ELEND
"A World In Their Screams"

Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2006
Durata: 58 min
Genere: dark ambient / musica neoclassica


Gli Elend sono uno dei migliori ensemble che questo genere musicale abbia mai regalato. In molti sono riusciti a mischiare musica ambient e velleità neo-classiche, diversi sono riusciti ad ammaliare con la loro musica, a cullare, a ricreare paesaggi sonori oscuri e naturalistici, chiaroscuri romantici ed atmosfere cimiteriali. Pochissimi, invece, sono riusciti a creare una musica così incredibilmente intensa da far raggiungere un vero e proprio senso di terrore e smarrimento in coloro che ascoltano. Personalmente il primo incontro con il gruppo austro-francese l'ho avuto con l'uscita di "The Umbersun" (1998), un disco che da allora mi ha sempre lasciato di stucco per il vero senso di dolore cosmico che riusciva (e riesce tutt'ora) a convogliare. "The Umbersun" era il quarto disco della band e concludeva una trilogia iniziata nel 1994 con "Leçon De Ténèbres" e continuata nel 1996 con "Les Ténèbres Du Dehors".
Anche "A World In Their Screams", il settimo album del gruppo, segna la fine di un ciclo: gli Elend infatti avevano pensato ad una serie di dischi collegati tra di loro da un unico concept musicale. Il tutto era iniziato nel 2003 con "Winds Devouring Men" e continuato l'anno dopo con "Sunwar The Dead". Il ciclo, che inizialmente doveva comprendere un numero maggiore di album, raggiunge con questo disco la sua prematura conclusione, dato che l'ensemble si è presto reso conto di come questo lavoro fosse l'apice e la degna conclusione di un percorso musicale che ormai aveva detto tutto ciò che c'era da dire.
"A World In Their Screams", dunque, mette in piedi uno spiegamento di forze da far spavento (più di trenta musicisti!) e portano a compimento il lavoro iniziato quattro anni prima, mantenendo inalterate le caratteristiche del sound degli Elend. Nel corso dei 58 minuti che compongono il CD, il gruppo fa riemergere tutte le proprie qualità, costruendo una musica che rievoca i Dead Can Dance, da sempre un paragone ricorrente, ma che ormai porta impresso a lettere di fuoco il marchio personale degli Elend. Atmosfere agghiaccianti, oscure, spaventose. Non esiste luce, non esiste speranza, solo dolore, sofferenza, morte e buio, un impenetrabile, opprimente e terribile buio.
Come sperare di descrivere a parole la musica degli Elend? Praticamente impossibile. Violini, fiati, tastiere, percussioni ossessive e piccoli inserti elettronici si fondono nel creare qualcosa che è davvero unico. Le melodie create dal gruppo salgono, si gonfiano esplodono in una tempesta di inaudita violenza, poi si chetano e tornano a sussurrare come l'aria leggera. Non è un caso d'altra parte se tutto il ciclo è intitolato "Winds" ('Venti'). Su tutto ciò si stagliano le numerose voci dei vari cantanti, anch'esse così variegate e ricche di sfumature che passano dalle urla strazianti dei momenti, al canto lirico della musica sacra, passando ad oscuri e sinistri sussurri in lingua francese.
Insomma, "A World In Their Screams" resta una conferma innegabile del sound unico degli Elend: ancora una volta il gruppo ha dato vita ad un'opera difficile e spaventosa, un'opera che necessita di attenzione e un preciso stato d'animo per poter essere compresa. Personalmente non posso che essere soddisfatto da un lavoro di questa caratura, però è anche vero che non posso fare a meno di notare come gli Elend, ormai, avendo trovato una propria cifra stilistica, abbiano iniziato a viaggiare col pilota automatico. Non so, magari è solo una mia impressione, data anche dal passare del tempo: nel 1998 un disco come "The Umbersun" mi aveva veramente svuotato, mentre questo nuovo mi ha dato esattamente quello che mi aspettavo. Non mi ha deluso, certo, ma non mi ha sorpreso. Che dire, quindi? Se conoscete e amate gli Elend, con questo lavoro potete andare sul sicuro: tutti i punti di forza del loro sound sono rimasti invariati. Forse ci si poteva aspettare un pizzico di genio in più da un gruppo di questa portata, ma è innegabile come l'ensemble franco-austriaco resti tutt'ora un punto di riferimento all'interno di tutta la scena.
(Danny Boodman - Aprile 2007)

Voto: 7,5


Contatti:
Mail Elend: contact@elend-music.org
Sito Elend: www.elend-music.org

Sito Prophecy Productions: www.prophecy.cd