DYSFUNCTIONAL BY CHOICE (DYSBY)
Travelling In Travel
Etichetta: Drakkar Records
Anno: 2008
Durata: 37 min
Genere: alternative metal
Dunque, parliamo dei Dysfunctional By Choice. O, in forma più breve,
DysBy. Non è stato così immediato trovare notizie su questo gruppo
francese, ma navigando su internet e accumulando le notizie trovate qua
e là, mi è stato possibile tracciare un quadro abbastanza esauriente
della carriera del gruppo fino ad oggi.
I Dysfunctional By Choice, provenienti dall'area parigina della
Francia, si sono formati nel 1996. Nel 1998, la band ha pubblicato un
MCD omonimo, che gli ha fruttato una certa notorietà nella propria
regione, e gli ha aperto le porte di molti concerti.
A breve distanza dall'esordio, i Dysby sono tornati sulle scene
con "Beta", un lavoro di quattro tracce. Alle influenze dichiarate
degli esordi (Nirvana, Rage Against The Machine, Tool, Helmet), se ne
sono aggiunte di nuove (NIN, At The Drive in): la nuova direzione
artistica ha portato quindi il gruppo alla creazione di una trilogia, i
cui capitoli successivi sono stati intitolati "Gamma" e "Delta".
"Travelling In Travel" è l'esordio su full-length dei nostri. La
copia promozionale che mi è arrivata dalla Drakkar è priva di artwork,
ed è corredata dalla solita "biografia" (lo scrivo tra virgolette,
perchè di note biografiche ce ne sono davvero poche) altisonante. Non
posso quindi descrivere l'artwork del CD, sebbene su internet abbia
trovato l'immagine di un, come dire, vortice grigio che pare
risucchiare un uomo in caduta. Una copertina distante anni luce da
quelle classiche dell'universo metal, e infatti i Dysfunctional By
Choice sono anch'essi lontanissimi dal metal classico. Anzi, la stessa
parola "metal" è restrittiva nei confronti del gruppo, più legato al
mondo dell'alternative e comunque indipendente in ogni sua scelta
musicale.
Prima di cominciare la recensione vera e propria, ci tengo a
segnalare la formazione della band: Julien Chaillou (voce), Vincent
Bertellin e Julien Hekking (chitarre), Fabien Carouge (basso) e Francis
Caste (batteria).
"Fog" è una breve introduzione elettronica, dai suoni slabbrati e
ruvidi, che come stato d'animo e melodia suggerita spiana la strada a
"Alert", dal riff d'apertura sludge/stoner. E questa matrice permea
tutta la strofa, pesantissima ed interpretata da Julien con voce
ruvida. Il ritornello ha un apertura melodica di stampo grunge, che
rimane subito in testa, ma la canzone non sembra aver intenzione di
ammorbidirsi. Anzi, il suono tende ad essere sempre più rabbioso, con
un assolo hard caldo ed avvolgente. Davvero una buona traccia
d'apertura.
"Travelling In Travel (Out Of Trap)" cambia completamente le carte
in tavola, buttandosi a capofitto in un metalcore melodico e
trasverasale. E con metalcore, intendo un misto di metal e hardcore,
fortemente influenzato anche dal punk melodico e collegiale. Il tutto
però rivisto sotto un'ottica eclettica, che non si nega coloriture
rock. Da notare anche la capacità di passare da sonorità superpotenti,
ad altre più agili e mainstream. La canzone non è totalmente lineare,
però ha un ritmo che non presenta chissà quali difficoltà. Qualche
elemento elettronico rende la proposta ancora più gustosa, prima di una
nuova apertura carica di groove e dalla pesantezza distruttrice. E'
consigliabile che l'ascoltatore dedichi a queste canzoni più ascolti,
perchè gli arrangiamenti sono di una bellezza incredibile. Bisogna
comprenderli per bene, per apprezzarli al meglio. Una coda ambient
scivola nel brano successivo, intitolato "Optimum". Un breve intermezzo
utile a dare atmosfera.
"Sleep & Learn" unisce una melodia semplice, fatta di accordi
e sostenuta da un ritmo lento e potente, ad un passaggio narrato da una
voce innaturale, robotica. Interviene poi la delicata melodia di una
tastiera, che dona al tutto un aspetto malinconico, nostalgico e
commovente. Brani come questo, o come l'intermezzo precedente, mi
spingono a intendere "Travelling In Travel" come un disco da ascoltare
tutto d'un fiato, un lavoro nel quale immergersi e lasciarsi
trascinare. Occorrerebbe chiudere gli occhi, e gustarsi le sonorità che
i nostri riescono a creare. Accordi potenti e stratificati, sui quali
le chitarre creano melodie che si dipanano poco a poco. Si nota
l'influenza di gruppi quali Cult Of Luna, Oceansize e qualcosa dei
Tool.
