DRASTIQUE
Pleasureligion
Etichetta: Beyond Prod.
Anno: 2003
Durata: 43 min
Genere: symphonic gothic metal
Non è facile parlare di un disco come questo. Non è facile perché ci sono
due modi di leggere il tutto: uno secondo il quale questo disco è un fottuto
capolavoro, ed un altro secondo il quale questo disco è fottuta monnezza.
Sono certo che la verità sta nel mezzo, solo che è difficile raggiungerla.
Sono tre giorni che praticamente non ascolto altro che questo disco. Di
solito questo trattamento serve per aprirmi gli occhi, e farmi capire cosa
sto ascoltando. Invece stavolta non fanno che tornarmi in mente le frasi di
cui sopra. Forse ho paura di sbilanciarmi? Forsa ho una forma di sudditanza
psicologica nei confronti di Chris Buchman, che magari potrebbe anche
decidere di menarmi? Tenterò di vincere queste mie paure ed affrontare il
discorso il più seriamente possibile.
Innanzitutto, cos'è Drastic/Drastique? E' il nome dell'esperienza musicale
del veneto Chris Buchman (nome tipico della regione), polistrumentista che
nel suo progetto si occupa di ogni cosa fuorché delle voci. Il primo lavoro
col nome Drastic che mi è capitato di ascoltare è il pluri-incensato
"Thieves Of Kisses", lavoro che onestamente mi ha dato l'idea di qualcosa di
freddo e piatto... Forse non sono l'individuo più adatto per giudicare
questo genere di lavori, più vicini al prog di quanto sembri.
Ora il monicker del progetto è passato da Drastic a Drastique, ed i nuovi
vocalist sono Fay (voce femminile) e Mahavira (voce maschile, ex Ensoph). Ad
un primo ascolto si notano passi da gigante. In generale le voci sono
migliori, i brani sono più interessanti, e la registrazione più che
dignitosa. E allora cosa c'è che non mi va giù? Diverse cose.
Primo: in pratica si tratta di un lavoro solista realizzato da una persona
con tanti talenti, tante idee e tanta voglia di realizzare un capolavoro di
metal romantico del 2000. Pericoloso quanto un film di Mel Gibson: quando si
è il tiranno di se stessi, si è sempre perfettamente in accordo, ma nessuno
ti dice mai "imbecille, che cazzo fai?!".
Secondo: le tastiere ovviamente predominano sugli arrangiamenti, lasciano le
chitarre come elemento di contorno a gonfiare il sound. Tutto ok, visto che
ne ascolto molta, di musica elettronica. Solo che quando il compito delle
tastiere è quello di imitare i suoni di un'orchestra (e di batteria), il
tutto rischia di cadere nel ridicolo. Qualcuno ha paragonato i Drastique ai
Devil Doll... Mi dispiace, ma i Devil Doll erano un'altra cosa!!
Terzo: in generale le voci non riescono a convingermi, mi spiace. Fay è
troppo monocorde per i miei gusti, e sicuramente crea un bel contrasto con
Mahavira, che invece muta continuamente il proprio stile, forse troppo!...
Ok, ora a qualcuno potrebbe venire il sospetto che io questo disco lo odio,
o che Buchman da piccolo mi rubava la merenda. Tutt'altro, perché gliela
rubavo io.
Ok, stavo scherzando!! Spero sia ormai chiaro che se una cosa non piace a
me, non vuol dire che è una brutta cosa, né tantomento che sia una cosa che
possa piacere a molti altri!
Soprattutto perché il disco ha anche diversi punti a favore! Passando ad
ascoltare "Pleasureligion" (oh, mi sono rotto le palle solo io di questi
'giochini' di parole?!) brano per brano... L'incipit del disco giunge con un
nostalgico fruscio di vinile che, devo ammetterlo, è sempre un piacere
riascoltare, e grazie ai Drastique per questo! Il brano che gli segue si
intitola "5enses" (ach!), e chiarisce perfettamente il mood del disco: metal
teatrale, con riferimenti alla poesia neromantica inglese e non solo, visto
che in questo stesso brano si cita Dante, con due frasette recitate dalla
cantante Fay con un tono da scuole medie... Qui ci sono tutti i pregi e
tutti i difetti di "Pleasureligion": pomposo e altisonante. Il che, metto le
mani avanti, può anche far piacere.
Il brano seguente è quello che preferisco, si intitola "The Succubus" ed è
il brano più sinistro del lotto. Mi piacciono gli arrangiamenti e mi piace
anche l'utilizzo delle voci, in particolare di Mahavira, che gioca a fare il
Varney (Sopor Aeternus, per chi si collegasse solo in questo momento) che
scopre i Cradle Of Filth!...
Seguono "Legacy Of Fascination" (forse il momento più duro dell'album),
"Perfect Nothing" (brano molto classicamente metal con alcuni bei passaggi,
ma generlamente un po' confuso), dopodiché si arriva a una cosa che non mi
sarei davvero aspettato. Chi si ricorda di Sandra?? Pop singer krukka degli
anni '80 che ci ha regalato perle dimenticate del calibro di "Everlasting
Love" e "Maria Magdalena", che viene qui riproposta dai Drastique, con un
arrangiamento indicibile che mi fa versare lacrime amare... Forse sarò
troppo innamorato degli anni '80, ma no!... Il growling su questo pezzo
no!!!... Meglio mandare avanti con le tracce e fare come se questo pezzo non
esistesse.
Ops... Che è?! "Immortal Beloved"... Brano di nove minuti, con un
imbarazzante inizio da operetta in italiano, tra la performance da scuola
media (ancora) di Fay e quella di Mahavira, che in questo brano dà
l'impressione di essere un Bocelli vampiro... No, non ce la faccio, andiamo
avanti. "Voyage Dans La Femme" già lo ritengo un episodio più piacevole, più
gotico e malinconico, con delle frasi in polacco (almeno credo) che non sono
riuscito ad identificare, dei passaggi orchestrali belli e maestosi, ma che
un'ennesima volta si perde nella propria prolissità. Dopo un paio di minuti
di attesa in religioso silenzio, una 'ghost track' consistente in trenta
secondi scarsi di strumentale chiude questo lungo viaggio, che in fondo così
lungo non era.
Insomma, diciamola tutta. A me 'sto disco non è proprio piaciuto, a parte
che in rari momenti, ma non posso negare la sua qualità intrinseca, né il
suo potenziale di gradimento verso chi è più ben disposto di me verso certe
sonorità. Per cui, nonostante la pacchianeria che è sempre dietro l'angolo,
la mia ferocia non ricadrà sul voto, che invece non può che essere positivo!
(MoonFish - Maggio 2004)
Voto: 7
Contatti:
Mail: info@drastique.com
Sito internet: http://www.drastique.com/