EMERGENCY GATE
Nightly Ray

Etichetta: Silverwolf Productions
Anno: 2006
Durata: 43 min
Genere: heavy metal


Gli Emergency Gate nascono nel 1996, grazie al connubio tra il bassista Mario Lochert ed il chitarrista Fabian Kiessling; da lì in poi numerose apparizioni live, anche di un certo prestigio, varie partecipazioni a festival , un MCD e quindi la registrazione di questo primo, vero e proprio full-length album, "Nightly Ray", che tanto successo sembra aver riscosso nel Benelux.
É proprio la title-track ad aprire l'album; chitarre robuste dal suono secco ed asciutto; un mid-tempo senza arte ne parte, che i pochi slanci melodici non riescono a far decollare, pur presentando lungo i ritornelli degli interessanti inserti di tastiera. La voce, alla Hetfield prima maniera, manca di quella personalità e di quel carisma necessari per poter rendere sino in fondo. Doppia cassa e sonorità più cupe ed avvolgenti caratterizzano "Kill The Dying", dalla ritmica particolarmente spezzata ed i cantati in controtempo sulle strofe, che poi vanno ad aprirsi sui ritornelli, grazie anche all'uso sostenuto e pieno delle tastiere, che pur acquistando maggior spessore e sostanza risultano il più delle volte un po' troppo staccate dal resto degli strumenti.
"Another Day Nowhere", terzo brano in scaletta, possiede un maggior piglio ed una spinta melodica superiore, grazie ad un riffing classico sorretto ottimamente da un leggero velo di tastiere; un mid-tempo saltellante e corposo, molto vicino al metal tradizionale e che ricorda, in più di un'occasione,
gli Amorphis più lenti e melodici; peccato, ancora una volta, per la voce , che non riesce a valorizzare in pieno le buone melodie proposte, rimanendo troppo spesso come con la marcia tirata. Da porre in risalto i buonissimi soli a metà pezzo.
Un incedere molto moderno con il basso in primissimo piano va ad aprire "The Inside"; chitarre pese e slabbrate, ritmiche cadenzate e spezzate, arricchite e rese particolari da un uso sapiente e mai troppo espansivo delle tastiere. Buonissima la struttura musicale del pezzo capace di unire l'irruenza e la rabbia del nu-metal con soluzioni stilistiche più tradizionali e legate al passato. In "In My Dreams" il vocalist utilizza per la prima volta la voce pulita, cosa che ne arricchisce e ne aumenta esponenzialmente le potenzialità; ci troviamo dinanzi ad una ballad dal forte retrogusto medievaleggiante con l'utilizzo di chitarre acustiche molto folk, mentre nuove aperture melodiche più power e robuste ricordano ancora ed in maggior misura gli Amorphis di "Elegy".
"Discre-Pantz" e "Breed Evil" scorrono piacevolmente, con le loro sonorità robuste ed incalzanti, riportando in auge il buon vecchio speed metal tedesco fine anni ottanta, rivisitato qui in chiave più moderna e personale e con un forte e decisivo utilizzo di tastiere aperte e melodiche.
Eccoci quindi ad uno dei pezzi migliori dell'intero lotto, "Soulstreamer"; dalla ritmica incalzante e veramente coinvolgente e dal ricco riff-rama tipicamente heavy metal. I toni rimangono ben alti e vincenti per tutto il pezzo, tranne che nel breve break centrale, dove le melodie tendono a calare ed a farsi più sommesse, ma poco male. Bravissimi.
"Hold Me Again", ricorda moltissimo gli Scorpions, con le sue ritmiche plumbee e quasi acustiche lungo le strofe e le esplosioni di melodia e potenza lungo i bridges e nei ritornelli. Tecnicamente niente da eccepire, tutto è al suo posto, ma non colpisce in pieno, risultando, forse, un po' troppo risentito ed abusato. "No Clown" colpisce per le sue chitarre ribassate e per le sonorità ultramoderne che riempiono l'intero brano donandogli una freddezza di fondo veramente eccessiva.
"Guardian Of Time" passa velocemente, non lasciando traccia di se conducendoci stancamente all'ultimo brano cantato del CD, la cover di "Rock Me Amadeus" del compianto Falco, hit che a metà anni ottanta non ha mancato di far ballare e cantare migliaia di teenager impazzando in lungo ed in largo fra discoteche, programmi TV e radio; indurita, velocizzata ed attualizzata ma assolutamente fedele all'originale.
"Eternal Echo" va ha chiudere questo buon disco d' esordio per i teutonici Emergency Gate, lasciata in pasto alle tastiere, eteree, plumbee ed avvolgenti, come a voler creare un atmosfera molto vicina e simile a certe colonne sonore, aperte e coinvolgenti, pregne di un gran bel senso di pace.
I nostri sembrano aver fatto le cose in grande, buonissima produzione, packaging professionale e, sembra, una buona spinta mediatica; le potenzialità ci sono, così come non sembrano mancare le idee, sia in fase compositiva che d'arrangiamento, riuscendo a far proprie sonorità classiche e molto vicine al metal ottantiano ed unirle ad una spiccata e vincente spinta modernista, soprattutto, con l'utilizzo, mai troppo invadente, delle tastiere e del synth. Se un piccolo appunto si deve fare, e si può, va fatto riguardo alle vocals di Fabian Kiessling, anche chitarrista, che non riescono minimamente ad incidere, mancando il più delle volte sia di personalità che di carisma e risultando a tratti quasi impersonali e svogliate, cosa questa che va ad inficiare, non poco, l'intero risultato finale, rendendo il tutto piatto e monocorde. Peccato.
(Pasa - Giugno 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito Emergency Gate: http://www.emergencygate.com/

Sito Silverwolf Production: http://www.silverwolf-production.com/




Il disegno di copertina, il nome e il logo farebbero pensare a un gruppo heavy/power/speed di metà anni ottanta... gli Emergency Gate invece propongno un maldestro tentativo di unire il classico heavy metal con sonorità più moderne, arricchite da semplici ma piacevoli arrangiamenti di synth/tastiere. E se il tutto potrebbe apparire anche interessante, nelle intenzioni, il risultato finale non è certo di quelli da ricordare negli anni. "Nighlty ray" contiene qualche buon momento, ma è l'insieme che nel complesso suona poco convincente, con parti mal amalgamate tra loro e idee non sempre brillanti. Strumentalmente non ci sono grossi limiti, il cantato ipenalizza invece in maniera pesante le composizioni, con il suo incedere monocorde e privo di grosse variazioni (e con qualche caduta davvero imbarazzante). Disco piuttosto brutto.
(Linho - Ottobre 2009)

Voto: 5