EMPEROR
Wrath Of The Tyrant
Etichetta: autoprodotto / ristampato da Wild Rags, Head Not Found, e tanti altri
Anno: 1992
Durata: 32 min
Genere: black metal
Gli Emperor sono forse il gruppo black metal più apprezzato in
assoluto. La loro musica, contraddistinta da grandi atmosfere ed
un'ottima tecnica, ha ottenuto un rispetto unanime. Anche da parte dei
detrattori del black metal. E' con piacere che mi appresto a recensire
la discografia di questo gruppo, senza alcuna pretesa di svelare
qualcosa di nuovo ai lettori. E' stato scritto tanto, tantissimo sugli
Emperor: queste mie recensioni hanno semplicemente lo scopo di
risvegliare la curiosità dei lettori, nell'intenzione di spingerli ad
eventuali approfondimenti personali.
Il Telemark è una parte del territorio norvegese relativamente
rurale, ricca di laghi e foreste. E' lì che Sonder Nordheim ha
inventato quel tipo di sci che dalla regione ha preso il nome. Le
cittadine più importanti sono Porsgrunn, il cuore industriale di questa
zona a sud del paese, Skien, Rausland e Notodden.
La vita in questa regione è tranquilla. Pure troppo per i giovani alla
ricerca di sensazioni forti. Tomas Thormodsæter Haugen era uno di
questi. La sua musica preferita era quella pesante. Un genere che nella
Norvegia di fine anni '80 trovava uno scarso riscontro commerciale. Se
un tale genere aveva attecchito con difficoltà ad Oslo, è facile
immaginare come fosse la situazione nelle regioni meno popolate.
Tomas si iscrisse ad un seminario di musica rock per principianti.
Il suo desiderio era quello di imparare a suonare il basso e, al tempo
stesso, di conoscere gente che condividesse i suoi gusti musicali. Nel
giro di poco tempo, egli legò molto con un ragazzo di nome Vegard
Sverre Tveitan che stava imparando la chitarra. Ciò che li unì fu una
sorta di corrispondenza caratteriale e, com'è facile immaginarsi, la
comune passione per la musica estrema. Ma, a differenza di Tomas,
Vegard apprezzava anche altri generi musicali meno estremi.
Fu così che i due amici decisero di mettere su una band, cosa che
però non si concretizzò nell'immediato. Infatti Vegard era impegnato a
suonare in un gruppo punk chiamato Ham Rider.
Tomas (alla chitarra) fondò quindi i Dark Device assieme a due amici,
Finn Arne Nielsen (basso, voce) e Ronny Johnson (batteria) Il nome Dark
Device non durò tantissimo. Infatti, per qualche motivo, venne deciso
di cambiare il moniker in Xerasia. L'indirizzo musicale del gruppo era
estremo, un thrash/death arrembante e con poche pretese. Il gruppo
realizzò un demo dal vivo, contenente tre canzoni ("Morbid Silence",
"Throne Of Blood" e "Meet Your Fate") che non venne però distribuito:
chiunque fosse interessato al demo, avrebbe dovuto spedire una cassetta
vergine alla band, sulla quale gli Xerasia avrebbero sdoppiato le
canzoni. La fanzine danese Metalized paragonò la musica a Sepultura ed
Hellhammer.
In Norvegia, le notizie relative alla musica estrema circolavano
tramite lo scambio di fanzine, il passaparola e la passione di pochi
appassionati. E proprio grazie a questi fattori, Tomas, Ronny, Finn, e
anche Vegard, capirono di non essere isolati nella loro passione, ma
che esisteva una schiera di metallari estremi agguerriti e decisi,
sebbene limitati come numero e sparsi per tutto il paese.
Tomas si mise allora a scrivere un po' in giro, per contattare
altri amanti del metal estremo, e la maggior parte delle sue lettere
erano indirizzate a destinatari di Oslo. La differenza culturale tra la
capitale ed il resto del paese era (ed è tuttora), abbastanza
consistente. Oslo infatti, quanto di più vicino ad una metropoli sia
presente nel paese scandinavo, rappresenta un microcosmo a sé,
comprendente diverse classi sociali, una realtà decisamente urbana e
una cospicua percentuale di immigrati. E' possibile immaginare il
fascino che Oslo esercitò su Tomas, piuttosto isolato nei suoi gusti
musicali.
Scrivendo a corrispondenti di Oslo, e dopo aver letto la mitica fanzine
Slayer di Metalion, Tomas venne a conoscenza di un gruppo di Oslo
chiamato Mayhem. Questo successe, a dire il vero, un po' prima che
nascessero i Dark Device. I Mayhem erano un gruppo che aveva pubblicato
solo un EP nel 1987 intitolato "Deathcrush", e che non aveva mai fatto
sfracelli dal vivo, ma la cui fama era avvolta da un'oscurità
palpabile. Per Tomas, questa scoperta fu una folgorazione. I visi
nascosti dietro il corpsepaint, un cantante chiamato Dead che affermava
di essere già morto e che si tagliava le vene dal vivo, concerti rari e
leggendari nei quali scorrevano litri di sangue e venivano lanciate
teste di maiale sul pubblico: tanti elementi in grado di stuzzicare il
fascino morboso dell'adolescente. Anche Vegard non rimase indifferente,
ed è facile immaginarli mentre discutono di quanto cattivi siano i
Mayhem, e quanto sia geniale e malefico il leader di quella band,
Euronymous.
