ENDANGERED REIGN
Fallen Breeze

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 65 min
Genere: Heavy Metal


Gli Endangered Reign sono una giovane band americana molto sicura di sé. Sul retro del CD "Fallen Breeze" campeggia la scritta "heavy metal aggressivo, melodico, intelligente ed originale". Nella pagina di apertura del loro sito si può leggere: "siamo convinti che se ce ne fosse data la possibilità diventeremo una delle band d'elite di tutti i tempi". Spavaldi, vero?
Mi sono accostato quindi al CD pieno di aspettative, nonostante non conoscessi nulla di questo gruppo. Terminato l'ascolto sono giunto a una considerazione. Effettivamente le canzoni suono buone, non posso negarlo, ma il cammino verso il gotha del metal è ancora molto, molto lungo! Devono armarsi di coraggio e umiltà, pronti a sopportare gli scorni e le frustrazioni di un successo che potrebbe non arrivare mai!
Nati nel 2000, gli Endangered Reign vedono tra le loro fila il cantante e chitarrista Marc Ridenour, il chitarrista solista Brian Newman, il bassista Karl Seitz e il batterista Dave Orweller.
"Fallen Breeze" è un album onesto di heavy metal americano, arricchito di tanto in tanto da sonorità vuoi più power, vuoi più epiche.
"Becomes The Hunted" è la prima delle dodici canzoni di questo CD. Brano non velocissimo, presenta subito il suono oscuro e drammatico della band. La voce di Marc Ridenour non è il massimo però ci sta bene. Le parti più cadenzate vengono alternate ad improvvise accelerazioni, rendendo questa canzone piacevole ma non epocale. Unico neo è il suono della batteria: è registrata male, sembra finta. Non mi stupirei se fosse stata usata, non so per che motivo, una drum machine. Bisogna migliorare questo particolare in vista di una prossima uscita. Tra l'altro, è recente la notizia che la band sta tenendo audizioni per un nuovo batterista.
"Never Fading" è un brano permeato di un'insinuante atmosfera malinconica. Il ritornello è risoluto e cantabile. Trasuda di power americano fino al midollo: sicuramente renderebbe di più con un cantante dotato dietro al microfono. La voce di Ridenour è poco espressiva, sarebbe meglio se si limitasse a comporre e a suonare la chitarra. Sempre che non cambino stile musicale puntando su suoni più folk, tipo vecchi The Lord Weird Slough Feg.
"15 Candles" non si smuove dalle coordinate di power oscuro che ha caratterizzato i primi due brani. Anche in questo caso il ritornello è molto marcato e la prestazione del cantante è senz'altro migliore rispetto a quelle che l'hanno preceduta. Questo brano conferma la predilezione degli Endangered Reign per i mid-tempos: inoltre si sente che flirtano con sonorità potenzialmente commerciali. Effettivamente la formula è furba e lodevole! Ottimo assolo di Brian Newman a metà canzone.
"Charlotte's Web" è introdotta da una parte acustica non propriamente soddisfacente. Quando il brano carica, è tutta un'altra cosa: il riff è memorabile, aggressivo ed è impossibile resistere al suo tiro! A un certo punto il brano assume toni marziali che introducono l'assolo, mixato a volume un po' troppo basso. Questa canzone rimane comunque uno dei pezzi più belli del disco, una cavalcata metallica di buon livello.
Cattiveria e decisione contraddistinguono il riff che apre "Against My Will". Questa traccia riassume in sé i pregi e i difetti di questo album. Il songwriting è di valore, l'esecuzione è discreta ma non supportata da un mixaggio adeguato. Come in precedenza, la voce ha poca verve penalizzando un brano di per sé godibile.
Voce che, effettata, rende meglio in "Shadows In The Mist". Molto classica nel suo insieme, questa canzone comunica una notevole tensione. La sua struttura è forse più semplice delle altre ma proprio per questo motivo colpisce subito. Sono pronto a scommettere che questo brano dal vivo farebbe tutta un'altra figura! Questo perché i musicisti sono competenti e la lead guitar di Newman è melodica. E, fatto non da poco, i suoi interventi sono sempre puntuali e di buon gusto.
"Ash Lands" gode di un ottimo ritornello, ben interpretato dal cantante. La maggior dinamicità di questo mid-tempo è data proprio dal fatto che Ridenour tenta di utilizzare un registro più alto per la sua voce. Salvo poche eccezioni, nei brani precedenti il cantante ha sempre voluto utilizzare toni più intimi ed un registro più limitato. Non discuto questa scelta, soprattutto se l'estensione vocale del soggetto non è immensa. Però, occorre avere una voce emozionante ed essere dotati di una certa sensibilità interpretativa. Marc Ridenour deve certamente lavorare su questi due punti. Per il resto, anche in questo caso il brano è buono. Ottimo il lavoro delle due chitarre e la sezione ritmica è cadenzata e implacabile.
"Beneath The Rain" è una delle canzoni più belle di "Fallen Breeze". Molto ben costruita, è perfetta nel suo svolgimento. Questa sì che mi ha esaltato! Il riff della chitarra è efficace, la melodia è la riprova che il metal classico ha ancora parecchie cartucce da sparare. Anche l'assolo di chitarra è perfetto, mixato bene e non eccessivamente veloce. Grande canzone, potrebbe fare la fortuna di band più famose!
Le prime note di "Victimless Prey" non lasciano dubbi sull'atmosfera inquietante della canzone. I differenti cambi di ritmica, i riff delle due chitarre creano una tensione pressante. Mi riporta in mente alcune suggestioni degli Iced Earth dell'album "The Dark Saga".
"Twisted Fortunes" è una notevole false-ballad. Alla tranquillità delle battute iniziali si contrappone un ritornello piuttosto aggressivo. Naturalmente, l'aggressione non è mai tale da rovinare l'approccio melodico della band, né i tempi sono ultraveloci. In "Twisted Fortunes" il suono della band è compatto ed abile, rendendo questo brano apprezzabile e superiore alla media.
"Watching The Sky" è un'ottima traccia, arricchita da un pregevole assolo nel suo mezzo. Non mi dilungo sulle sue caratteristiche, poiché le coordinate del brano non differiscono dagli episodi precedenti.
"Fallen Breeze" è concluso da "Dare". Aperta da un'intro semiacustica, vede forse l'interpretazione migliore di Ridenour. Qua la sua voce riesce veramente ad emozionare, forse supportata dalla prova maiuscola della band. Newman si esibisce nell'assolo più melodico dell'intero album. Il brano diventa progressivamente più veloce, sino a raggiungere momenti di tensione palpabile. Questa è indubitabilmente la canzone più complessa di "Fallen Breeze" ed è un gradino superiore a tutte le canzoni che l'hanno preceduta.
Per concludere, gli Endangered Reign dovrebbero proseguire sulla strada che ha suggerito proprio l'ultima canzone. Valorizzando la propria tecnica e con l'ausilio di un mixaggio più adeguato, potranno fare passi in avanti notevoli.
"Fallen Breeze" è un ascolto piacevole. Fate un salto nel sito della band, dove potrete ascoltare qualche clip o qualche mp3. Così potrete farvi un'idea se il suono di questo quartetto americano fa per voi.
(Hellvis - Aprile 2003)

Voto: 7


Contatti:
Mail: theband@endangeredreign.com
Sito internet: http://www.endangeredreign.com/