EDAIN
Through Thought And Time

Etichetta: Zero Budget Productions
Anno: 2009
Durata: 34 min
Genere: progressive death / techno-death


Gli Edain si sono formati nel 2007 a Brno, Repubblica Ceca, grazie alla collaborazione di musicisti provenienti da altre realtà musicali. Il chitarrista Martin Král, il batterista Jiři Stanĕk ed il cantante Martin Brňovjáák, ad esempio, suonano anche negli Absurd Conflict. Martin è anche il padrone della Zero Budget Records, l'etichetta che ha prodotto l'album d'esordio degli Edain, e collabora da anni anche con il gruppo Parasophisma. Jiři è invece impegnato con la death band melodica Mandoria. L'altro chitarrista, Pavel Jeřábek, da anni si dedica al suo progetto solista Moontears Of Doom. L'unico musicista attivo solo ed esclusivamente negli Edain, è il bassista Zdenĕk Záhora.
"Through Thought And Time" è, come abbiamo accennato, l'opera prima di questo giovane gruppo. E' stato distribuito in una maniera molto efficace, cioè come allegato al numero 29 della rivista Pařát, il principale periodico di musica estrema della Repubblica Ceca.
Il disco è stato registrato tra il marzo e l'aprile del 2009 a Brno, ma nel libretto non ci sono notizie relative agli studi di registrazione. Si sa però che del mastering se n'è occupato Blackosh, alias Petr Hosek dei Root e dei Cales.
La copertina dell'album raffigura una città inquietante, scura come la notte e illuminata da esplosioni e fiamme che escono da ciminiere. E' una via di mezzo tra la metropoli di Blade Runner e le rovine che seguono ad un bombardamento. Il libretto, di otto facciate e completamente a colori, contiene tutti i testi, ed è corredato da fotografie e particolari di microchip. Le due pagine centrali sono poi occupate da una bella foto d'assieme del gruppo.
"Through Thought And Time" contiene cinque canzoni per un totale di quasi trentacinque minuti di musica.
Si parte con "The Downward Spiral", introdotta da una bella sezione che vede all'opera la chitarra acustica ed il basso in fase d'accompagnamento, e la chitarra elettrica impegnata a suonare una melodia facile, ma non banale. Il gruppo parte al gran completo, con un suono compatto ed assolutamente melodico. La voce di Martin è rozza, ed il suo gutturale è molto particolare. La canzone si dimostra subito tesa e vagamente malinconica. La melodia, per quanto di facile assimilazione, è spesso "disturbata" da giri di accordi strani, o da passaggi particolarmente tecnici delle due chitarre. L'utilizzo di una specie di gutturale nei vocalizzi, e la pesantezza delle chitarre sono gli unici appigli che mi hanno permesso di definire "death" la musica degli Edain. In effetti, se Martin cantasse con la voce pulita, potrei considerare facilmente il loro stile come prog estremo. Questo perché la melodia svolge sempre un ruolo cruciale, e non sono mai presenti passaggi atonali o lunghe sfuriate tanto pesanti quanto tecniche. La tecnica c'è, ma è asservita all'economia del brano. Tra l'altro, "The Downward Spiral" mantiene sempre un ritmo moderato, e non tenta mai accelerazioni particolarmente consistenti.
"Fragments Of Frail Designs" sembra, nella sue battute iniziali, strizzare l'occhio alle forme più moderne e modaiole del metal, salvo poi interrompersi su una interessante sezione acustica. Martin si limita a recitare il testo, mentre il gruppo si produce in una melodia quasi popolare, che potrebbe ricordare certo folk slavo. Ad essa segue un'esplosione di violenza, ma di breve durata. Infatti, ecco tornare la sezione morbida e, in seguito, una nuova conflagrazione sonora. Insomma, un'alternarsi d'effetto tra momenti di calma e di rabbia, che ha un effetto senza dubbio suggestivo. Il lavoro delle chitarre è sempre ottimo, e la sezione ritmica accompagna con criterio e creatività. Questa successioni di stati d'animo contrastanti fra di loro, caratterizza "Fragments Of Frail Designs" nella sua interezza. Superficialmente, qualcuno potrebbe trovare delle similitudini con gli Opeth, ma gli Edain hanno uno stile ben definito e personale. Le sezioni acustiche di "Fragments Of Frail Designs" sono bellissime, ben evidenziate dalla qualità di registrazione. Qualità che tende a peggiorare quando i suoni si fanno più potenti e "metal". Quando i volumi si alzano, vengono a galla alcuni limiti produttivi. Ma è poca cosa. Comunque sia, con i suoi 9 minuti e 40 secondi di durata, questa canzone si candida come uno dei fiori all'occhiello del CD. Da ascoltare con attenzione, soprattutto le interessantissime parti strumentali.