Tomas decise quindi di scrivere a questo Euronymous. Sebbene non
condividesse le medesime opinioni in merito allo stile da suonare
(Tomas e soci erano appassionati di death metal), il ragazzo comprese
che solo contattando questa persona avrebbe potuto vivere più a fondo
la propria passione musicale. Per comprendere meglio le emozioni
provate da Tomas, riporto una sua risposta rilasciata in un'intervista,
realizzata anni dopo dal giornalista Stephen O'Malley: "[...] Ricordo
ancora la fine del '89, quando ho cominciato a comporre musica estrema
per la prima volta. Praticamente non c'erano gruppi in Norvegia, non
esisteva una grande scena, anche se qualcosa stava incominciando a
muoversi. Ricordo tutta l'eccitazione e l'entusiasmo che provai quando
ricevetti una risposta alla prima lettera che scrissi ad Euronymous. E'
stata una cosa 'da sballo', per me. Ho cominciato quindi ad avere
sempre più contatti con l'underground, idolatrando sinceramente la
musica brutale ed estrema. E all'inizio del '90, ho messo insieme la
mia prima band (ho suonato in altri gruppi prima, ma questa è stata la
prima band formata dal sottoscritto, per mettere in musica le mie idee
e la mia creatività) [...]".
L'entusiasmo che suscitò questo primo contatto, unito
all'abbandono degli Xerasia da parte di Finn, spinse Tomas e Vegard ad
unire le forze, per dedicarsi alla realizzazione di qualcosa di serio.
In effetti era ormai nell'aria il fatto che i due ragazzi si sarebbero
uniti in un matrimonio musicale. Ricorda Samoth (Tomas) in
un'intervista del 1997: "[...] Eravamo tutti e due metallari, perciò ci
trovavamo piuttosto bene assieme. Sin dal primo incontro abbiamo
suonato assieme. Eravamo due ragazzi difficili, e non siamo mai usciti
per divertirci assieme. Anzi, non siamo mai usciti del tutto. Ambedue
abbiamo speso tempo, spirito e sforzo nel gruppo, credendo sempre in
ciò che stavamo facendo [...]" . Il moniker Xerasia venne abbandonato,
ed il neonato gruppo venne ribattezzato Embryonic. Tomas si dedicò alla
chitarra ed al basso, Vegard alla voce (e anch'egli a basso e chitarra)
e Ronny mantenne stabile il suo posto dietro alle pelli. Gli Embryonic
entrarono nel Notodden Lydstudio nel novembre del 1990, e registrarono
un demo contente tre canzoni più un'intro. Due tracce ("Morbid Silence"
e "Throne Of Blood") risalivano al periodo Xerasia, mentre la nuova
composizione, "The Land Of The Lost Souls", finì per dare il titolo
alla cassetta. La copertina, in bianco e nero, mostrava un diavolo
realizzato nel classico stile del Dorè. Il demo incontrò delle buone
risposte, data la tecnica già buona della band. Il loro death metal,
non privo di spunti melodici, era decisamente ben realizzato. Ricorda
Samoth, nella medesima intervista citata in precedenza: "[...] Il
prodotto ricevette delle risposte piuttosto buone. Ancora adesso, trovo
che il demo sia ascoltabile. Non che mi interessi ripubblicarlo o
altro, ma per quegli anni era davvero buono. E, devo dire, anche allora
la nostra tecnica musicale era migliore di quella di tante delle
cosiddette black metal band, che spuntano come funghi ai giorni nostri.
[...]".
I buoni risultati spinsero il trio ad osare di più. Reclutato un
quarto membro, il bassista Vidar Vaaer (noto in futuro come Ildjarn),
il gruppo cambiò il nome in Thou Shalt Suffer, con il preciso obiettivo
di fare della musica la propria ragione di vita, e la base del loro
futuro. Il batterista Thorbjørn Akkerhaugen (che in futuro diventerà il
proprietario dell'Akkerhaugen Lydstudio) prese temporaneamente il posto
di Ronny. Con questa formazione il gruppo incise prima una rehearsal
tape di quattro tracce, tre delle quali confluiranno poco tempo dopo
nel demo "Into The Woods Of Belial" (con l'eccezione di "...Obscurity
Supreme", che verrà pubblicata nella riedizione di "Into The Woods Of
Belial" del 1998). In seguito, la band compose altre due canzoni per la
realizzazione di un 7". La prima etichetta interessata fallì, e quasi
contemporaneamente Vidar abbandonò la band. Il mio collega BRN, nella
sua recensione, suggerisce che l'abbandono di Vidar potesse essere
dovuto proprio al fallimento di quell'etichetta. In seguito, i Thou
Shalt Suffer si accordarono con la label messicana Distorted Harmony, e
dopo il passaggio di Thorbjørn al basso ed il frettoloso ritorno di
Ronny alla batteria, il gruppo riuscì a finire e a pubblicare il 7"
"Open The Mysteries Of Your Creation". Rimando il lettore alle
recensioni di BRN presenti nell'archivio di Shapeless, per maggiori
informazioni sui lavori dei Thou Shalt Suffer. Rilevo però una nota
importante: questo vinile venne dedicato alla memoria di Dead, cantante
dei Mayhem, e di Pierre degli Ancient Rites. Questo particolare è
significativo, poiché a poco a poco l'underground estremo norvegese, ed
internazionale, stava allacciando rapporti molto saldi, totalmente
distanti ed avulsi dalla musica mainstream, o dal metal di maggior
successo. Inoltre, il suicidio di Dead e le successive dichiarazioni
ambigue di Euronymous, contribuirono ad aumentare la leggenda nera dei
Mayhem, la cui influenza penetrò sempre più in profondità negli animi
di Tomas e Vegard (per maggiori informazioni sulla morte di Dead,
rimando il lettore alla recensione in archivio di "Live In Leipzig" dei
Mayhem). Tra l'altro, i due musicisti scelsero degli pseudonimi, per
uniformarsi proprio alla nascente moda nera di Oslo: Tomas optò per
Samot, spacciandone il significato per "Signore Del Silenzio", quando
in realtà altro non è che il suo nome di battesimo scritto al
contrario. Vegard invece optò per un qualcosa di più nordico,
scomodando pure Odino: il suo nickname fu Ygg Steingrim.
