ELEMENT
PsychoPhenomenon
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 35 min
Genere: neo death
L'importanza di certi album viene consolidata nel tempo, col passare
degli anni, perché è più facile rendersi conto di quanto abbiano
influito nello sviluppo di determinate sonorità oppure addirittura
nella nascita di un genere. E questo è vero soprattutto se si sta
parlando di un gruppo sconosciuto. E' il caso dei polacchi Element,
giunti alla ribalta con il loro disco di debutto, "PsychoPhenomenon".
Con quest'album, il quintetto ha dato ulteriore prova di quanto il
death metal goda di ottima salute e possa spingersi lontano, e per
questo si meritano l'appellativo di "Neo Death", coniato da loro
stessi. Per ora possiamo soltanto intuire che, con questo disco, nuovi
orizzonti possano in futuro schiudersi; vedremo se il tempo ci darà
ragione.
Conclusa questa doverosa prefazione, andiamo a vedere chi sono
esattamente gli Element. Il leader risponde al nome di Andi, cantante e
bassista, che si avvale della collaborazione dei chitarristi Simon e
Voitheq, del batterista Fil e del tastierista Matt, che in seguito ha
abbandonato i compagni. Va sottolineato che l'età media di questi
ragazzi è di neanche 22 anni! Il gruppo è nato nel 2000 ed ha
all'attivo, oltre a quest'album, anche due demo, ovvero "Dream In
Black" (2000) e "Daemonopolis" (2001). Se il primo non è stato fatto
circolare per la povertà della proposta e la bassa fedeltà di
registrazione, il secondo ha permesso alla band di conoscere un
discreto successo, forte della distribuzione ad opera della Apocalypse
Production.
Avevo già avuto modo di parlare degli Element in occasione
dell'uscita della compilation "Death", ad opera della MetalRulez
Productions. L'ottima impressione che avevano destato allora non viene
smentita: anche sulla (relativamente) lunga distanza hanno dimostrato
di sapersela cavare egregiamente, confezionando un album di assoluto
rilievo. Si fanno portavoci di un death metal tendenzialmente
avanguardistico, nel quale sperimentano l'uso delle tastiere in modi
differenti, giocano con melodie struggenti e non tralasciano la
velocità, l'aggressività e l'imprevedibilità tipiche del death.
Nonostante ci sia un filo conduttore che le accomuna, le canzoni
riescono ad essere assai diversificate proprio per l'abbonanza di
soluzioni sperimentate dal gruppo. Talvolta vi sono evidenti
riferimenti al black sinfonico, genere che aveva contraddistinto gli
esordi del gruppo. La voce, in particolare, è impostata a metà tra
black e death, soprattutto nelle frequenti parti in screaming. La
sezione ritmica, inoltre, pur essendo tecnica ed articolata, si lancia
spesso in blast-beat velocissimi tipici del black.
Subito dopo l'intro "The Star Unknown", gli Element iniziano a
fare sul serio: "Anothereality" è un pezzo veloce e diretto,
caratterizzato da inserimenti tastieristici insoliti. Proprio questo
elemento rende la canzone fredda, distante, clinica e futuristica,
tanto da essere uno dei motivi di maggior interesse dell'intero lavoro.
"Sanctum" è il brano con cui il gruppo era apparso nella
compilation "Death". Qui le tastiere richiamano a tratti i Sadist di
"Tribe", altre volte sono usate in maniera opposta, per creare
distorsioni dal sapore industriale. L'accostamento di atmosfere
spettrali e metropolitane è stato ben studiato, riuscendo a non far
stridere tra loro due elementi così distanti. Si affaccia anche l'ombra
dei Pestilence del periodo "Spheres", che si rifà viva a più riprese
nell'arco dell'album, in maniera più o meno evidente.
"Efreet" è un brano assai diretto e granitico. Ancora una volta la
struttura alterna riff death ed altri più votati al black. Sono
presenti delle voci pulite sovrapposte allo screaming; non mancano
tastiere orchestrali, cui fanno seguito degli assoli velocissimi e
schizzati, prima del finale nuovamente martellante.
La title-track è l'unico episodio del disco interamente basato su
ritmiche lente e melodie struggenti. L'atmosfera è cupa, ora sinistra,
ora malinconica, mentre l'incedere, sofferto, è vivacizzato da alcune
varianti nelle pause della strofa. In questo caso è proprio la melodia
a farla da padrona. Anche se la struttura del brano è piuttosto
semplice, se confrontato con gli altri, neppure questo appare monotono.
Con "Sabre" torniamo ad esplorare lidi più violenti, nonostante le
spettacolari melodie ricreate dalle tastiere la facciano da padrone a
più riprese, rendendo la canzone una delle migliori dell'intero lavoro.
Sorprendentemente è un cantato pulito a guidare buona parte di
"Zaelot". Andi riesce a modulare la sua voce in maniera ottimale e
trasmettere emozioni forti ed intense. Ancora una volta tornano ad
affacciarsi i Pestilence, in momenti soavi supportati da una batteria
spesso in controtempo.
La conclusiva "Daemonopolis 2002" è forse la canzone nel complesso
più diretta e veloce dell'intero lavoro. Si tratta di un vecchio brano,
già apparso sul precedente demo; il genere è assai vicino al black
sinfonico: i riff sono abbastanza lineari, non particolarmente
elaborati, e lo stesso vale per la struttura. Per questo motivo,
rispetto alle altre, manca leggermente di imprevedibilità.
Registrazione e produzione sono all'altezza ma non perfette, e lo
stesso vale per l'esecuzione: ciascun musicista ha dimostrato notevoli
doti tecniche ed una spiccata personalità, anche se nel complesso si
può notare qualche leggera sbavatura qua e là. Il risultato finale,
comunque, non risente di queste imperfezioni, che passano in secondo
piano.
"PsychoPhenomenon" è un album notevole, consigliatissimo agli
amanti del death tecnico e della musica estrema in generale, in
particolare a chi non disdegna la sperimentazione. Alcuni passaggi vi
cattureranno già al primo ascolto, altri necessitano di più tempo per
essere assimilati, ma alla fine vi entreranno nelle ossa. Ormai questo
CD l'ho ascoltato decine di volte e continua a piacermi dannatamente,
anche se non mi ha dato l'impressione di un prodotto impeccabile. Ha
dalla sua canzoni di ottimo livello e, non da meno, una massiccia dose
di personalità e originalità (il che non è così frequente), tuttavia,
secondo me, alcune parti, anche se non stonano, potevano essere
lavorate meglio. Arriva ad un passo dall'essere un album definitivo, un
capolavoro. Vista la giovane età del gruppo, rimane comunque un lavoro
di tutto rispetto, assolutamente sopra la media.
Questi quattro ragazzi hanno tutto il tempo per maturare e
migliorarsi ulteriormente. Vedremo cosa combineranno in futuro: a detta
di Andi, il nuovo materiale sarà molto diverso da quanto fatto finora.
Non resta che attendere: intanto godiamoci "PsychoPhenomenon".
(BRN - Dicembre 2005)
Voto: 9
Contatti:
Andi,
ul. Ogrodowa 5
38-440 Iwonicz Zdrój
POLAND
Mail: andi_element@yahoo.com
Sito internet: http://www.element.metal.pl/