ENFORCER
Into The Night

Etichetta: Heavy Artillery
Anno: 2008
Durata: 35 min
Genere: heavy/speed metal


C'è chi continua a darlo per spacciato, chi lo denigra, e chi semplicemente fa finta che non esista più... ma sta tornando, sempre più forte e con l'appoggio di una sempre più folta schiera di appassionati e sostenitori, pronti a smuovere qualsiasi ostacolo pur di far sì che esso ritorni in auge ed occupi quel posto d'onore negato per troppi anni... Signori e signore, ecco a voi il protagonista indiscusso di questo cd: l'heavy metal!!! Quello classico, suonato col cuore, che non nasce dalla necessità di sperimentare, di varcare nuovi confini musicali sempre più all'avanguardia, ma dalla ferrea volontà si salpare per mete note e sicure, lidi esplorati e conosciuti fin nei minimi dettagli... le colonne sonore di una vita insomma, quanto già ci accompagna da più di trent'anni a questa parte, e non smette di scaldare gli animi.
A testa alta e con soddisfazione continuo ad inserire questo CD nel mio lettore, ed a mano a mano che il tempo passa e gli ascolti aumentano, le sbavature e le incertezze lasciano il posto all'adrenalina pura, consapevole che se anche band come gli Enforcer vengono additate e screditate da molte persone perché ritenute troppo osannate e troppo sopravvalutate, poco importa, ed è grazie alla passione di ragazzi come i quattro se adesso sta ritornando ad interessare un genere che era ormai diventato di nicchia, solo per veri appassionati e cultori, soprattutto a livello underground.
La Heavy Artillery ha visto giusto, e forse mai si sarebbe aspettata il successo a livello mondiale che questa giovane band sta ottenendo, andando a consolidarsi sempre più anche a quasi 5 mesi dall'uscita del platter; impresa non facile per una realtà sostenuta da una etichetta indipendente, e decisamente uno sprone, oltre che il riaccendersi di una speranza, per le centinaia di bands animate dal medesimo spirito e con le stesse intenzioni stilistiche e sonore.
"Into the Night", primo full length della discografia del quintetto svedese (all'epoca della recording session un quartetto), a conti fatti è poco più di un sostanzioso EP, coi suoi 35 minuti di musica suddivisi in 9 brani, e con una carica ed una spontaneità che stanno sempre più lasciando spazio a complesse trame sonore, troppe volte poco incisive e di difficile assimilazione per un pubblico che chiede immediatezza e potenza... non è coraggio, non è controtendenza (si sa, le mode sono passeggere ed effimere), semplicemente significa mettere in campo con coerenza la propria passione e mettersi in gioco.
Nessuno fra i brani mostra cali di tensione, anche quando il pedale dell'acceleratore viene gradualmente rilasciato per far spazio a riff più ragionati; "Black Angel" apre le danze in veste di manifesto e monito per chi si avvicina alla proposta degli Enforcer, con richiami palesi ai Motorhead e tanta voglia di rock 'n roll, seguita a ruota da "Mistress From Hell" (brano contenuto nella compilation "Heavy Metal Killers", uscita recentemente ad opera della Earache), con i Diamond Head a farla da padrone nella conta delle influenze. La titletrack e la successiva "Speed Queen" innalzano il verbo speed, come mostri sacri del calibro di Exciter ed Anvil hanno insegnato e si ostinano caparbiamente a fare, incuranti della scarsa attenzione di addetti ai lavori e del pubblico, mentre "On the Loose" e la strumentale "City Lights" potrebbero benissimo comparire nei primi lavori dei Maiden, senza sfigurare né per songwriting che per esecuzione. "Scream of the Savage", brano compatto e più corposo, che mostra la sottile linea fra speed e thrash metal Bay Area degli esordi, con vere e proprie sferzate dirette "in your face", e la conclusiva "Evil Attacker", attacco frontale per il quale mi si perdonerà il gioco di parole, sono separate da quello che risulta l'apice compositivo del disco (a parere di chi scrive), quella "Curse the Light" che tra mid tempo incalzanti, ritmi coinvolgenti, cambi di tempo, atmosfere sognanti e melodici intrecci di chitarra vale l'intero prezzo del CD.
Se non si può sempre fare buon viso a cattivo gioco, urge sottolineare come la voce di Olof Wikstrand non sia precisa e pulita in tutte le sue "esternazioni" (sinceramente, più a suo agio con vocals prettamente thrash, capacità canore dimostrate appieno con il precedente progetto, gli Oppression), ma di certo al di sopra di certe prove mediocri con le quali si ha a che fare in molte occasioni...
Se la vecchia guardia, ancora troppo legata ai fasti che furono ed ai massimi esponenti del genere, storce il naso per la semplicità con la quale noi giovani, che non abbiamo avuto la fortuna di vivere quei momenti musicali, accogliamo bands come questa tirando un sospiro di sollievo, non preoccupatevi e non fatene una ragione di stato; proseguite dritti per il vostro cammino, e non smettete di supportare... sicuramente godremo sempre più di questi frutti in futuro, grazie alla rinascita dalle proprie ceneri di un genere che ha fatto la storia della musica!!! Metal lives on!!!
(PaulThrash - Marzo 2009)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito Enforcer: http://www.myspace.com/enforcerswe

Sito Heavy Artillery: http://www.heavyartillery.us/