Ora, facciamo qualche passo indietro, ed analizziamo velocemente la
situazione che si era creata ad Oslo in quegli anni (dal 1989 al 1991),
nell'ambito della scena black metal. E' importante farlo, perché solo
con un'idea chiara degli avvenimenti e degli ambienti in cui essi si
sono svolti, si può avere un'idea chiara di ciò che succederà in
seguito.
Mentre i due ragazzi del Telemark erano impegnati con la loro avventura
negli Embryonic, vestiti di camicie di flanella e jeans, i Mayhem
avevano ormai sbaragliato la concorrenza, tra i gruppi estremi della
Norvegia. Nessuno poteva paragonarsi a loro, nemmeno i Vomit che ormai
stavano boccheggiando e che presto avrebbero cambiato nome in Børre
& Bløderne (e avrebbero anche cambiato stile, passando al punk). I
Vomit infatti, all'epoca di "Deathcrush", se la potevano giocare con i
Mayhem in quanto a irruenza ed estremismo (si ascolti il demo/bootleg
"Rot In Hell"). Ma, nella loro carriera, i Vomit non hanno pubblicato
nulla di ufficiale. Inoltre non possedevano il carisma di Euronymous,
Dead, Necrobutcher e Hellhammer. Terzo, ormai i Mayhem potevano vantare
qualche concerto all'estero, in Germania ed in Turchia, cosa che diede
alla band un certo blasone. Già in passato, ai tempi del demo "Voice Of
A Tortured Skull", due membri dei Mayhem avevano goduto di una piccola,
sconosciuta ma significativa esperienza internazionale. Infatti nel
1986 Euronymous e Necrobutcher avevano registrato materiale per due
demo assieme ai membri degli Assassin, a Düsseldorf in Germania. Da
questo materiale è stato tratto solo un demo, "Metalion In The Park",
mentre le altre composizioni sono tuttora inedite. Questo progetto,
goliardico e divertente, senza nessuna pretesa, ha preso il nome di
Checker Patrol. Un'esperienza insignificante fino a un certo punto,
perché già dimostrava la volontà di Euronymous di muoversi, di fare, di
brigare, di mantenere i contatti con l'underground estremo
internazionale, unita a una buona dose di rischio. Tra l'altro, ora
divago un po', ma ci tenevo a specificare due cose. In molti siti è
possibile leggere che, tra le prime esperienze di Euronymous in ambito
musicale, figurino sue apparizioni in gruppi chiamati Flowers In The
Dustbin, OID e Horn. Dunque, a dire il vero di queste cose se ne sa
pochissimo, e non vorrei che tali partecipazioni si rivelassero
leggende urbane. Flowers In The Dustbin è il nome di un gruppo punk
inglese piuttosto underground, che tra il 1987 e il 1989 ha cambiato un
gran numero di musicisti, batteristi in particolare. Che sia la stessa
band? Penso di poterlo escludere. Il vecchio batterista Manheim,
coinvolto in questo progetto, afferma nel suo blog (http://blog.manheim.no/) che si sia trattato di un progetto divertente, ma nulla di più. La musica suonata era comunque punk.
Per quanto riguarda Horn, Euronymous ci avrebbe suonato assieme Torben
dei Vomit (che insieme a Kittil della stessa band avevano suonato per
un po' coi Mayhem). Le notizie sono comunque estremamente vaghe, e
peggio ancora vanno le cose per OID. L'unico progetto pre-Mayhem
accertato dagli stessi protagonisti è quello chiamato L.E.G.O. (che sta
per Langhus Eksperimentelle Gravkammer-Orkester). E' in quei periodi
che l'artista assume anche il nickname di Pompel Lampe.
Comunque sia, mi scuso con i lettori per questa breve digressione, che
però penso integri quanto ho già scritto dei Mayhem nelle recensioni ad
essi dedicate. Torno subito in carreggiata, riprendendo da dove ho
cominciato a divagare.
Dunque, i Mayhem erano ormai diventati una delle realtà più
estreme e convincenti della Norvegia. La ricetta di questo successo era
stata creata sapientemente da Euronymous, con le sue minacce velate, il
suo senso del teatrale (e in questo era stata aiutato moltissimo da
Dead), ed il fascino misterioso del detto-non detto. Nessuno dei gruppi
estremi allora esistenti avrebbe potuto rivaleggiare con i Mayhem in
quanto a carisma e a perversione. E dire che tanti gruppi stavano
cominciando a farsi strada. Qualche nome? Cadaver, Balvaz, Darkthrone,
Phobia (poi Enslaved), Thy Abhorrent, Hydr-Hydr (progetto tra membri
dei Cadaver e i Carnage svedesi), Pendulum, Necro Sentient Mortis Feed,
Amputation (poi Immortal), Stigma Diabolicum, Mortem (poi Arcturus),
Emptor, Suffer, Suffocation, Decomposed Cunt, eccetera. Questi sono
alcuni nomi citati a caso del panorama norvegese di quegli anni.
Ribadisco che nessuno di essi, almeno all'epoca, era in possesso di un
fascino maggiore del gruppo di Euronymous. Questo aldilà del valore
intrinseco della musica: i Mayhem infatti non erano certo un gruppo
tecnico, né particolarmente talentuoso dal punto di vista musicale,
almeno a giudicare dai risultati di "Deathcrush".
E' quindi nel 1989, come ho scritto in precedenza, che Tomas ha
ricevuto la tanto agognata risposta di Euronymous. E' molto probabile
quindi che fosse proprio quello il periodo nel quale l'artista ha
cominciato a girare per Oslo, non più come un ragazzino in giro per
shopping nella grande città, ma come metallaro alla ricerca di anime
affini alla sua.
