DROTTNAR
Anamorphosis (MCD)

Etichetta: Momentum Scandinavia
Anno: 2003
Durata: 21 min
Genere: black metal


I Drottnar suonano black metal con passione da ben sette anni, esibendosi in locali grandi e piccoli di tutta la Scandinavia. Non sono molte le notizie biografiche disponibili. Il sito ufficiale della band norvegese è ricco di informazioni ma non dice nulla della storia del gruppo. Quello che so è che i Drottnar sono degli stakanovisti del palco e che i loro concerti li hanno portati sino nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. Nel corso degli anni hanno partecipato con un brano alla compilation "In The Shadow Of Death" (2000) ed hanno esordito con il CD "Spiritual Battle" (sempre 2000). Forti di un nuovo contratto con la Momentum Scandinavia, i Drottnar ritornano sulle scene con il MCD "Anamorphosis".
Una nota di merito va all'artwork. Il CD è contenuto in una custodia di cartone nera con logo e titolo in rilievo. La copertina è stampata nero su nero. Oltre al logo e al titolo scritti in caratteri gotici ci sono delle decorazioni che mi ricordano del filo spinato. All'interno del libretto ci sono i testi. L'inchiostro è così lucido che risulta facilmente leggibile. Il CD, ben serigrafato, mostra un uomo il cui volto è nascosto da una maschera a gas. Questo MCD è limitato a 850 copie.
"Anamorphosis" è stato registrato nell'aprile del 2002 e masterizzato all'Idealmastering Studio di Londra. La line-up vede Sven-Erik Lind alla voce, Bengt Olsson e Karl-Frederik Lind alle chitarre, Glenn-David Lind alla batteria e Håvar Wormdahl al basso. Lina M. Årnes partecipa alle registrazioni come violinista ospite.
La prima traccia si intitola "Morphosis" ed è un po' atipica. Il violino suona note lunghe sopra un'inquietante arpeggio della chitarra. Quando intervengono basso e batteria, il cantante si lancia in un recitativo morboso e malato. Questo breve brano non è potente: è atmosferico, completamente malato.
"The Individual Complex" è la prima canzone di vero e proprio black metal. Lo stile è tradizionale. Questi norvegesi guardano direttamente alla tradizione del loro paese. I riff si succedono in maniera creativa e sono molto ben suonati. La produzione non è il massimo ma gli amanti del black sono abituati a questo. Fortunatamente tutti gli strumenti si distinguono bene. La traccia presenta parecchi cambi di ritmo e di riff. Spesso una delle due chitarre si produce in piccole melodie estremamente suggestive. Lo stile dei Drottnar non è molto personale: a momenti ricorda i DarkThrone, in altri i Satyricon, in altri ancora i Mayhem. La qualità della canzone è però indiscutibile. Non fanno nulla di innovativo. Però suonano bene e le loro composizioni sono belle.
"Sin Climax" è aperta dal suono del violino. La melodia è nervosa ed inquietante. I Drottnar partono al gran completo con una serie di riff cattivi e pesanti, sui quali il violino continua a far sentire la sua presenza malvagia. Qua sì che la band norvegese picchia di brutto! Quando il cantante comincia a strillare il ritmo si ravviva un poco, diventando relativamente più agile. Il riffing è veramente ispirato. Come nel brano precedente, anche "Sin Climax" è caratterizzata da una struttura compositiva complessa. Tanti cambi ritmici e melodici non intaccano però la solidità della composizione, sempre decisa nel suo procedere. Prima del ritornello ci sono delle pause ad effetto che aumentano la tensione allo spasimo. L'abilità tecnica dei musicisti è elevata. Sanno suonare i loro strumenti ma non si esibiscono in tecnicismi eccessivi. Tipicamente black è il gioco delle due chitarre: ambedue ripetono più o meno le stesse figure, solo che una ha un piglio decisamente più melodico rispetto all'altra. Prima ho citato parecchie band che fanno sentire la loro influenza nel suono dei Drottnar. E' anche vero però che questo quintetto si distingue rispetto alle miriadi di gruppi black metal che copiano senza avere il minimo talento.
La traccia conclusiva si intitola "Concord". Il riffing è piuttosto selvaggio e minimale. Almeno, in apertura. La canzone si sviluppa su binari tradizionali, tra ritmiche black/thrash, blastbeat e sezioni più cadenzate. Le atmosfere create dai musicisti sono gelide ed ostili. Al tempo stesso è impossibile non rimanere coinvolti dalla verve di questi norvegesi! Di personalità ne hanno da vendere. Sarei curioso di vederli sul palco.
"Anamorphosis", nonostante la sua breve durata, è una prova veramente stuzzicante! Ogni canzone intriga l'ascoltatore senza stupirlo con chissà quali trovate. I Drottnar suonano con tanta grinta e onestà, dando sfogo a tutta la loro passione per il black della loro terra. Il risultato è francamente molto positivo.
Una curiosità riguarda i testi, contraddistinti da una forte ispirazione religiosa. Ok, non così sfacciata tipo un testo degli Stryper però, a parer mio, i Drottnar mi sembrano molto favorevoli al cristianesimo. Forse è solo una mia impressione, ma i significati sembrano abbastanza chiari. Si tratta perciò di black metal solo da un punto di vista musicale, non da quello tematico o testuale.
Cari lettori di Shapeless, se amate il black tradizionale, fate vostro questo MCD il prima possibile perché le copie sono limitate. Non abbiate timori: "Anamorphosis" non vi deluderà!
(Hellvis - Luglio 2004)

Voto: 8


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