EDO NOTARLOBERTI
Silent Prayers

Etichetta: Ark Records
Anno: 2008
Durata: 30 min
Genere: musica classica


Qualche tempo fa stavo spulciando le varie mailing list che arrivano al mio indirizzo di posta e, ad un tratto, mi sono trovato di fronte ad una bella copertina: un dipinto, olio su tela, con delle belle pennellate forti, tonalità fredde, giocate molto sul blu, e un nome, Edo Notarloberti, che spiccava scritto con carattere elegante. Incuriosito iniziai a leggere la presentazione del CD e così venni a sapere che il buon Edo è un violinista napoletano, già conosciuto per le sue prove con Ashram e Argine, che ha appena pubblicato un interessantissimo lavoro di musica (neo)classica. Niente metal, figuriamoci, ma anche niente chitarre, basso e batteria: solo un pregevolissimo trio da camera formato dallo stesso Edo (violino), Martina Mollo (pianoforte), Giampaolo Nigro (violoncello) e qualche momento cantato da Valentina Del Giudice e Salvio Sammartino. Non vedevo l'ora di ascoltarlo e la Ark Records è stata così gentile da mandarci una copia promozionale di questo lavoro.
Qui, però, c'è bisogno di fare una premessa: chi vi scrive non è assolutamente un esperto di musica classica e quindi, con assoluta trasparenza, mi tocca ammettere di essere privo di quella cultura accademica e storica che permetterebbe di dare un vero parere critico all'opera di Edo. Allo stesso tempo, però, devo ammettere che lavori di questo genere non mi lasciano affatto indifferente e, anzi, li sento molto vicini ai generi di musica che mi piace ascoltare, almeno per le emozioni che mi trasmettono.
Detto questo, quindi, mi auguro di potervi coinvolgere per spiegarvi perché questo lavoro mi ha rapito così tanto, senza lanciarmi in interpretazioni tecniche o azzardando ipotesi strampalate.
Iniziamo subito mettendo in chiaro un aspetto di "Silent Prayers" che mi ha colpito fin dall'inizio: questo CD, per essendo basato su una proposta non esattamente mainstream, non è affatto pesante, al contrario lo si ascolta tutto d'un fiato grazie ad un gusto melodico sopraffino, arrangiamenti curatissimi e una varietà di sensazioni davvero elevata. Si parte con "The First Was A Death Woman" e subito si rimane a bocca aperta: la musica inizia tutta traballante, quasi a singhiozzo, con qualche tocco di pianoforte e gli archi a sfiorare appena le corde; poi come d'incanto tutto sembra andare al suo posto e la melodia inizia a correre a cascata, come se qualcuno avesse inclinato un piano e le note stessero rotolando nell'aria inarrestabili: il pianoforte incalza e svolazza senza sosta, mentre il violino di Edo disegna la linea solista, accompagnato dal violoncello. Splendida.
"Silent Prayer" cambia subito registro e vede l'arrivo di una delicata voce femminile (molto simile a quella di Amy Lee degli Evanescence nei suoi momenti più soffusi). La canzone, come suggerisce il titolo, è una preghiera, soave e sussurrata, con gli archi a fare da contorno al canto cristallino di Valentina. Forse questo pezzo è meno interessante a livello compositivo, ma non si rimane indifferenti di fronte ad una interpretazione così sentita da parte di tutti i musicisti.
Torna a farsi sentire una composizione strumentale con "Marianna Y La Melancholia", un brano molto visivo, con un alternarsi di momenti dolci e struggenti, che si intervallano con dei ritmi molto tesi e drammatici. Una composizione che potrebbe tranquillamente fare da accompagnamento ad un passaggio particolarmente intenso di una pellicola d'autore.
A questo punto l'album ha, a mio parere, un leggero calo qualitativo con i brani centrali: "Preludio On My Skin", infatti, vede ancora la brava Valentina al microfono, ma il pezzo è un po' meno riuscito rispetto alla title track. I due pezzi successivi, invece, lasciano spazio a Salvio Sammartino, cantante dotato di un timbro molto caldo, ma a mio parere poco adatto al tipo di composizioni presentate da Edo. Per carità, l'esecuzione è ineccepibile, ma mi sembra che le linee vocali siano più standard, vicine a certe ballad per piano e voce che, per quanto pregevoli, sono ormai un po' abusate.
Questo, però, non vi faccia venire in mente dei pezzi banali o scontati: una "The Glass Man", spazza via senza fatica una marea di composizioni sullo stesso genere, ma a questo punto semplicemente mi ero abituato a degli standard eccellenti.
Fortunatamente per chiudere il CD arrivano altri tre pezzi da novanta. La prima è la meravigliosa "Dark Tango" e qui davvero c'è da restare ammirati e basta: in primo luogo perché il tango, a mio parere, è una forma d'arte tra le più belle e intense che siano mai state create in musica, e poi bisogna aggiungere che Edo gestisce il brano alla perfezione, caricandolo di quella struggente passionalità che fa stringere il cuore. Ascoltate la forza di alcuni passaggi di violino in questo brano e ditemi se non ho ragione.
Continuiamo con "Mon Revè Le 31 Mars" e qui la musica torna a farsi delicata e sognante: piano e violino riprendono ad abbracciarsi, ora scivolando l'uno sull'altro, ora fondendosi in melodie che cullano e consolano. Edo, comunque, ha ancora un asso nella manica e lo gioca con "L'Extravagance", un brano che è pura musica da camera, una composizione che mi ricorda quei lieder dei grandi della classica in cui gli archi avvolgono l'ascoltatore riportandolo indietro nel tempo fino alle splendenti corti d'Europa.
A questo punto non ho molto altro da dire: spero che il mio contributo, per quanto povero di mezzi, possa avervi intrigato al punto da spingervi a dare un ascolto a questo bellissimo lavoro. Quello che so per certo, comunque, è che ho appena finito di ascoltare per l'ennesima volta "Silent Prayers" e sto per schiacciare ancora il tasto play del mio lettore. Buon ascolto anche a voi.
(Danny Boodman - Ottobre 2008)

Voto: 8


Contatti:
Sito Edo Notarloberti: http://www.myspace.com/edonotarloberti

Sito Ark Records: http://www.arkrecords.net/