Chiusa la parentesi Embryonic, nel 1990 Tomas e Vegard erano
impegnati sia nel processo compositivo che in svariati concerti, molto
utili per la crescita tecnica dei neo formati Thou Shalt Suffer. Il più
importante di questi concerti si è tenuto a Notodden. "The Graveyard
Gig", questo era il suo nome, ha visto i Thou Shalt Suffer condividere
il palco con Old Funeral, Phobia, Amputation, Thy Abhorrent, Buttocks e
Disgrace.
All'inizio del 1991, i Thou Shalt Suffer erano ormai tutti
proiettati nella realizzazione di un lavoro da pubblicare nei mesi
seguenti. Ma proprio quell'anno si rivelerà cruciale per la scena metal
norvegese. Gli eventi di una certa importanza stavano susseguendo a
ritmo serrato.
A marzo, Euronymous e Christian Vikernes, futura mente di Burzum,
si sono incontrati per la prima volta. Un evento avvenuto in sordina,
ma che avrà grandi ripercussioni in futuro.
Ad aprile, un evento tragico ed inquietante ha poi scioccato
l'intera scena metal norvegese. Come ho accennato in precedenza, Dead,
il cantante dei Mayhem, si era suicidato. La notizia ha fatto il giro
dell'underground in un lampo, con un incredibile fiorire di voci, anche
le più insensate. Euronymous, dal canto suo, ha dimostrato sia un
grande spirito di opportunismo, sia un cinismo senza limiti lasciando
intendere episodi di cannibalismo (falso) e affermando di aver regalato
in giro pezzi del cranio del cantante (vero), non negando mai
totalmente il suo coinvolgimento in un omicidio (cosa che invece,
ovviamente, ha fatto con la polizia).
La morte del cantante, anziché tagliare le gambe ai Mayhem, li ha proiettati direttamente nella leggenda. Ora più nera che mai.
Tra il maggio e il giugno del 1991, Euronymous ha aperto il negozio
Helvete (inferno, in norvegese). L'intenzione era quella di promuovere
e vendere il metal più estremo, anche se in realtà negli scaffali del
negozio erano presenti anche dischi heavy metal. In origine, Euronymous
non ha fatto tutto da solo, ma ha goduto dell'aiuto di due soci: Geir
"Thrasher" Brattelli e Stian "Occultus" Johansen. Comunque sia, la
collaborazione è saltata quasi subito, tanto che già alla fine di
giugno si ha notizia delle minacce a Occultus da parte di Euronymous e
del nuovo arrivato, inseparabile Christian Vikernes, soprannominato
Conte Grishnackh.
Tra i primi a visitare il negozio di dischi di Schweigaards Gate
56, ora anche casa di Euronymous, Tomas ha anche presenziato alle prime
feste che si sono tenute nei suoi locali. In effetti, Euronymous ha più
volte permesso agli amici venuti da lontano di pernottare nel negozio.
Ed è proprio in un'occasione simile che, per la prima volta, Tomas e
Christian Vikernes hanno passato del tempo assieme. Il periodo risale
all'incirca tra il giugno e il luglio del 1991.
Tra i due si è creato subito un feeling, mediato dall'influenza immensa
di Euronymous. Ed è proprio in questo periodo che Tomas si è convinto
della necessità di suonare black metal, e di abbandonare il death metal
a poco a poco. Il death metal, allora in grande ascesa, era visto quasi
come un male, come una trasformazione commerciale di un genere
all'inizio di nicchia. Il successo di alcuni gruppi americani era visto
come un tradimento, un paradosso per un genere definito "death", morte.
Pantaloncini corti, facce pulite, sorrisi... no, questo non poteva
essere death! Il vero metallo della morte, il metallo nero, doveva
essere suonato da personaggi distanti ed inquietanti, nascosti da un
trucco cadaverico, così come faceva Dead. Tutto il resto altro non era
che un piegarsi al mercato. E in più, un vero blackster non doveva
soltanto teorizzare il suo senso di ribellione, il suo gusto per
l'occulto e la sua propensione al satanismo: tutte queste erano cose da
mettere in pratica, nella vita di tutti i giorni. Per dei ragazzini
portati all'estremo, il male a tutti i costi era una prospettiva non
solo possibile, ma addirittura allettante.
A luglio, un ragazzo di nome Bård Eithun, detto Faust, ha
cominciato a frequentare Helvete. Ovviamente, anch'egli era un
metallaro, e suonava in un gruppo chiamato Stigma Diabolicum assieme ad
altri due ragazzi: Snorre Ruch e Marius Vold (che faceva anche parte
dei Mortem). I loro nomi d'arte, per pura curiosità, erano
rispettivamente Fetophagia, Pedophagia e Coprophagia. Il gruppo aveva
all'attivo già tre demo, tra l'altro piuttosto interessanti: "Luna De
Nocturnus", "Lacus De Luna" e "Live In Stjørdal". Nessuno dei tre demo
è stato pubblicato, ma avevano fatto il giro dell'underground ed
avevano affascinato oltremodo Euronymous, che tra l'altro cominciava a
progettare la creazione di un'etichetta dedicata al black metal (già
preannunciata dalla Posercorpse).
