EMETH
Reticulated
Etichetta: Extreme Underground
Anno: 2006
Durata: 32 min
Genere: brutal death
Gli Emeth nascono in Belgio nell'ottobre 1997 da un gruppo di amici
scontenti delle band in cui suonavano, Dopo qualche mese hanno deciso
di "fare sul serio", iniziando a mescolare varie influenze dal metal
estremo e dopo nemmeno un anno è stato pubblicato il demo "Call Of
Siren", che sarà seguito dall'EP "Breathing The Unclean" (uscito sotto
Screech Records) e da un altro demo tape, "Disciple", del 1999.
Dopo alcuni cambi di formazione nel 2001 la sound si è
"stabilizzata" in un tecnicissimo brutal death, e nel settembre 2003 è
stato registrato l'esordio "Insidious", che poi è stato pubblicato
dalla Brutal Bands (loro attuale etichetta) il 30 giugno 2004.
Seguono diverse date live con gruppi del calibro di Brodequin, Gorgasm, Lust of Decay, Incantation...
Ancora qualche cambio di line-up, alcune date americane in
compagnia degli Internal Suffering, e nel novembre 2005 è il momento di
registrare il secondo album, "Reticulated".
Album che, come giustamente dice la biografia, vuole mettere la
mente umana al suo massimo livello di sopportazione. E in effetti ci
riesce.
La copertina, che rappresenta un uomo con la camicia di forza in
una stanza quadrata nelle quali pareti sono scritte miriadi di
equazioni matematiche (maledetti integrali!!!), è quanto mai azzeccata!
I nostri infatti propongono un tecnicissimo e schizzatissimo
brutal death che può richiamarci alla mente Spawn Of Possession,
Necrophagist e, in molti riff, i Cryptopsy.
C'è anche una massiccia componente post-core, soprattutto nella
voce più 'urlata' (nel precedente trovavamo un growl più gutturale) e
nell'inizio della terza traccia "Karmik Impediment", che può ricordare
gruppi post-core recenti come gli Ion Dissonance.
Nelle nove tracce non c'è un attimo di respiro, si va dal tremendo
attacco della opener "Eleven" al soffocante rallentamento in
"Heteronomy Of The Will", in cui compare una leggera traccia di
melodia, l'unica in tutto il disco.
Bellissimo l'inzio in pieno stile Cryptopsy in "Order From Chaos",
indubbiamente uno dei migliori pezzi del lotto e ottimo biglietto da
visita (un riff mi ha anche ricordato il riff principale di "The
Blessed Dead" dei Nile).
Negli ultimi due pezzi invece troviamo il maggior concentrato di violenza, essendo anche le due tracce più dirette del disco.
La cosa piacevole è scoprire, ascolto dopo ascolto, le diverse
influenze che ci sono, che rendono anche ogni traccia abbastanza unica,
cosa non facile in questo genere, anche se ovviamente lo stile
principale è marcatissimo!
Sul lato tecnico è quasi inutile esprimersi, siamo a livelli
mostrusi soprattutto per la batteria che alterna dei blastbeat paurosi
a fill ultra cervellotici, e delle chitarre, autrici di riff assurdi e
molti passaggi "neoclassici" alla Necrophagist.
Anche la produzione, ad opera di Daniel Bergstrand (In Flames, Dimmu Borgir) è impeccabile.
Difficile chiedere di più, forse qualche pezzo più diretto e meno
cervellotico non sarebbe stato male, ma in fondo non è quello che la
band vuole, non vuole spaccare il culo, ma proprio farvi "impazzire", e
ci riuscirà se non siete avvezzi a certe sonorità!
Insomma, ottima nuova realtà estrema da tenere d'occhio, imperdibile a tutti gli amanti del genere!
(DanieleDNR - Settembre 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Emeth: info@emeth.be
Sito Emeth: http://www.emeth.be/
Sito Extreme Underground: http://www.brutalbands.net/