ENEMYNSIDE
Let The Madness Begin...

Etichetta: Temple Of Noise
Anno: 2003
Durata: 43 min
Genere: Thrash


"Let The Madness Begin..." e' l'album di debutto dei laziali Enemynside, giunto dopo tre demo ufficiali e il cambio di monicker dal precedente Scapegoat. E' un disco che vede la luce dopo ben 9 anni di attivita' underground, raccogliendo il materiale migliore creato negli ultimi anni e mettendo il tutto nelle mani della Temple Of Noise.
Gli Enemynside hanno personalita', che in tempi di uscite thrash fotocopia e' bene chiarire subito; lo stile e' piuttosto curato e ben inquadrato, basato soprattutto su ritmi non velocissimi ma serrati che lasciano poco spazio a concessioni melodiche e a rallentamenti. Dieci pezzi che si assestano su un livello medio, senza cadute di tono ne' picchi, per una matrice sonora senza fronzoli, ma diretta e pesante, che pecca pero' di un pizzico di violenza e rabbia, aspetti che considero quasi basilari per questo tipo di thrash.
Trovo che questo album sia perfettamente curato sotto ogni aspetto, dalla produzione all'esecuzione strumentale, dando priorita' agli aspetti tecnici, ma pagando la mancanza di una certa dose di grezzume e sana violenza abrasiva. Probabilmente per gusti personali "Let The Madness Begin..." non rientra appieno in quei canoni di thrash che adoro, quello dell'headbanging sfrenato e air-guitar sfrenato.
Non apprezzo molto il suono innanzitutto: dalla batteria triggerata alle chitarre troppo compresse l'insieme appare troppo sbilanciato in favore dell'impatto sonoro, appesantito dalle linee di chitarra ribassate e troppo prese nel correre dietro al trituramento che produce Luca dietro le pelli.
Noto spesso che gli axemen non creano una linea in contrasto, metrico e tonale, con la sezione ritmica, caricando ulteriormente uno schema poco vario dove servirebbe un lavoro piu' tagliente e aggressivo. I tempi piu' lenti mettono meglio in luce le qualita' di Matteo e Francesco alle chitarre, innalzando il livello del brano grazie ad un migliore ragionamento, o rallentando i tempi del riff (la seconda parte di "Unchained" rappresenta bene quello che intendo), o ricercando una maggiore varieta' ritmica ("Your Enemy Inside", certi momenti di "Ex-X-Es"), oppure accennando brevi aperture accompagnate da cori melodici ("Peace Of Mud", "Scars").
L'obiettivo del gruppo e' quello di ricercare l'impatto senza respiro, il brano che ti spacchi il collo come puo' essere la conclusiva "Hatestone", ma andiamo incontro ad un maggiore impegno in ambito di songwriting rispetto a un pezzo come "Suddenly Mad", forzatamente ripetitivo e inefficace nel realizzare l'ambizione prefissata. Teniamo presente che i brani meno recenti possono risentire della mancata maturita' riscontrabile in "Speed Killing" o "In Memory Free" (song tirata a dovere) e che tanti degli aspetti positivi del disco, ottima capacita' strumentale ed esecutiva e spiccata personalita', giocano a favore dell'immediato futuro, ed abbiamo un quadro piuttosto chiaro delle potenzialita' degli Enemynside.
E' un disco discreto, definito da uno stile privo di pecche, ma che necessita di piccole ma importanti registrazioni per poter filar via liscio come l'olio ed essere in grado di smazzuolare per bene l'ascoltatore.
(Melix - Dicembre 2003)

Voto: 7


Contatti:
Mail Enemynside: band@enemynside.com
Sito Enemynside: http://www.enemynside.com/
Mail Temple Of Noise: templeofnoise@libero.it
Sito Temple Of Noise: http://www.templeofnoise.com/




Concordo in pieno col Melix. Questo album lo trovo bellino ma senza la botta finale che spinge all'esaltazione. Secondo me la cosa che penalizza quest'album è la batteria triggerata, onestamente non capisco il motivo di questa scelta: la bellezza del thrash metal sta nel grezzume, nella cattiveria selvaggia che deve uscire dalle casse dello stereo, ed i suoni della batteria mortificano tutto questo. Sarò un talebano del thrash, ma sentire le rullate triggerate mi rende freddo. Insomma, sono rimasto con un po' di amaro in bocca, perché gli Enemynside ci sanno fare e potrebbero rendere molto di più. Spero che col prossimo lavoro mettano a posto questi dettagli, in un album thrash è meglio sentire una batteria suonata alla cazzo e fuori tempo, che una batteria triggerata: i Sodom sono millemila volte meglio dei Terror 2000.
(teonzo - Dicembre 2003)

Voto: 7.5