Bård e Euronymous si erano conosciuti nel 1989 ad un concerto
degli Anthrax, dove il leader della scena black metal stava presso uno
stand fuori dallo stadio di Oslo. C'era anche Dead in quel momento, e
forse Necrobutcher. Per il giovane metallaro, quell'incontro ha
significato tantissimo, ed ha dato una svolta alla sua vita. Il suo
punto di vista sui Mayhem rispecchiava quello di molti ragazzi attratti
dal lato oscuro della musica. In "Lords Of Chaos" di Michael Moynihan,
si possono leggere queste sue parole: "Ne ero molto eccitato, perché i
Mayhem erano già una grande leggenda in Norvegia. Potrebbe sembrare un
po' strano, ma i Mayhem erano la band della quale tutti avevano sentito
parlare, ma che in realtà quasi nessuno aveva ascoltato perché avevano
pubblicato dei demo piuttosto limitati in quantità, e anche il MLP era
davvero difficile da trovare. Io sono stato fortunato perché conoscevo
Maniac, il cantante, che aveva alcune copie extra del mini-album, e
così me ne ha data una. Ne sono rimasto davvero impressionato perché si
trattava della cosa più violenta che avessi mai sentito, davvero
brutale. Ricordo di aver pensato che queste persone chiamate
Euronymous, Maniac e Necro Butcher fossero davvero misteriose, perché
non rilasciavano molte interviste ma erano sempre sui giornali ed ho
sempre visto le loro foto. Avevano lunghi capelli neri e non potevi
vedere le loro facce, tutto ciò era misterioso ed atmosferico. Mi hanno
fatto una grande impressione, all'epoca".
Bård era anche il caporedattore di una fanzine underground
chiamata Orcustus, meno diffusa di Slayer ma comunque sempre mossa
dallo stesso spirito pionieristico. Inoltre per un breve periodo ha
suonato assieme ad altri musicisti allora quasi sconosciuti, ma che in
futuro sarebbero diventati molto famosi. Secondo le parole di Jonas
Alver, futuro bassista degli Emperor: "[...] abbiamo dato vita ad un
band, nella quale sono rimasto fino al suo scioglimento due anni dopo.
Frost era il batterista, ed abbiamo avuto un sacco di chitarristi e
cantanti. Non abbiamo pubblicato un cazzo, comunque. Ed anche qualche
progetto mezzo serio con Faust, Messiah (ex Mayhem/Impostor) e Nemo
(Impostor). Abbiamo suonato qualche show, ma non abbiamo mai provato.
Una gran band, in realtà. Mh...". Come i lettori già sanno, Bård
lascerà un segno importante nel black metal norvegese, così come nella
storia degli Emperor.
E anche Snorre Ruch non sarà da meno, ma questa è un'altra storia che abbiamo già raccontato nelle recensioni dei Mayhem.
Successivamente, Bård lavorerà fisso nel negozio di Euronymous,
come avrò modo di scrivere nei prossimi capitoli della discografia
degli Emperor.
Sempre nell'estate del 1991, Tomas ha cominciato a comporre una
musica diversa da quella proposta con i Thou Shalt Suffer. In fondo il
death metal è stato il suo primo amore, ed il gruppo stava funzionando.
Era difficile chiudere tutto così di botto. Così, da solo nella sua
stanza, questo adolescente (aveva quattordici anni) ha cominciato a
porre le basi di quello che sarà il suo progetto futuro. Lo stesso
Tomas darà la sua spiegazione di tutto questo anni più tardi, in
un'affermazione riportata nel libro di Albert Mudrian "Choosing Death":
"Il movimento black metal è diventato, a un certo punto della sua
esistenza, ostile a parte del death metal. Alcune persone si opponevano
all'idea che il death metal diventasse, in molti modi, qualcosa di
'normale' o 'mainstream', e durante la cosiddetta 'moda' del death
metal, abbiamo visto molti gruppi prototipo offrire poca attitudine e
poco intrattenimento. Il black metal, alla fine, ne divenne l'opposto -
tutto riguardava la morte reale e l'oscurità, e all'essere 'veri' nel
proprio culto dell'underground. Comunque, c'erano ancora tante persone
che apprezzavano il death metal, in special modo quelle band che
sembravano abbracciare il lato oscuro con dedizione reale, ad esempio i
Deicide o i Morbid Angel".
E Tomas non era l'unico a pensarla così. Proprio in quel periodo
parecchi gruppi norvegesi, orbitanti attorno ad Helvete, si sono
convertiti al black metal. Ricorda Fenriz, il batterista dei
DarkThrone, nel medesimo libro citato in precedenza: "Per me, suonare
black metal mi offriva più sensazioni e 'anima". Abbiamo cacciato il
nostro bassista e siamo arrivati al sodo nel '90/'91. In retrospettiva,
tutto questo potrebbe sembrare una strategia subconscia - lo so, la
prospettiva è tutto. Ma sono sicuro che noi non abbiamo fatto altro che
seguire i nostri cuori, e le menti arrabbiate che avevamo all'epoca. Il
death metal era diventato un qualcosa più legato alla tecnica musicale
che al messaggio. Era un periodo durante il quale la gente apprezzava
'Spiritual Healing" dei Death. Devo aggiungere altro?".
Le storie raccontate da Tomas ai suoi compagni di band si sono
rivelate affascinanti sin dall'inizio. O almeno questo è capitato per
Vegard, mentre Ronny non ne è rimasto impressionato più di tanto.
All'idea di cambiare stile, Ronny non si è trovato affatto d'accordo. E
si sa come vanno le cose tra giovani ragazzi: spesso la mediazione non
esiste. Ragion per cui, dato che Tomas e in parte Vegard erano l'anima
e il cuore dei Thou Shalt Suffer, a Ronny non è rimasto che andarsene.
Di conseguenza, tra l'estate e l'autunno del 1991, Tomas e Vegard
erano da soli. Accantonati i Thou Shalt Suffer, i due si sono messi a
comporre nuove canzoni sulla base delle tracce già scritte da Tomas, e
secondo i canoni predicati da Euronymous. Il quale dal canto suo si
faceva vedere sempre più malvagio e leggendario: è a giugno che
risalgono le infami minacce ed intimidazioni al suo ex-socio Occultus.
