ELIGOR
In Nomine

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 29 min
Genere: black metal sinfonico


Gli Eligor si sono formati a Roma nel 2000 da un'idea di Jacopo Teodori (voce e chitarra) e Alessandro Nesci (voce e tastiere). Il primo lavoro in studio risale al 2001 e porta il titolo di "Southern Shadows". Al basso troviamo Fossimer, tutt'ora in seno alla band, e alla batteria Nicola Corrente. Nel 2002 Francesco Ziello sostituisce Nicola alla pelli.
Il 21 maggio 2003 Alessandro, da tempo sofferente a causa di un brutto male, si è tolto la vita. La sera prima aveva inviato agli altri musicisti un'e-mail con i file midi dei brani che avrebbero dovuto essere registrati per il programmato disco di debutto. Rispettando le sue ultime volontà, i membri superstiti hanno registrato il CD. Le parti registrate da Alessandro non sono state modificate.
"In Nomine" esce alla fine del 2003. E' dedicato alla memoria di Alessandro Nesci. I testi sono in inglese ed in latino.
Dopo un'introduzione wagneriana di ottima fattura, ecco partire "Immobilis November". La prima parte della traccia mescola elementi black ad una tristezza e un pessimismo tipici del doom/gothic. Il titolo è quasi programmatico. La seconda parte è più movimentata ma non spicca in aggressività. Le lunghe note di tastiera danno risalto all'atmosfera, al punto che il black di questa band romana non è assolutamente ostile. Piuttosto, è pregno di disperazione.
In "The Path Of Frozen Lakes" la chitarra di Jacopo si esibisce in continui fraseggi anziché nelle solite progressioni armoniche del genere. Il suo strumento crea delle bellissime melodie incastonate nella distante cornice della tastiera. Il brano si richiama frequentemente al barocco e, nel corso del suo svolgimento, dà vita a una versione abbastanza originale di black metal. Le atmosfere sono sognanti, calde e distanti anni luce dai maestri scandinavi.
"Frozen Tears" è un brano relativamente più aggressivo e tradizionale. Purtroppo la registrazione è poco potente e, se calzava a pennello per le due tracce precedenti, in questo caso penalizza il risultato finale. Il songwriting è comunque buono, soprattutto in virtù delle continue accelerazioni/decelerazioni che lo caratterizzano.
Un inquietante organo introduce "Arbor Autumni". Questa canzone è una cavalcata che dal black trae la tristezza e dall'heavy la dinamicità. La sezione che prelude alla parte cadenzata centrale mi riporta in mente i Mortuary Drape, soprattutto grazie al lavoro del basso. Nel finale riappare l'organo che ha introdotto "Arbor Autumni".
"Southern Shadows" è un altro capitolo di questo viaggio tra paesaggi italici e le inquietanti selve mediterranee. In questo caso lo stile degli Eligor è più tradizionale del solito. Come al solito vengono ricreate grandi atmosfere, sempre introspettive. Ci sono parecchi cambi di tempo e melodia.
La nervosa "Auster", il cui testo è tratto dal "Corpus Tibullianum" di Tibullo, è la traccia conclusiva di questo lavoro. La chitarra di Jacopo suggerisce inedite influenze thrash mentre la tastiera di Francesco infetta il suono con le sue note inquietanti. Anche in questo caso si sentono parecchie cadenze barocche.
In conclusione, "In Nomine" è un buon debutto. Gli Eligor hanno la fortuna di possedere un suono abbastanza personale, dovrebbero quindi rendere meno usuale il loro songwriting. Consigliato a tutti i fan del black più atmosferico, anche perché il CD costa una miseria (5 euro!). Per togliersi i dubbi, comunque, si possono scaricare parecchi mp3 dal sito della band.
(Hellvis - Febbraio 2004)

Voto: 7


Contatti:
Sito Eligor: http://www.eligorinnomine.supereva.it/
Sito MKM Promotion: http://www.mkmpromotion.tk/