ELEGY
Supremacy

Etichetta: T&T
Anno: 1994
Durata: 47 min
Genere: power progressive metal


Sapete, nella mia ricerca musicale continua e ossessiva di qualcosa personale e non eccessivamente derivativo, gli Elegy sono stati quelli che insieme ad altri tre o quattro nomi hanno cambiato il mio modo di vedere la musica.
Sono stato sempre affascinato dai gruppi che riuscivano in maniera del tutto naturale ad unire melodie apparentemente semplici ad una tecnica spaventosa, senza che quest'ultima apparisse come un banale esibizionismo, per questo reputo "Supremacy" uno dei migliori esempi.
È incredibile, a soli due anni di distanza dal debutto "Labyrinth of Dreams" il progresso generale degli Elegy è notevole, tanto che i pochi dubbi presenti nell'esordio sono stati del tutto eliminati presentandoci un album che non lascia un attimo di respiro.
Premete play e chiudete gli occhi, parte "Windows of the world", vedrete una valanga di note investirvi, si intuisce subito che qualcosa è cambiato, la componente class metal del debutto è diminuita a favore di quella power. Riff nervosi e incontrollabili, domati dalla voce di Eduard Hovinga sempre alla ricerca di linee vocali trascinanti, che vanno a sfociare nella parte solista ed è l'apoteosi: chitarre che corrono all'unisono, si incrociano, si sovrappongono creando melodie sinistre, veramente mostruoso.
Ci concede una tregua "Angels Grace", un affascinante mid-tempo dalla stupenda apertura acustico-spagnoleggiante intramezzato dalle pesanti chitarre di Henk v. d. Laars e Gilbert Pot. Segue la positiva "Poisened Hearts", dall'incedere vagamente helloweeniano (comunque non troverete nessun ritornello bavarese) e condita dal solito stupendo assolo di Henk.
Il vecchio amore per l'hard rock lo ritroviamo in "Lust for Life", una nostalgica ballad, per solo piano-voce, degna dei migliori Bon Jovi, dove Hovinga oltre alle doti vocali si dimostra essere anche un buon chitarrista regalandoci un ottimo assolo.
Delicatamente ci appare "Anouk", una strumentale dedicata alla piccola figlia di Henk che sembra voglia cullarla con le delicate note che riesce a creare, molto atmosferica e new age (ricorda alcune lavori di Marty Friedman periodo "Scenes" e Jason Becker, sue grandi influenze) che introduce la spiazzante "Circles in the Sand", la più potente e dura dell'album, un muro sonoro incredibile dove gli accordi a cascata che tanto mi sono cari non lasciano spazi vuoti e sfido chiunque a non fare i complimenti a Hovinga che canta in modo melodico e lineare là dove molti avrebbero fallito.
In chiusura troviamo "Darkest-Night", una class metal song che potrebbe ricordare alcune cose del passato, seguita dalla progressive "Supremacy" dove i vari cambi di tempo ci mostrano una sezione ritmica di valore assoluto, e la finale "Erase me" (la mia preferita). È difficile spiegare le emozioni che riesce a trasmettermi, una canzone atmosferica ed intimista, che in un crescendo da brividi ci fa capire quanto gli Elegy siano stati bravi a trasporre in musica le liriche sofferte del brano. «Now when I close my eyes, I realize the truth». L'uomo che ha raggiunto la consapevolezza si appresta a dare l'addio finale.
In definitiva un album dove nulla è stato lasciato al caso, ottimamente prodotto e arricchito da un intrigante copertina, non commettete l'errore di lasciarvelo scappare.
Supremacy(a) Assoluta.
(carma1977 - Aprile 2002)

Voto: 10



Dopo solo due anni dal primo disco, buono ma non eccezionale, gli Elegy ritornano e sorprendono sfornando un vero capolavoro. Grande sezione ritmica, voce molto acuta ma con uno stile personalissimo che distingue Eduard Hovinga dalle migliaia di cloni di Michael Kiske, chitarre che fanno un lavoro immenso e nonostante la complessità della maggior parte dei brani non ci si stanca mai e anzi si finisce per ricordare i brani dopo pochi ascolti. Le mie preferite sono la opener "Windows of the world" e la ballad "Lust for life", ma nel complesso il disco non ha davvero nessun calo e anche la produzione è migliorata dal primo album contribuendo al salto di qualità. Un buon album per smentire chiunque consideri superficialmente il power un genere che dopo gli anni '80 non ha più nulla da dire.
(Frozen - Maggio 2002)

Voto: 9