Durante le quali, l'ho accennato prima, era accompagnato
dall'inseparabile e giovane Christian Vikernes, nome che cominciava a
circolare nell'underground. Anzi, nell'ottobre di quell'anno, Christian
è stato presentato alla scena di Oslo durante un concerto dei Morbid
Angel. Tutti i nomi più importanti dell'epoca (e del futuro) erano
presenti a quell'incontro. Da quel momento, la fama di Christian
crescerà fino ad oscurare o minare quella dello stesso Euronymous. Ma
questa è una storia che abbiamo già raccontato, e che il lettore potrà
ritrovare nella recensione di "De Mysteriis Dom. Sathanas" dei Mayhem.
Riporto solo un commento di Tomas in un'intervista di Thomas Bonnicel:
"Nel '91, '92 tutte le persone legate al cosiddetto Circolo Black Metal
o comunque si preferisca definirlo erano piuttosto giovani, ragione per
la quale eravamo tutti facilmente influenzabili. E Vikernes è stato
molto influenzato da Euronymous, in primo luogo. Perciò penso che tutte
le cose che sono successe in seguito... è come dire: ognuno aveva idee
estreme e ognuno voleva essere sempre più estremo, e ci siamo
influenzati tutti l'uno con l'altro. Ed anche Vikernes quindi, che
aveva una personalità molto forte, ed è stato quello che ha portato
ogni cosa ai suoi estremi, proprio dandosi da fare e mettendo le cose
in pratica, perciò penso che a sua volta egli abbia influenzato tante
persone".
A novembre, Tomas e Vegard hanno scelto il nome del terzo membro
della nuova band. Si trattava di Haavard Elefsen, tra l'altro un amico
di lunga data dei due, originario di Notodden. Questo musicista era
conosciuto nell'underground per i suoi Repturence, una death metal band
nata nel 1990. Si trattava di uno dei primi gruppi norvegesi che si
presentava sul palco col viso pitturato, Mayhem a parte. Lo scarso
successo ha portato Haavard a dedicarsi ad un altro progetto musicale
chiamato Wilt Of Belial, nel quale suonava un doom death piuttosto
lento. Stranamente, Haavard ha affermato che il gruppo avrebbe dovuto
chiamarsi anch'esso Thou Shalt Suffer. Due canzoni si intitolavano
"Forgotten Centuries" e "Moon Over Kara-Shehr" (i testi di queste
canzoni verranno poi utilizzati per gli Emperor). Questo progettò non è
mai decollato e quando è stato contattato da Tomas e Vegard, Haavard si
rese subito disponibile. Le prime prove musicali, tanto per rodarsi,
sono consistite in cover dei Bathory e dei Celtic Frost. Era stata
programmata anche una cover dei Kiss che però non è approdata a nulla a
nulla. Queste scelte musicale sono indicative della nuova direzione
stilistica del gruppo, sia dal punto di vista musicale (Bathory e
Celtic Frost anziché i classici gruppi death meatl), sia dal punto di
vista visuale (il trucco dei Kiss).
Ormai tutti i musicisti erano in preda al delirio della fiamma nera,
cosa che sarebbe andata accentuandosi in futuro. Haavard, in
un'intervista di Jason Mark: "Eravamo estremamente coinvolti in tutto
ciò che quella situazione rappresentava. Penso che in un certo senso
fosse una forma intensa di individualismo dato che si trattava di noi
contro il mondo. Per nessun motivo qualcuno di noi avrebbe voluto
conformarsi ai dogmi e alle norme del resto della società - ed io provo
la stessa cosa oggi. Nonostante alcuni miei ideali siano cambiati in un
certo senso. Ovviamente, non sapevamo veramente ciò che stavamo facendo
(e dicendo, tante volte) e non abbiamo mai considerato le conseguenze.
D'altro canto, non eravamo altro che un gruppetto di ragazzini sciocchi
che facevano gli stupidi pur di gridare più forte degli altri, ahah!"
L'intesa tra i tre musicisti si è rivelata subito vincente. Alle
musiche composte da Vegard e Tomas, Haavard non ha dovuto far altro che
aggiungere dei testi, alcuni dei quali ripresi da sue vecchie canzoni
dei Willt Of Belial. Come nome, il gruppo ha scelto la parola Emperor.
Il battesimo della band è avvenuto durante un "autunno grigio,
deprimente", secondo le parole di Tomas. Il motivo di tale scelta? Non
è che sia chiarissimo. Più tardi, a partire dal demo "Emperor", Haavard
utilizzerà il tema dell' "Imperatore" come costante per i suoi testi.
All'epoca del demo però, non ci sono riferimenti a questa figura
misteriosa. Credo comunque che il nome sia stato scelto per il senso di
maestà che evoca, per le immagini di battaglie vittoriose e di dominio
assoluto su un impero.
Le registrazioni del CD hanno avuto luogo nel maggio del 1992, non
si sa dove di preciso. La ristampa della Wild Rags come luogo di
registrazione sono indicate le "cripte del Telemark". Nel demo invece
non ci sono indicazioni. Il gruppo afferma solo di averlo registrato
con un "cattivo equipaggiamento".
Nel 1992, il black metal norvegese stava prendendo finalmente forma.
Dopo "Soulside Journey", i DarkThrone stavano radicalmente cambiando
stile, e "A Blaze In The Northern Sky" era stato pubblicato in inverno.
I demo di Burzum, il progetto musicale di Christian "Varg" Vikernes
detto Conte Grishnackh, stavano circolando da un po' tra gli abituali
di Helvete, e la pubblicazione del primo full-length era alle porte. Il
7" senza titolo degli Immortal si stava facendo notare, ed in aprile il
gruppo era chiuso nei Grieghallen per la registrazione di "Diabolical
Fullmoon Mysticism".
Per uniformarsi alle altre band, e proseguendo sulla falsariga dei Thou
Shalt Suffer, i neonati Emperor hanno deciso di crearsi delle nuove
identità. Così Vegard ha abbandonato lo pseudonimo di Ygg a favore di
uno più misterioso, Ihsahn. Tomas ha dato sfoggio di poca creatività
aggiungendo una "h" a Samot, che è diventato Samoth. E Haavard ha
optato per il latino sgrammaticato Mortiis.
