EMBRACE
Another Message Of Hate

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 36 min
Genere: metalcore


I milanesi Embrace si sono formati nel 1999, a seguito della scioglimento del gruppo hardcore Crash Punk. I primi anni di vita della band sono stati contraddistinti da un'intensa attività dal vivo e dalla registrazione di cinque pezzi, penalizzati però da una produzione non impeccabile. Nel 2002 gli Embrace si affidano alle cure di Ettore Rigotti, uno dei nuovi guru della registrazione, per incidere un MCD di tre brani. Questo lavoro, grazie finalmente ad una risoluzione sonora potente e nitida, ha ottenuto un certo successo tra i media del settore. Il buon risultato ha spinto il gruppo ad intensificare ancora di più la propria attività live, in particolar modo nel milanese, guadagnando quindi una certa reputazione nell'underground lombardo.
Nel 2005 gli Embrace sono entrati nello studio Indy Records di Busto Arsizio (VA) per registrare "Another Message Of Hate", il loro primo full-length. L'album contiene cinque nuove composizioni, più le tre tracce rimasterizzate del promo precedente.
Il lavoro si presenta bene, grazie ad una copertina suggestiva, dai colori bianco e rosso. Il CD è stato decorato in modo da assumere le fattezze di un 33 giri in miniatura. Il libretto, di due pagine, contiene i testi delle nuove composizioni.
La formazione del gruppo consiste in Diego (basso, voce), Simone (chitarre, voce) e Torta (batteria).
"Fuck Your Toleration", con il suo continuo alternarsi di sezioni potenti ad altre più rilassate, mette bene in mostra lo stile del gruppo: un metalcore sanguigno, con le radici affondate sia nel nu-metal che nel hardcore. Questa canzone è caratterizzata da riff puliti ed essenziali, pesanti come macigni. La sezione ritmica è precisa, e riesce a creare un buon groove. Buono il gutturale del cantante, di stampo death, che viene spesso accantonato a favore di urla acute, tipicamente hardcore. Meno convincenti invece le vocals pulite, un po' tentennanti.
"Liar Of Golgotha" è una traccia più spedita della precedente. La già citata componente punkeggiante/hardcore è in questo caso evidentissima: mi porta alla mente gli americani Amen, ma in versione metalcore (riuscite ad immaginarli?). Il punto di forza della composizione sta nella scelta dei riff, sempre di valore. Grinta e sudore si sprecano, per un brano adrenalinico.
La componente melodica degli Embrace si fa strada con "Noway", un brano a mio avviso poco felice. Il problema non va ricercato nei vocalizzi puliti, che ribadisco essere non impeccabili: è la canzone ad essere un po' fiacca nel suo complesso, non rendendo giustizia alla bravura dei milanesi.
Ben diversa è la situazione con "A Message To The Future". Anche qui la melodia è in primo piano, e ci sono delle clean vocals: tali elementi però sono stati utilizzati al meglio. La voce è assestata su un registro basso, nella prima parte, ottimamente accompagnata da sonorità acustiche. Il timbro del cantante è finalmente piacevole ed intrigante. Quando poi la canzone entra nel suo vivo, è un'esplosione di potenza! Potenza, appunto, e melodia vanno a braccetto, ed il loro equilibrio candida "A Message To The Future" come una delle canzoni più belle di tutto il CD.
"She Walks In Beauty" è un breve episodio acustico, col cantato pulito. Non mi sembra molto significativo, ma svolge decentemente il suo ruolo di outro.
Ecco ora le tre canzoni del vecchio promo, rimasterizzate per l'occasione. Si parte con "Embrace". L'influenza del nu-metal salta subito all'orecchio, in questa composizione. Senz'altro, una delle canzoni più valide degli Embrace. Rispetto alla produzione più "in your face" delle tracce nuove, "Embrace" è un tipico lavoro in studio, svolto tra l'altro nel migliore dei modi. La scelta dei suoni è veramente creativa e vincente, a partire dagli effetti vocali sino alle varie sfumature di chitarre e basso. Grinta a profusione: mi piace.
"Hide Inside" riconferma quanto di buono si è udito nel brano precedente. Mi piace proprio questo tipo di produzione che, sebbene non sia "quasi live" come quella degli studi Indy Records, non si fa certo desiderare in quanto ad impatto! "Hide Inside" è molto hardcore nel suo procedere, nella ritmica arrembante, nei riff sanguigni e di notevole spessore. Anche le vocals pulite rendono al meglio.
Non me ne voglia il gruppo, ma preferisco queste due vecchie canzoni alle nuove! Forse sono più eterogenee stilisticamente (crossover, nu-metal, ecc.), ma le trovo accattivanti e trascinanti. Hanno quel qualcosa in più, non saprei dire cosa, che fa la differenza. Sono canzoni belle, punto e basta.
Un assalto arrabbiatissimo apre "Steps", la traccia conclusiva dell'album. L'arrangiamento è veramente creativo, e questo rende il tutto interessante anche quando il ritmo si fa più moderato. La musica è sempre potente e convincente, anche se "Steps" si rivela qualitativamente un gradino sotto alle due precedenti.
Che dire, in conclusione? "Another Message Of Hate" è un buon lavoro, un promettente biglietto da visita per questa solida realtà metalcore tricolore. Ci sono ancora un po' di cose da rivedere, ad esempio i richiami ad alcuni gruppi quali Poison The Well o Caliban, ed un'eccessiva adesione ai cliché del genere. Inoltre, mi fa riflettere il fatto che mi siano piaciute di più le composizione vecchie rispetto alle nuove. Magari è solo una questione di gusti, ma un pizzico di follia in più (come nei casi di "Embrace" e "Hide Inside") non avrebbe guastato. Occhio a non involversi! A parte queste cose, gli Embrace meritano di essere seguiti, anche perché sono pienamente convinto che dal vivo spacchino di brutto! Perciò, teniamo d'occhio questo bravo trio!
(Hellvis - Gennaio 2006)

Voto: 7.5


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