EMPYRIUM
A Retrospective...

Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2006
Durata: 72 min
Genere: dark folk metal / folk acustico


Dunque, per iniziare questa recensione credo sia necessaria una considerazione personale che serva a spiegare il voto che troverete a fine pagina. Ecco, il punto è semplice: io odio le raccolte, i "greatest hits". O meglio, secondo me non hanno senso inseriti in un certo contesto musicale. Se stessimo parlando di Robbie Williams, che vive sui singoli e sulle hit, allora va bene: ne raccogliamo una quindicina, via in stampa e siamo tutti contenti. Però ci sono generi musicali e artisti che non si possono ridurre a un paio di pezzi; le loro canzoni sono inserite in un contesto che è quello dell'album, un contesto che non è casuale ma al contrario incastona il brano in un momento particolare.
Prendiamo il caso degli Empyrium - band tedesca i cui due membri adesso suonano nei Noekk e nei The Vision Bleak - una band straordinaria che ha scritto pagine bellissime sia del dark folk metal, con i primi due dischi, sia del folk acustico più minimale con i due lavori successivi; come si può semplicemente prendere qualche pezzo sparso e unirlo in un'opera unica? Secondo me non si può.
Ecco quindi il perché del voto positivo ma non eccelso: non è un giudizio sulla musica degli Empyrium, che è splendida, ma sulla raccolta come prodotto discografico. Ecco, vediamo un po' più nel dettaglio questa antologia. Innanzitutto bisogna dire una cosa: la Prophecy Productions, etichetta che stimo e apprezzo tantissimo, quantomeno ha affrontato questo lavoro con lo spirito giusto, confezionando un lavoro davvero professionale. Le tracce seguono un ordine cronologico, proprio come una vera retrospettiva, in modo da sottolineare al meglio l'evoluzione artistica della band; il CD è corredato di un libretto di sessanta pagine curato sotto ogni aspetto e i collezionisti potranno godersi anche un paio di inediti e un brano ri-registrato per l'occasione. Ecco perché una raccolta di questo tipo, pur non facendomi impazzire per i motivi esposti poco fa, arriva comunque a prendersi un bel sette e mezzo.
Per quanto riguarda i pezzi inseriti, in questo CD troverete "The Franconian Woods In Winter's Silence" (ri-registrata) e "A Gentle Grieving Farewell Kiss" tratte dal primo album della band, "A Wintersunset"; seguite poi da "The Blue Mists Of Night" e "Mourners", tratte da "Songs Of Moors And Misty Fields". In questi primi brani gli Empyrium mostrano la loro abilità nel creare melodie magniloquenti ed epiche, pur mantenendo quello spirito malinconico e romantico tipico della letteratura ottocentesca. Tra tastiere diluite, arpeggi acustici e accelerazioni elettriche, si staglia la voce di Markus Stock, che alterna voci pulite a sporadici attacchi in screaming. Da applausi in particolare la splendida "Mourners", un brano funereo di circa nove minuti in cui il duo costruisce un gioiello di rara bellezza e malinconia.
Da "Where At Night The Wood Grouse Plays" vengono tratte la title-track, "Dying Brokenhearted" e "The Shepherd And The Maiden Ghost", che iniziano a mostrare il lato acustico della band. Tutti e tre i brani, infatti, sono dei pezzi per chitarra arpeggiata e flauto, con degli sporadici interventi vocali sotto forma di cori o frasi sussurrate. Estremamente evocativi, questi pezzi rimandano ad antiche foreste e a divinità dimenticate, grazie all'utilizzo di sonorità che abbandonano ogni traccia di modernità, in favore dell'approccio scarno e arcaico della musica folk.
Questa formula trova la sua punta di diamante nell'album successivo, "Weiland", da cui vengono tratte "Heimwärts", la lunga "Waldpoesie", "Die Schwäne im Schilf" e "Das Blau-Kristallne Kämmerlein". Questi brani, pur mantenendo le caratteristiche di base dei precedenti, raggiungono una maggiore ricchezza sonora con l'integrazione di altri strumenti come il mellotron, il pianoforte, il violoncello, la batteria acustica e addirittura un quartetto d'archi. Infine troviamo due brani inediti, "Der Weiher" e "Am Wolkenstieg", che seguono lo stile dell'ultimo "Weiland", puntando ancora di più sull'uso del pianoforte e delle atmosfere malinconiche e romantiche.
Insomma, "A Retrospective" è la dimostrazione di come gli Empyrium siano una band ricchissima, che va conosciuta e amata in ogni sua incarnazione. Il mio consiglio quindi è semplice: sbattetevi un po' e cercate di recuperare i singoli album della band (tanto sono solo quattro). Farete comunque un favore alla band e all'etichetta, senza rifugiarvi in una pubblicazione di ripiego. Ne vale la pena.
(Danny Boodman - Gennaio 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Empyrium: http://www.empyrium.de/

Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/