"Feedback Disease" è invece una prova ben più cazzuta, con riff
sfacciati e la batteria di Francis in bella mostra. La strofa è molto
melodica, dai toni più contenuti, e talvolta la voce viene raddoppiata
da coretti. Una melodia mainstream è violentata da un ritornello
maggiormente incisivo, che mi ha ricordato un White Zombie più
raffinato. In realtà la canzone passa attraverso una miriade di
cambiamenti, che richiamano Dredg, Helmet e duemila altri gruppi,
provenienti da ogni ambito musicale. E' comunque notevole la capacità
del quintetto di passare da conflagrazioni di potenza e sonorità
sussurrate senza batter ciglio.
"Iced Bed" è un altro intermezzo, introspettivo e timido. A tanta
delicatezza si contrappongono gli accordi potentissimi, ma carichi di
emozione, che aprono "Non Reached Lights". Canzone molto melodica,
caratterizzata da un arrangiamento denso, arricchito da campionamenti,
riesce a convincere e a prendere nonostante la breve durata (due minuti
e mezzo).
"Pimple" parte da presupposti crossover, con Julien che strilla il
testo, prima di tornare su coordinate melodiche di matrice grunge. Alla
nona traccia, si può proprio dire che i Dysfunctional By Choice
riassumano un po' tutto l'alternative metal (e non solo) nella propria
musica. A volte si ha l'impressione che effettuino un copia e incolla
delle influenze a loro più gradite. Per fortuna, le loro canzoni sono
unite da un suono coerente, unico, tipico di questa band.
Altro intermezzo, questa volta cupo e minaccioso, intitolato
"Cut". Questo brano ha un crescendo, che sfocia in "Gotham". Canzone
dal ritmo che sembra non voler partire mai, lenta e pesante, dai toni
cupi, è dotata comunque di una melodia di buona fattura. Emozione ed
evocatività vanno a braccetto con una potenza non indifferente. La
traccia poi esplode in velocità (OK, non eccessivamente), però nulla
viene perso del suo aspetto inquietante, nemmeno quando la melodia
prende il sopravvento. Mai scontati, i Dysfunctional By Choice si
dimostrano un gruppo di livello.
Il gran finale spetta a "Underworld", canzone ipnotica e capace di
suscitare tante emozioni. Bellissimi i suoni creati dagli strumenti.
Dopo una bella introduzione, la canzone mette in mostra una melodia di
buona fattura, che ben si adatta all'arrangiamento vuoi pesante, vuoi
morbido. Grande musica, comunque, che rimescola di nuovo le carte ma
non concede nulla alle regole del mercato, pur giocandoci pesantemente
con una musica che flirta con la facilità d'ascolto. Davvero
ammirevoli.
"Travelling In Travel" è senz'altro un disco originale, che però
trae la sua originalità dal modo di utilizzare elementi già sfruttati o
addirittura creati da altri. I Dysfunctional By Choice sfruttano al
meglio l'esempio di gruppi ben più famosi, e la vaghezza stessa di una
definizione quale "alternative", per dar sfogo ad un songwriting
libero, svincolato da ogni canone stilistico. L'utilizzo di melodie
molto evidenti crea l'illusione di una proposta musicale facile, in
realtà complessa e stratificata.
L'altro lato della medaglia è dato dal fatto che, spesso,
"Travelling In Travel" sembra azzeccare brani memorabili, che però a
lungo andare si rivelano dispersivi, oppure perdono la loro verve. Al
gruppo manca ancora la melodia killer capace di farli entrare
nell'Olimpo dei grandi, ma al tempo stesso non riesce a ricreare la
malinconia struggente dei Cult Of Luna, e le complesse trame dei
migliori Tool. Ovviamente è una band che deve ancora crescere ed
affermarsi, ma che già allo stato attuale si dimostra in possesso di
mezzi superiori alla media.
Per gli amanti della scena alternative, o per i lettori dalla
mentalità aperta, "Travelling In Travel" è un vero e proprio viaggio
nelle emozioni, da ascoltare con attenzione e passione.
(Hellvis - Novembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Dysfunctional By Choice: http://www.dysby.com/
Sito Drakkar Records: http://www.drakkar.de/