"Aphrodisiac" è aperta da una sezione ipnotica, dov'è presente anche un pianoforte suonato dall'ospite Doris. Ecco, "Aphrodisiac" contiene sezioni puramente death metal, e quindi la definizione di techno-death non sarebbe affatto fuori luogo, in questo contesto. Il suono degli Edain è finalmente pesantissimo, e gli strumentisti sono impegnati in una prova davvero aggressiva ed oscura. Il ritmo raggiunge dei picchi di velocità notevoli, e tutto sembra proseguire per questa strada, salvo poi scontrarsi con l'immancabile sezione acustica, vero marchio di fabbrica degli Edain. Ad essa segue un crescendo lento e strisciante, dal sapore vagamente doom, che prepara la strada per il finale possente e deciso.
Siamo arrivati a "Eden Lies Obscured", la canzone più lunga del CD con i suoi dieci minuti e passa di durata. In questa occasione, gli Edain non sembrano ancora aver riposto quelle armi che hanno resto così temibile "Aphrodisiac". Le chitarre taglienti danno vita a sezioni piuttosto tecniche, anche se non eccessivamente arzigogolate. Il basso contribuisce all'arrangiamento in maniera decisiva, non limitandosi ad accompagnare. La batteria svolge un lavoro ligio e professionale, senza particolari picchi di creatività. La parte vocale di Martin non è mai eccezionale: il cantante si limita ad un compitino senza infamia e senza lode. Come al solito, intervengono dei passaggi acustici (o meglio, semiacustici), nei quali la chitarra classica accompagna, e la chitarra elettrica suona una melodia sempre ben definita ed immediata. Ribadisco comunque che la banalità viene costantemente evitata. Ecco, l'unico rimpianto è sempre legato alla qualità di registrazione. Se le sezioni più potenti avessero una resa efficace, il godimento dell'ascoltatore sarebbe ai massimi livelli. Invece il suono d'assieme è sempre così soffocato... Occorre quindi concentrarsi sugli arrangiamenti, sulle scelte dei timbri, sull'alternanza tra musica e pause, sul songwriting intelligente. Beh, come vedete i motivi di interesse sono tanti, perciò sarebbe stupido recriminare sulla qualità di registrazione. Però, rimane sempre un po' di rammarico, per una cosa bella che avrebbe potuto essere più bella ancora.
"Earn Your Pain" è una prova di grande rabbia ed aggressività da parte degli Edain. Contraddistinta da riff virili e severi, non può che trascinare gli amanti di questo tipo di sonorità. L'arrangiamento, piuttosto basilare, è arricchito da una chitarra solista funambolica, che colorisce il tutto col suo virtuosismo. Questa composizione si ricollega, almeno nella sua seconda parte, al brano iniziale per via della melodia distesa. Però nel suo complesso "Earn Your Pain" è una prova negativa e diretta, che non può lasciare indifferenti. Finale acustico, tanto per non smentirsi.
Bel disco questo "Through Thought And Time" degli Edain. Buon lavoro e buona l'idea di promuoverlo come allegato per una rivista metal. Nella speranza di trovare nuovi ascoltatori, per un genere nient'affatto facile. Mescolare tecnica e melodie, passaggi acustici ed atmosfere al death metal non ha quasi mai portato bene ai gruppi, salvo casi rari e rivalutazioni storiche, con successive reunion. Gli Edain mancano forse ancora un po' di carattere, ed è assente una canzone, come direbbero gli americani, veramente killer. Però "Through Thought And Time" è un disco intelligente, realizzato con cura e sapienza, dove la tecnica non è mai esibita ma contribuisce a creare paesaggi sonori di rara bellezza. A parer mio, gli Edain necessiterebbero di un cantante più creativo, duttile e potente di Martin. E, ovviamente, meriterebbero una qualità di registrazione nitida e potente: in Repubblica Ceca ci sono degli ottimi studi di registrazione, non dovrebbero avere problemi in futuro. L'importante è che vengano sostenuti, e che riescano a tirar su qualche soldino per avere il meglio a propria disposizione. Per ora, gli Edain sembrano interessati soltanto a far circolare il loro nome, ed è una cosa notevole. E' vero che ci sono i vari MySpace e così via, ma un supporto fisico è sempre ben gradito. E' un qualcosa che rimane all'ascoltatore, anche dopo l'ascolto. Su internet, non si è altro che un gruppo anonimo tra tanti gruppi anonimi. Tanti scaricheranno un brano caricato, ma dimenticheranno in fretta perché la mole di gruppi presenti sul web è incalcolabile.
Penso che gli Edain abbiano fatto la scelta migliore. A parer mio, "Through Thought And Time" è un disco da ascoltare. Vi invito, tra l'altro, a visitare il loro MySpace: http://www.myspace.com/throughthoughtandtime): avrete così l'occasione di farvi un'idea del loro stile. Se dovessero piacervi, non esitate. Comprate, e sostenete. Così facendo, sosterrete anche la Zero Budget Productions di Martin, che ha pubblicato nel corso degli anni i lavori di alcuni gruppi cechi di interesse, tipo i V.A.R., gli Absurd Conflict, i Parasophisma, nonché le curiose realtà black serbe chiamate Silent Kingdom e The Stone.
(Hellvis - Ottobre 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Edain: edain@edain.cz
Sito Edain: http://www.edain.cz/

Sito Zero Budget Productions: http://martin.brnovjak.com/zbp