EMINENCE
Humanology
Etichetta: Hardebaran
Anno: 2004
Durata: 57 min
Genere: deathcore
Gli Eminence tornano sulle scene dopo i buoni riscontri ottenuti dall'album precedente "Chaotic System" (1999). Il loro deathcore tirato e ben suonato è pronto a incontrare i favori di nuovi fan grazie ad "Humanology", l'ultima fatica del quartetto brasiliano. Per chi non lo sapesse, nelle file degli Eminence militano personaggi storici del panorama metal del paese sudamericano: in primis Jairo Guedz, ex Sepultura, ed anche André Márcio, ex Overdose. La line-up è completata dal fondatore Wallace Parreiras e da Alan Wallace. Insomma, non si tratta certo di novellini! E, a quanto pare, in patria godono di un discreto successo. Le loro canzoni hanno spesso toccato i vertici delle classifiche stilate da rappresentanti di MTV, Warner Music e altre major. Considerato il genere di musica che fanno, i risultati possono essere considerati eccezionali.
Fuori dal Brasile invece gli Eminence non sono molto conosciuti. Nonostante un album e un MCD ("Eminence" - 1998), la loro musica non si è mai imposta. La belga Hardebaran ha deciso di promuovere il nuovo lavoro della band in tutta l'Europa, delegando parte delle sue attività anche alla Two Fat Men.
"Humanology" è arrivato quindi anche a Shapeless e siamo veramente lieti di presentare questa realtà interessante al pubblico italiano.
La copertina dell'album ci mostra un androide in fase di costruzione, circondato da miriadi di tubi e fili. Il disegno è ben fatto anche se può trarre in inganno. La prima impressione che dà infatti è quella di trovarsi di fronte ad un gruppo che suona cyber death, cosa che invece è sbagliata.
Il libretto è di sedici pagine contenenti i testi, una foto a colori del gruppo, i ringraziamenti, le sponsorizzazioni (tante!) e tutte le informazioni relative alla registrazione.
L'album è stato inciso allo studio Sonic Ranch, in Texas, tra agosto e settembre 2003. La produzione è molto buona.
Wallace Parreiras si occupa della voce, Alan Wallace è il chitarrista, Jairo Guedz suona il basso e André Márcio la batteria.
Il CD contiene ben diciassette tracce ma cinque di esse sono intermezzi ai quali va aggiunta anche un'introduzione.
Ho definito lo stile degli Eminence come deathcore. Non saprei come altro descriverlo e non vorrei incorrere nella banalità di paragonarlo a quello di "Roots" dei Sepultura. Se è vero che ci sono dei richiami è dovuto soltanto al fatto che l'album citato è stato a suo modo molto influente. Non ci sono altri motivi per accostare le due band. C'è da dire che la proposta dei brasiliani è valida, molto coinvolgente e adrenalinica. Basso e chitarra suonano riff pesanti e precisissimi (alla Fear Factory, talvolta) sopra i quali il growling di Wallace fa sfracelli. Le canzoni sono piuttosto furbette, entrano subito in testa nonostante il genere possa sembrare ostico a chi non ascolta abitualmente il metal (quindi non è il vostro caso, cari lettori!). La title-track è un ottimo esempio di quello che intendo dire, così come "The Freak I Become", che include i tipici vocalizzi ritmici (unico accenno "tribale") di Wallace. C'è da dire quindi che il quartetto ci sa fare: musicalmente è ineccepibile e compositivamente è intelligente. L'unica pecca è forse la coerenza eccessiva del songwriting. In effetti le canzoni, se ascoltate distrattamente, danno l'impressione di essere tutte uguali. Occorre pertanto che gli Eminence cerchino di rendere più varia la loro proposta musicale, senza ricorrere al trucchetto di inserire così tanti intermezzi. E' la canzone che conta, non il filler!
Non c'è molto altro da scrivere su questo nuovo "Humanology". La musica è molto diretta e non riserva sorprese particolari, pertanto è inutile spendere più parole di quante ne abbia già scritte. Avete già inquadrato il tipo di musica contenuta nel CD, no?
Sicuramente "Humanology" vale la pena di un ascolto e, perché no, anche dell'acquisto. Sempre che amiate questo genere di musica. Tanta è l'esperienza dei musicisti che, grazie anche ad un minimo di talento, gli Eminence possono essere considerati una garanzia. L'album in questione è carino e ben fatto. Non è perfetto, per i motivi sopraelencati. Ma alla fine dei conti si tratta di una prova positiva. Inoltre il quartetto ha grinta da vendere! La loro musica spacca e questa non è una cosa da poco!
La mia l'ho detta, o meglio, l'ho scritta. Ora sta a voi decidere se dare fiducia agli Eminence ed inserire il loro CD nel vostro lettore!
(Hellvis - Settembre 2004)
Voto: 7
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