ECNEPHIAS
Dominium Noctis

Etichetta: Nekromantik Records / Necrotorture
Anno: 2007
Durata: 40 min
Genere: death/black metal


Degli Ecnephias avevo già recensito "November", un discreto promo che li proponeva come una delle più promettenti realtà lucane. Cercando negli archivi di Shapeless Zine ne troverete la recensione, contenente in essa anche alcune interessanti notizie biografiche del gruppo. Una band che si è totalmente rinnovata in occasione di questo full-length, "Dominium Noctis": oltre allo storico Mancan (voce e chitarre), troviamo anche Atlos (batteria e percussioni, programmazione della tastiera) e Akeron (basso).
"Dominium Noctis" è corredato da un bell'artwork: una figura femminile spaventevole, forse un fantasma o un vampiro, ci osserva da un balcone immerso nel buio. All'interno del libretto non troviamo i testi, ma una foto dei tre membri del gruppo.
Passiamo subito alla musica.
"Arcanum Mysterium (Belli Preludium)" è, come indicato dal titolo, un'introduzione. Vocalizzi distorti e strane melodie si sovrappongono ai cori dei monaci tibetani. E' un episodio brevissimo, tanto che non c'è nemmeno il tempo di far mente locale che già parte la violenta "Burn Witch Burn! (The Saint Inquisition)": chitarre aggressive, gutturale ultraprofondo e tanta carica. Peccato che la produzione sia un po' troppo pulitina e "plasticosa": talvolta si sente la mancanza di una maggiore rozzezza, in grado probabilmente di garantire al gruppo un impatto più efficace. Con questa qualità di registrazione, la potenza passa un po' in secondo piano, ma ne escono favoriti i passaggi più evocativi ed atmosferici. Buono il lavoro delle tastiere, originale e sempre pronto ad assecondare la direzione generale della musica. Ovviamente, tende a smussare un po' la ruvidezza della voce e della chitarra. Scritto questo, "Burn Witch Burn!" è una traccia interessante, nella quale Mancan dà prova della sua consueta abilità vocale. Molto evocativi i passaggi in latino, ed il suono cupo e misterioso che contraddistingue da sempre la band lucana.
"Veneficia (Voluptas Animi)" è aperta da una delicata melodia medievaleggiante, presto travolta dall'esplosione sonora del gruppo al gran completo. Canzone piuttosto carina, ha dalla sua un buon utilizzo della melodia. Gli Ecnephias mettono subito in chiaro che le loro influenze musicali siano plurime, ma al tempo stesso non vogliono assomigliare a nessuno in particolare. L'atmosfera è sicuramente più importante dell'assalto nudo e crudo, e "Veneficia" ne è l'esempio. Molto piacevole all'ascolto, talvolta catchy. Potrebbe rivelarsi un buon singolo.
Tra una canzone e l'altra, o in mezzo alle stesse canzoni, ci sono tanti effetti sonori, parole strane, ruggiti: tutto questo rende il CD misterioso, e ci trasporta nel mondo oscuro tanto caro a Mancan e soci.
"Between Shadows (The Evil Lies)" è un brano più lento, che mette in luce le tendenze più "doomeggianti" del gruppo. Sì, sebbene gli Ecnephias siano da considerarsi una black/death metal band, si concedono spesso divagazioni doom, o pagane. La ricetta è ricca di gusti, ma non risulta mai confusionaria. A volte, credo, mi sembra eccessivamente facile, e quindi tende a calare d'interesse. In altri momenti invece, tale semplicità si rivela un'arma decisiva, in quanto riesce a coinvolgere l'ascoltatore sin dall'inizio. E questa è una gran cosa. Comunque, "Between Shadows" ci mostra il volto più rilassato e pacato della band.