La versione originale del demo è una normale cassetta, corredata da una
copertina fotocopiata in bianco e nero, con una chimera come
decorazione. L'interno della copertina mostra le foto dei tre
musicisti: il corpsepaint di Samoth è risibile, mentre Mortiis è
inquietante con tanto di accetta in mano. Ihsahn sembra invece suonare
un basso inesistente.
Sulla falsariga dei demo vecchi, o sul modello Venom, le
descrizioni delle funzioni dei musicisti sono abbastanza curiose:
Samoth suona i "tamburi di guerra" e si occupa dei "vocalizzi penosi"
nella canzone "Witches Sabbath". Ihsahn suona "l'arpa nera
dell'inferno" ed è responsabile dei "latrati alla luna". Mortiis invece
suona il "basso stregato" ed è l'autore dei "cori magici"
nell'introduzione, in "Witches Sabbath" e nell'outro. Intro ed outro
sono state composte e registrate dal solo Samoth.
In futuro seguiranno diverse pubblicazioni di questo demo. Tra le
più note ricordo quella pubblicata dall'americana Wild Rags, con una
copertina completamente diversa. Un viso in corpsepaint dall'aspetto
vampirico sembra apparire dal nulla. Curiosamente, chi compare nella
foto è Tchort (Terje Vik Schei), che suonerà col gruppo solo in anni
successivi. All'interno del libretto si trovano le foto dei musicisti,
compreso il batterista Faust che però non ha partecipato alle
registrazioni. Questa versione è stata pubblicata nel 1994 con due
bonus-track, "Witches Sabbath" e "Ancient Queen", tratte dall'EP "As
The Shadow Rise".
C'è poi la versione della norvegese Head Not Found Records del 1995,
limitata a 1000 copie, delle quale le prime 666 erano accompagnate da
un poster e da un adesivo numerato a mano.
L'introduzione è segnata da una melodia misteriosa e distante di
organo, sotto la quale si sente quello che pare il ribollire
dell'acqua. La musica è rilassata e comunica una sensazione mistica,
oscura, di puro underground. C'è anche una voce narrante, quella di
Samoth, della quale non capisco il senso delle parole, interrotte da
una serie di esplosioni, di tuoni ed il soffiare del vento.
"Ancient Queen" parte in tutta la sua violenza. Non è un brano
velocissimo, anzi risulta piuttosto cadenzato, ma l'utilizzo delle
successioni armoniche e di una melodia ben definita dimostrano come gli
Emperor si siano in parte allontanati dal loro passato death metal. Ma
solo in parte: infatti, le chitarre sono ribassate, cosa che non
avverrà più nei capitoli successivi della discografia del gruppo
norvegese. In secondo luogo, qualche riff tradisce le radici musicali
dei nostri. Però, anche a distanza di anni, "Ancient Queen" ci fa
capire quanto abili fossero i musicisti, rispetto a molti dei loro
colleghi. La melodia strisciante è carica di tensione, e la voce di
Ihsahn è più roca, salvo qualche strillo improvviso, rispetto a quanto
realizzerà in futuro sotto l'egida del gruppo. L'esecuzione è sicura, e
mescola impeto ad atmosfera. Il testo fa riferimento ad una misteriosa
regina, bellissima e terribile. Una canzone strisciante.
"My Empire's Doom" è sicuramente una delle canzoni più belle del
demo. Verrà ripresa con un titolo ed un testo diverso nell'album "In
The Nightside Eclipse" (ovvero "Beyond The Great Vast Forest"). Il suo
riff iniziale è uno dei più celebri e intensi del black metal norvegese
delle origini. Il testo, carico di astio, sembra profetizzare ciò che
avverrà negli anni seguenti in Norvegia: "I
martelli dell'oscurità stanno davanti alla croce / Servi di Dio,
dissacreremo la vostra razza codarda con l'oscurità / Una volta che il
nostro signore è ritornato / Tutti i cuori neri celebreranno / Il
demone oscurato / Nel reame della pena". Dopo la grandiosa
partenza, la canzone rallenta e si fa cupa, doomeggiante. L'esecuzione
è nervosa, e Samoth se la cava discretamente bene con la batteria, uno
strumento non suo. La voce di Ihsahn è piuttosto riverberata. Poi la
canzone accelera e qui il trio picchia di brutto, spazzando via
qualunque tentazione atmosferica. La struttura del brano è creativa,
anche se non eccessivamente tecnica. E tutto un continuo accelerare e
decelerare. Poi la canzone riparte da capo, per concludersi su una
dissolvenza. Grande feeling, grandi sensazioni, nonostante una qualità
di registrazione che dire pessima è usare un eufemismo. Fortunatamente,
gli strumenti si sentono tutti lo stesso.
"Forgotten Centuries" è una canzone arrembante e carica di
tensione. L'esecuzione è serrata, senza compromessi. Chitarra e basso
suonano successioni armoniche e riff con sicurezza; la batteria
accompagna con perizia. Ihsahn continua a vomitare la sua voce con la
consueta malvagità. Come nel brano precedente, anche "Forgotten
Centuries" rallenta parecchio, toccando terreni death/doom. Ovviamente,
trattandosi del primo parto a nome Emperor, è chiaro che lo stile della
band risulti piuttosto spurio. Però è sempre più evidente lo stacco
netto dal periodo Embryonic. E, come ho scritto prima, è grande la
differenza con i demo di tanti altri gruppi a loro contemporanei.
Queste canzoni comunicano energia, e tiro. I musicisti sanno suonare e
non si improvvisano di certo.
