ECNEPHIAS
November
(promo)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 15 min
Genere: black/death/pagan metal
I lucani Ecnephias si sono formati nel 1996, da un'idea di Mancan. Dediti al black metal melodico, hanno avuto vita
breve almeno nella loro prima incarnazione. Presto infatti, il leader
fondatore ha deciso di dedicarsi ad un altro genere di musica, mettendo
questo progetto in naftalina. L'esperienza però deve aver lasciato un
segno, dato che nove anni dopo Mancan ha deciso di rispolverare gli
Ecnephias. Assieme a Valkiria (chitarra) e al
session member Tinco (batteria), Mancan (voce, chitarra e
programmazione) ha registrato un promo CD nei mesi di ottobre e
novembre 2005. "November", questo è il suo titolo, ha spostato il suono
degli Ecnephias su territori black/death dalle tinte folk e gotiche. A
partire dal 2006, Rocco è il nuovo batterista del gruppo. Si
tratta di una vecchia conoscenza: faceva già parte del gruppo nel
lontano 1996.
Facciamo però un salto indietro nel tempo e concentriamoci su
"November". Il CD-R è decorato da un'immagine alchemica, che gli
Ecnephias sembrano aver eletto a simbolo. In copertina è stata posta
l'immagine di un albero solitario: mi pare un fotogramma del film "The
Ring", ma non vorrei sbagliarmi. Il libretto, di due pagine, contiene
foto e testi. Per essere un lavoro indirizzato a giornali e 'zine, è
ben realizzato ed esauriente.
Il promo è introdotto da "Ode To The Lucanian Forest". La melodia
della chitarra acustica, unita alla narrazione del cantante ed ai
vocalizzi di accompagnamento, crea un'atmosfera nostalgica, malinconica
e distante.
Accordi minacciosi ed un agile assolo di Valkiria spianano la
strada a "Holy Winds". Si tratta di una canzone ricca di sfaccettature,
relativamente diretta e a tratti interessante. L'aggressività,
consistente nei frangenti più arrembanti, è costantemente smussata da
slanci gotici o dark. La melodia è sempre presente, nonostante le
vocals non siano quasi mai pulite: in "Holy Winds", Mancan passa con
naturalezza da strilli black a profondi growling death. La sua
interpretazione è convincente. Gli Ecnephias puntano molto sul
potenziale evocativo delle loro composizioni. La scelta dei suoni in
"Holy Winds", concretizzata in una continua alternanza tra sezioni
acustiche e distorte, evoca nella mente dell'ascoltatore paesaggi
notturni, solitari. L'arrangiamento risulta molto suggestivo anche
grazie al sapiente utilizzo delle pause, che interrompono l'avanzare
del brano facendolo sfumare ogni volta per una manciata di secondi.
Queste pause, seguite da puntuali ripartenze, creano una discreta
suspence e soffocano sul nascere qualunque slancio eroico. "Holy Winds"
non è una traccia da antologia, ma è una composizione costruita con
criterio ed ispirazione.
La melodia medievaleggiante della chitarra acustica, presto sostenuta
dai flauti, viene brutalmente interrotta dal cupo incedere di "Lost
Love Ballad". La melodia è triste ed opprimente. Si tratta
effettivamente di una ballata funerea, stilisticamente molto lontana da
"Holy Winds". L'unico elemento in comune è la scelta dei suoni. Di
black non è rimasto quasi più nulla: "Lost Love Ballad" porta la musica
degli Ecnephias su territori decisamente doom/gothic, con vocalizzi
death. Sebbene questa canzone non possa essere considerata originale,
sarebbe ingiusto non evidenziarne l'equilibrio compositivo e l'ottimo
arrangiamento. Una prova valida, convincente: una bella canzone.
Le influenze black tornano a farsi sentire in "Recall Of The
Woods". Anche in questo caso, però, la violenza è imbrigliata da una
forte necessità evocativa. Suoni distorti e puliti si alternano e si
confondono; il ritmo, mai costante, è spesso fermato da pause. E' tra
questi brevi silenzi, in queste sonorità sfumate, che la musica degli
Ecnephias riesce a comunicare con l'anima dell'ascoltatore.
Il promo è chiuso da un breve strumentale per due chitarre acustiche,
intitolato "Black Candles". Questo lavoro si conclude così com'è
iniziato, tra note nostalgiche e commoventi.
Uno dei desideri degli Ecnephias è quello di rilanciare il metal
lucano. Si tratta di un impegno lodevole, visto che la Basilicata ha
una scena metal piccola ma di buon livello (mi vengono in mente gli
ottimi Sakahiter, ad esempio). Con "November", Mancan e soci hanno
provato a dire la loro per contribuire all'affermazione di tale scena.
Bene, il risultato è riuscito soltanto in parte. Si avverte, nella
musica degli Ecnephias, la volontà di battere strade nuove e di trovare
un proprio stile personale. Per ora, certe mete sono ancora lontane. Lo
stesso gruppo, nella sua presentazione, afferma umilmente che la sua
musica "può ancora evolvere e dare frutti ben più corposi". "November"
è un punto di partenza. Occorre ora che la band si concentri per
eliminare alcuni difetti (testi poco interessanti e soluzioni musicali
talvolta derivative) e per dare rilievo ai propri punti di forza (il
forte potenziale evocativo, ad esempio).
I lettori sono invitati a visitare il sito ufficiale della band: "November" è interamente scaricabile.
(Hellvis - Febbraio 2006)
Voto: 7
Contatti:
Mail: ecnephias@hotmail.it
Sito internet: http://www.ecnephias.com/