"Ice Forest Rituals (The Twilight)" è un brano più spedito e cattivo. Interessante nelle sue accelerazioni rabbiose, che non dimenticano mai la melodia, ma che risultano così disperate ed ostili. Spesso mi ritornano in mente, con nostalgia, certe sensazioni che sapevano comunicare alcuni dischi di black sinfonico degli anni '90. E qui il death è tenuto un po' in disparte: gli Ecnephias utilizzano molti clichè tipici del genere nero per eccellenza, forse perchè meglio si adattano alle sensazioni che un titolo quale "Ice Forest Rituals" dovrebbe evocare.
"Dominium Noctis (Conventum Et Striga)" è un brano introspettivo, dove le voci pulite sono accompagnate da chitarre acustiche e distese note di tastiera. Buoni arrangiamenti vocali, che ricordano qualcosa dei primi Ulver. Ottima la scelta di utilizzare linguaggi arcani, alla maniera di certi Mortuary Drape, che donano un fascino oscuro alla composizione.
"Under The Sign Of The Archangel" vede il death metal riemergere dall'oscurità nel quale era caduto con "Ice Forest Rituals". Le tastiere e le melodie che si mescolano alla brutalità, portano alla mia mente paragoni con i primissimi Bal Sagoth. Gli Ecnephias, dalla loro, hanno la capacità di utilizzare ottimi interventi in voce pulita. Composizione affascinante, ha dalla sua un attrattiva nera capace di infiammare i cuori più neri. Curiosissimo il dhrupad indiano che spezza la canzone intorno ai quattro minuti. A seguire, un ottimo utilizzo di riff e pause, che mettono in mostra la sicurezza esecutiva del gruppo. La seconda parte potremmo definirla un po' la "God Of Emptiness" degli Ecnephias, eheh!
"Ragnatele Su Velluto Scarlatto" potrebbe sembrare la colonna sonora di un film dell'orrore in costume, di stampo hollywoodiano.
"Pleasure And Pain (The Violence)" pare citare, all'inizio, "Lo Gnomo" di Mussorgskij, tratto da "Quadri Di Un'Esposizione". In realtà la traccia prende tutt'altra direzione, rivolgendosi verso un death metal melodico inquietante e notturno, dove alla voce di Mancan si alternano campionamenti. Anzichè la potenza, qui gli Ecnephias sembrano cercare di scandagliare le sensazioni di un cuore abbandonato in preda alle tenebre, ed all'incubo. Piacevole.
"To The Forgotten (The Nature Speaks)" cede un po' alle tentazioni del death/black metal melodico, e si rivela piuttosto catchy. Gli amanti del death melodico potrebbero apprezzarla, e credo che anche questa canzone potrebbe funzionare al meglio come singolo promozionale. Ciò nonostante, penso che qualche cosa di meglio avrebbe potuto essere fatto: tanto per dire, la parte più lenta sembra molto più interessante, gotica, malata. Il resto puzza di già sentito. Comunque, a merito di questa band, va riconosciuta la maestria nell'arrangiamento: essenziale ma efficace.
"Notte a Craco" è un'outro gotica per tastiera, ideale per congedarsi dall'ascoltatore con un senso di inquietudine.
Buon lavoro, questo "Dominium Noctis". Certo, dopo un promo come "November" mi sarei aspettato di più da gli Ecnephias, anche in considerazione dell'esperienza di Mancan e soci. Eppure, questo CD affascina, prende ma non riesce ad esaltare. Alcuni passaggi, come ho scritto in precedenza, sembrano veramente troppo semplici, ed altre volte gli Ecnephias tentano la carta più facile ed immediata, anzichè ingegnarsi alla ricerca di qualcosa di unico. Fortunatamente questo album presenta più luci che ombre e quindi, complice anche il rispetto che nutro verso i musicisti, ritengo sia giusto assegnare all'album un voto degno di nota. Con la promessa, però, che in futuro gli Ecnephias cercheranno di fare meglio, dato che credo non stiano sfruttando appieno il proprio potenziale.
(Hellvis - Giugno 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Ecnephias: ecnephias@hotmail.it
Sito Ecnephias: http://www.ecnephias.com/

Sito Nekromantik Records: http://www.nekromantikrecords.com/

Sito Necrotorture Live & Promotion Agency: http://www.necroagency.com/