia" riprende la ritmica tribale in chiave cibernetica. E' una traccia negativa e strisciante; un'oscura riflessione sintetica che il testo in italiano rende ancora più inquietante.
"Amber Shrine" sembra riprendere, nelle struggenti battute iniziali, il passato gotico della band. In realtà il brano si stabilizza in seguito sulle sonorità tipiche di questo CD. E' notevole l'abilità degli Ensoph nel costruire canzoni molto diverse fra di loro eppure estremamente omogenee nel loro insieme. Questo dimostra che la band veneta sta cercando di ottenere un suono distintivo, il più personale possibile. "Amber Shrine" è una lunga traccia emotivamente potente. Attraverso stupende atmosfere e un ritmo dilatato, si scopre che le radici gothic dei musicisti ci sono ancora sebbene siano completamente trasfigurate.
L'ultima traccia di "Bleeding Womb Of Ananke" si intitola "The Ivory Ouroboros". Si tratta principalmente di un brano per pianoforte che si conclude con un inquietante messaggio sussurrato dal cantante.
Seguono due bonus track tratte dal promo "Ananke - The Spiral Trinity beyond Alpha and Omega", ovvero il trait d'union tra i vecchi Ensoph e quelli attuali. La qualità di registrazione è inferiore rispetto alle tracce precedenti.
La prima delle due si intitola "The Bleeding Womb Of Ananke". In essa gli elementi elettronici non sono ancora presenti in dosi massicce. Inoltre lo stile è più classicamente gotico, complice la melodia cantata dalla voce di Patrizia. Il brano non è malvagio, anzi, è in possesso di spunti melodici affascinanti. Alcuni passaggi mi sembrano però goffi e le strofe troppo lunghe e forzate. E' come se, in sede di composizione, i musicisti non sapessero dove andare a parare.
La seconda bonus track è "7 Volte 3 (E' un Sole Ermetico)", una traccia molto lenta, dai suoni morbidi. E' un esercizio di classe: l'arrangiamento è raffinato, originale. L'influenza del prog è spiccata e ne caratterizza la natura complessa ed espressiva. Un brano molto valido.
"Bleeding Womb Of Ananke (Il Sangue e l'Inchiostro di Fredegisio)" è un gran bel CD, affascinante e creativo. Non tutte le canzoni sono di alto livello ("I (be & will be)", "In The Blossom Of Inerteness" e la title-track non sono il massimo) per questo lo reputo leggermente inferiore rispetto a "Les Confessions Du Mat". La breve durata del MCD ha permesso agli Ensoph di realizzare un lavoro formalmente perfetto ed ispirato nel songwriting. Il full-length soffre invece di una certa discontinuità ma sia ben chiaro che la qualità complessiva delle canzoni è sempre molto elevata. Inoltre la band dimostra di aver trovato un suono distintivo ed originale. "Bleeding Womb" è una tappa verso la maturazione definitiva.
Consigliato a tutti gli amanti del black d'avanguardia e del gothic più sperimentale.
(Hellvis - Marzo 2004)
Voto: 8
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