La partenza di "Night Of The Graveless Souls" non lascia scampo: è
una cavalcata nera torturante e cattiva. L'esecuzione forse è meno
perfetta che in altre occasioni, con un Samoth particolarmente
arrabbiato alle pelli. Molto belli però i riff suonati da Ihsahn, ed i
suoni ribassati creano una sensazione di oscurità palese. Mortiis è un
bassista puntuale. Una delle canzoni più estreme e meno compromesse di
tutto il demo.
Le battute iniziali di "Moon Over Kara-Shehr" non sono velocissime, ed
adottano una serie di successioni di note semplici, forse composte con
l'intenzione di ricreare un'atmosfera orientaleggiante. Poi però il
brano si incattivisce, così, di colpo. E, sempre di colpo, rallenta in
maniera spropositata, acquisendo parecchio in pesantezza. Sin da questo
demo, è evidente come gli Emperor non fossero il classico gruppo
dedicato al black nella sua forma più minimale. Anzi, in "Moon Over
Kara-Shehr" i cambi di riff e di ritmo sono tanti, e le influenze
death, thrash e doom sono piuttosto evidenti. Il testo è un'invocazione
a un cosiddetto "maestro", e seguono in maniera piuttosto teatrale i
vari episodi musicali. Una canzone davvero bella, che non ha goduto
della fama che avrebbe meritato, a causa probabilmente degli standard
black di inizio anni '90, sempre più intenti a dar vita a una forma
minimale di musica.
"Witches Sabbath" è un altro dei punti di forza di questo demo. La
canzone è carica di tensione, ma non sembra voler esplodere in
velocità. Anzi, la sua melodia è molto intrusiva e misteriosa,
arricchita dai vocalizzi puliti di Samoth. In realtà, l'accelerazione
prende l'ascoltatore di sorpresa. E quando sembra che il brano si sia
assestato su tale velocità, ecco un nuovo rallentamento soffocante. Del
cosiddetto Sabba, non c'è traccia nel testo. Le parole sono però
cariche di minaccia e di nuovo profetiche: "Essi
devono temere la sua ira / Si è levato ancora una volta / Le città
stanno bruciando, gli dei si sono risvegliati / Benvenuti nell'incubo
notturno". Le varie parti che compongono questo brano vengono
ripetuti più volte. In sottofondo si sentono anche delle strane voci.
Il tutto è molto atmosferico, soprattutto quando ritorna la melodia
delle chitarre. E come si dimostrano capaci di creare atmosfere, gli
Emperor si dimostrano anche dei gran picchiatori. Lo strillo del
cantante chiude la canzone. Con i suoi cinque minuti, "Witches Sabbath"
è il brano più lungo del demo.
La batteria apre "Lord Of The Storms", brano molto pesante e
marcio. In futuro, qualcuno avrebbe potuto definirlo "necro". La
canzone picchia come poche, con le sue note ribassate ed i suoi suoni
putrescenti. Molto buona la dinamica ritmica, anche se qui non c'è
traccia delle melodie che rendono così particolari canzoni come
"Witches Sabbath" o "Ancient Queen". Nel finale Ihsahn impazzisce,
urlando come un forsennato. Se dovessimo fare un paragone con qualche
canzone norvegese dell'epoca, potremmo considerarla come la "Carnage"
degli Emperor.
La title-track chiude il demo. E' aperta da un ritmo fiero, lento,
che avanza con grinta e rabbia. Dopo questa prima sezione, il ritmo si
fa più agile e veloce, accelerando fino a raggiungere un blastbeat cupo
ed oscuro. Qui siamo su territori di black puro, dove le successioni
armoniche sono sorrette da un ritmo furibondo, senza compromessi. I
suoni sono molto potenti e sguaiati, e gli Emperor travolgono tutto ciò
che si trovano davanti. La canzone comunica odio, rabbia, violenza e
chi più ne ha più ne metta. "Egli
è il vento, egli è la tempesta / Egli è i boschi, egli è le radici /
Nessuno sfuggirà all'ira del tiranno / La bestia vagherà per sempre
sulla terra". E dei vocalizzi incomprensibili danno vita alla brevissima outro.
Da un'intervista dello stesso Faust, questo è il giudizio su "Wrath Of
The Tyrant" di Samoth: "Il lavoro degli Emperor è di natura piuttosto
oscura, ma se sia giusto etichettarci o no con la definizione 'black
fucking metal', questa è un'altra faccenda. Penso che il nostro demo
'Wrath Of The Tyrant", e la nostra attitudine ai tempi, fossero
adeguati alla definizione 'black fucking metal'." In realtà,
l'affermazione di Samoth funziona solo se rapportata a quanto
comporranno gli Emperor nel futuro. Questo esordio su demo, con tutti i
suoi limiti produttivi, era tecnicamente una spanna più avanti rispetto
ai tanti demo pubblicati in Norvegia dai gruppi gravitanti attorno a
Helvete. In più, sin da queste tracce è evidente il tasso tecnico
accettabile della band, ed il gusto tutto particolare per le atmosfere
e le melodie, cosa che verrà evidenziata ancora di più in futuro con
l'utilizzo di una tastiera.
Riascoltato a distanza di anni, "Wrath Of The Tyrant" comunica le
medesime sensazioni che ha comunicato all'atto della sua pubblicazione.
Il mistero di questa musica, il senso di oscurità opprimente, la
spontaneità irripetibile di queste composizioni riescono ancora a farsi
apprezzare. Questo demo godrà di una discreta circolazione, tramite
ristampe ma anche grazie al tape-trading. Saranno tanti i gruppi
ispirati da questi ragazzi del Telemark, sin dai loro esordi. E il
futuro, seppur ricco di eventi drammatici dei quali tratteremo nelle
prossime recensioni, regalerà comunque grandi soddisfazioni agli
Emperor.
(Hellvis - Settembre 2008)
Voto: 8.5