EA
Ea Taesse
Etichetta: Solitude Prod
Anno: 2006
Durata: 54 min
Genere: funeral doom
"Ea Taesse" è un lavoro monumentale, racchiuso in una copertina oscura,
decorata con disegni ispirati alle antiche civiltà americane, da
particolari naturali ed altro. Le immagini si intravedono
nell'oscurità, sorgono dal buio come per suggerire la loro presenza,
timidamente.
Aprendo il libretto non troviamo testi, nè note relative alla
registrazione, nè informazioni sulla line-up. Troviamo solo una frase: ""Ea
Taesse" è basato sui testi sacri delle antiche cività. Questi testi
sono stati scritti utilizzando la lingua morta ricreata sulla base dei
risultati ottenuti dale ricerche archeologiche. Ea sono le voci degli
antichi che ci hanno raggiunto attraverso i secoli". La forte
suggestione di queste parole è amplificata dal mistero che circonda gli
Ea. Anche nel sito della Solitude non ci sono informazioni aggiuntive
sul gruppo. Sappiamo che è un quartetto, ma al posto dei nomi troviamo
dei punti interrogativi.
Ho definito "Ea Taesse" monumentale. Non per le sue qualità
artistiche, peraltro interessantissime. L'aggettivo "monumentale" calza
alla perfezione con la musica proposta. Severa, immobile, pesantissima
e apparentemente infinita. Non sembra quasi che questo lavoro di
cinquantaquattro minuti sia diviso in tre tracce. L'impressione è che
si tratti di un flusso musicale continuo, che può essere ripetuto allo
spasimo inserendo la funzione "repeat" nello stereo.
Stiliticamente, siamo di fronte ad un funeral doom soffocante,
eccessivo nella sua lentezza, torturante nella sua ripetitività,
implacabile nel suo incedere. Le note si susseguono a lunghi
intervalli, e così anche la ritmica. Chitarra e basso danno vita ad una
danza immobile, sovrapponendo una nota all'altra per dar vita ad
accordi mesti, se non proprio disperati. Il gutturale del cantante
sigilla il tutto con la sua severità, la sua monotonia. Ma
l'arrangiamento è più ricco: effetti sonori si susseguono a note di
tastiera, a vocalizzi femminili. Nel corso delle tre lunghissime tracce
("Laeleia", "Mea Ta Souluola" e la title-track) le sonorità dipingono,
davanti ai nostri occhi, scenari di sogno dai mille colori diversi. "Ea
Taesse" è un caleidoscopio di suoni, dal movimento pachidermico, che
parla alla sensibilità dell'ascoltatore. Non è un ascolto facile, ma è
ricco di suggestioni. Talvolta la melodia è così rarefatta e la ritmica
talmente impalpabile che il tutto sembra quasi più vicino all'ambient
che al doom. E così, è possibile ascoltare l'album anche di sottofondo,
lasciandosi svegliare dal dolce torpore dagli imprevisti suoni di
glockenspiel (alcuni passaggi mi hanno ricordato i primi Cultus
Sanguine cento volte più lenti), dalla lunghezza impossibile delle note
di chitarra, dalla marea di sensazioni che vengono suggerite
spontaneamente al nostro cuore.
Forse non sarà facile per tutti sentire le voci degli antichi, ma
sicuramente ognuno sarà in grado di trovare un proprio senso in questa
musica. Gli Ea sono sicuramente un gruppo da tenere d'occhio, perchè mi
sembrano veramente portati per il loro genere. La materia è trattata
con maturità, e la cosa non può che rendermi contento.
"Ea Taesse": un disco da vivere.
(Hellvis - Luglio 2007)
Voto: 8
Contatti:
Mail Solitude Prod.: info@solitude-prod.com
Sito Solitude Prod.: http://www.solitude-prod.com/