ENEMPIDI
Enempidi
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: crossover/nu-metal
Il progetto Enempidi nasce da molto lontano: era il1998 quando due
compagni di scuola decisero di dar libero sfogo alle loro idee
musicali, da qui, nel corso degli anni, il progetto subirà diverse
mutazioni, con l'entrata e l'inaspettata uscita di nuovi e vecchi
membri dalla band, la registrazione di alcuni demo ed un lento e
progressivo evolversi nelle sonorità e nei gusti, sino ad arrivare ad
oggi, con l'uscita del primo vero e proprio omonimo full-length
autoprodotto.
Tocca a "Fermoimmagine" aprire il lavoro: chitarre distorte,
robuste e pesanti; basso martellante e molto presente; batteria secca,
spezzata e dal leggero retrogusto funky in più di un occasione. Le
robuste ritmiche si evolvono velocemente in strofe dal sapore più
leggero e studiato, dove le chitarre perdono in potenza e distorsione,
acquistando una fisionomia decisamente crossover oriented, con i
cantati quasi rappati, avvolgenti e pieni di rabbia. Soluzione questa
che più di una volta tornerà a presentarsi in tutti i dodici pezzi del
lotto, divenendo il fattore portante della struttura compositiva;
struttura che subirà poche digressioni, se non l'inserto di partiture
più dure e compresse, vedi "Joice", terzo brano, che tanto ricorda i
Korn di Jonathan Davies; o la ricerca di talune aperture melodiche e di
più facile presa ed appeal soprattutto sulle strofe, spesso in lento
crescendo emozionale ed emotivo, per poi esplodere sui ritornelli, così
come in "Bolla" od in "Ombra". Buonissimo il lavoro di Eric B. e Frenki
alle chitarre, capaci di alternare riff distorti e molto pesanti a
altri più ricercati, appena, appena marcati e dalla decisa impronta
nu-metal, come in "Stai Fermo". Durante tutto l'arco del lavoro è
impossibile non risentire in mezzo alle note e tra i solchi di ogni
singolo brano la netta, decisa ed imprescindibile influenza che i Limp
Bizkit hanno avuto sui nostri, distinguendosi dalla band di Fred Durst
per il solo, ma sempre importante, cantato in italiano. Certo le
influenze più o meno velate devono esserci, fanno parte di ogni gruppo,
anche il più famoso, ma è sempre bene non abusarne e cercare di
personalizzare il più possibile le proprie composizioni, per risultare
a sua volta riconoscibili ed essere apprezzati per quello che veramente
siamo e non solo per quello che ricordiamo. Peccato.
Menzione d'onore per i bellissimi testi, duri, realistici, pregni
di una sofferenza, decadenza e rassegnazione di fondo, che pur
mostrando le diverse facce della vita di ognuno di noi, oramai segnata
indelebilmente dal consumismo più sfrenato, dalla mancanza di veri
ideali, dal menefreghismo imperante, dalla cattiveria e dalla profonda
solitudine generale, non sembra trovare ed indicare la strada giusta da
seguire, se non lottare contro tutto e tutti per una nuova e decisiva
rivalsa personale. "Cose da Fare" e "L'Appeso" ne sono in tal senso dei
fulgidi esempi; cantati fiume, ora puliti, ora arrabbiati e leggermente
distorti, sempre con quella profonda e reale carica e convinzione
esecutiva. In "Silenzioso" certe ripartenze subito dopo i ritornelli
ricordano lontanamente i One Minute Silence, combo inglese troppo
spesso sottovalutato, ma autore di almeno due lavori al di sopra della
media.
"Rimanendo", penultimo brano in scaletta, colpisce per la sua carica ed
il suo incedere potente ed aggressivo, sino alla bellissima apertura
sui ritornelli, dove le vocals ruvide e grezze di Gabro, in netto
contrasto con la linea melodica impressa dalle chitarre, va a creare
un'atmosfera veramente particolare, avvolgente ed a tratti onirica.
Per concludere, "Enempidi", è sicuramente un buon lavoro, di
crossover/numetal; ottimamente registrato, dalla veste grafica
professionale e dalle idee, ben chiare e decise. Il lavoro da compiere
per distanziarsi dai più famosi leader del genere è ancora molto; le
influenze sono ancora, a parer mio, troppo palesi e riconoscibili, ma
il livello tecnico di questi cinque ragazzi di Milano è notevole, così
come grande sembra essere la loro convinzione nel progetto e la loro
voglia di fare; la ricerca di una propria personalità compositiva deve
essere quindi posta in primo piano, perché sarebbe veramente un peccato
non tentare sino in fondo di fuoriuscire dalla massa e risaltarsi in
essa. Forza.
(Pasa - Marzo 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/enempidi