EDENSHADE
Ceramic Placebo For A Faint Heart

Etichetta: Athreia Records
Anno: 2002
Durata: 46 min
Genere: death melodico / prog metal


Gli Edenshade sono un gruppo delle Marche, si erano fatti notare nell'underground grazie a due bei demo, ed avevano trovato subito un accordo con una etichetta per pubblicare un album. Purtroppo dopo vari mesi di tira e molla quella etichetta fallì, e gli Edenshade si trovarono a piedi, sia per aver perso l'appoggio sia perché non si erano messi a cercare altri contatti, convinti di aver preso la strada giusta. Bisognava decidere quindi cosa fare, ed il gruppo scelse la strada più rischiosa: autoprodursi un album per poi negoziare il contratto con le etichette. Così andarono a registrare questo "Ceramic Placebo For A Faint Heart" agli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando a Roma, ormai lo studio più rinomato in Italia per il metal. Dopo aver avuto in mano il master sono passati altri mesi alla ricerca di una etichetta che volesse stampare il CD, ed alla fine hanno firmato per la milanese Athreia Records. La line-up che ha registrato questo album era composta da Stefano Wosz (chitarra), Roberto Cardinali (batteria), Lorenzo Morresi (voce), Matteo Belli (tastiere) e Daniele Tiberi (basso). Da quello che mi risulta la line-up è ancora la stessa.
Lo stile di questo album è difficile da descrivere, a grandi linee può essere considerato come un incrocio tra il death melodico ed il prog metal, ma c'è il rischio di essere fuorvianti: lo stile degli Edenshade è personale, e mescolano vari elementi che non fanno parte di quei due generi. Dal death melodico prendo alcuni riff, il cantato e in generale l'estetica (il tipo di suoni usati, le tematiche dei testi e la grafica del CD); dal prog metal prendono vari passaggi strumentali, le strutture delle canzoni e certe parti di tastiera. Ma non si fermano qua. Alcuni riff sono di stampo thrash moderno (qualcuno, sbagliando, direbbe nu-metal a causa della chitarra a 7 corde); ci sono delle melodie che richiamano il gothic metal, ed alcuni passaggi di batteria che richiamano i DEATH. La caratteristica principale degli Edenshade resta però l'uso delle tastiere e dell'elettronica: Matteo ha un ruolo fondamentale ed il suo lavoro è quasi sempre in primo piano. Usa una gamma molto diversa di suoni, spesso di stampo "elettronico" (non saprei come definirli), ossia ben distanti da quanto si sente di solito in ambito metal (e questo può risultare un ostacolo per i metallari più incalliti).
L'album comprende 10 canzoni, di cui due sono degli intermezzi strumentali, il primo senza titolo, ed il secondo intitolato "Part2" (un po' più di fantasia ragazzi, cazzo!). Le canzoni sono tutte molto articolate, ed hanno un alone malinconico che supporta per bene i testi (il titolo dell'album è riferito alle persone false che si nascondono dietro ad una maschera). La voce si divide tra il classico growl urlato e parti pulite. Le ritmiche e le strutture delle canzoni sono belle incasinate, non si tratta certo di un album diretto e semplice da ascoltare. Ci sono degli stacchi atmosferici a dare un po' di respiro, ma sono una minoranza.
La produzione dell'album è buona. I suoni di chitarre e tastiere sono ottimi, mentre il basso purtroppo si sente poco. Non mi piace molto la resa della batteria (un po' plasticosa) e quella della voce pulita (suona un po' distante ed appiattita). La confezione del CD è molto curata dal lato pittorico, un po' meno per quanto riguarda i testi. Sarò retrogrado, ma preferisco quando i testi sono scritti in maniera normale.
"Ceramic Placebo For A Faint Heart" è un bell'album che però non mi convince al 100%. Gli Edenshade hanno uno stile ben definito e personale, sanno suonare ed hanno un sacco di ottime idee, di questo gli va dato sicuramente atto. Ci sono molti passaggi veramente ottimi sparsi per l'album. La mia esaltazione cala ascoltando il CD tutto di fila, risulta un po' pesante. Alcuni passaggi li trovo dispersivi, mentre altri li trovo "ipersuonati", nel senso che c'hanno voluto ficcare dentro troppa roba forzando la canzone. Ok ragazzi, di idee ne avete un sacco e vi faccio i complimenti, ma credo che sia necessario anche imparare a dosarle nella giusta maniera. Secondo me coi prossimi lavori bisognerebbe fare più attenzione alla fluidità delle canzoni, rendendo la musica più semplice e meno "pomposa" (mi verrebbe da dire "tronfia"), un po' come avevano fatto i Dark Tranquillity con "Haven".
(teonzo - Luglio 2004)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.edenshade.com/