DRAGON MANDOLE
Esprits Du Soleil Levant

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 70 min
Genere: musica etnica


Per cercare di farvi capire il mio stato d'animo nei confronti di quest'opera prima di Padrigh (l'unico membro della one man band Dragon Mandole), credo che sia utile seguire esattamente la progressione di come l'ho conosciuto, artisticamente parlando. Non sapevo nulla di lui, ma mi vedo recapitare un CD con un artwork stile libro (non il classico jewel case); lo apro e leggo che questo CD è stato composto e registrato tra la Francia, il Messico e il Laos. Già qui uno dovrebbe iniziare a capire che non si tratta di musica normale. Poi proseguo e scopro che l'autore ha composto tutto da solo, suonando solo strumenti originali, senza programmazioni e tastiere: strumenti come la mandola, il banjo, la chitarra, flauti e percussioni etniche di varia natura. Però, interessante. Continuo a leggere vedo la foto di Padrigh, un tizio vestito da cowboy con quell'aria da Las Vegas, pulito e tirato a lucido: qui inizio già a vedere qualcosa di strano, non so, mi stona l'abbigliamento rispetto alle premesse... infine apro la confezione e vedo delle terrificanti immagini tratte 1) da un videogioco 2) da un anime giapponese. Senza capirci niente, ormai, leggo che tutto il CD è ispirato ad un anime di Leiji Matsumoto (quello di "Galaxy Express 999", tanto per intenderci) e da un videogioco, "Ico", per Playstation 2. Il tutto non sta assumendo una enorme aura kitsch?
A me pareva di sì, quindi ho messo su questo CD tra l'incuriosito e il rassegnato. Invece appena iniziano a diffondersi le note di "The Castle Of Ico" devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso: musica etnica evocativa tra esotici strumenti a corde e paesaggi sonori evocati da percussioni, tintinnii e il lontano battere di un timpano. Ogni tanto una voce argentina si fa sentire con qualche gorgheggio, mentre flauti di canna riportano la mente al lontano oriente.
Insomma, l'opera di Padrigh, per i primi 3-4 pezzi, riesce davvero nell'intento di far viaggiare l'ascoltatore verso le terre del sol levante e per chi, come il sottoscritto, ha avuto il piacere di passare anche solo qualche giorno in quelle terre lontane, è un piacevolissimo ritorno ai colori, agli odori e ai sapori di laggiù. L'unica cosa che, francamente, mi pare fuori luogo è un saltuario utilizzo di chitarre elettriche zanzarose, figlie forse del lontano passato black metal (anzi, pagan) di Padrigh con i Warkraft. Sinceramente non hanno niente a che vedere con il resto della musica e finiscono per stancare presto, soprattutto quando il musicista ne abusa come in "Horses In The Morning".
Insomma, tutto bene? Ahimè, no. Il giochino si rompe abbastanza in fretta e così dopo qualche momento così evocativo, il CD inizia a mostrare i suoi difetti: la composizione è decisamente statica e nei settanta minuti di durata del disco succede ben poco, con Padrigh che si limita a ripetere le stesse strutture all'infinito. Così l'interesse dei primi brani si trasforma ben presto in un ascolto noioso, con l'unica eccezione di "Interlude", un bellissimo e brevissimo brano di vera musica tradizionale del Laos che davvero rapisce il cuore di chi ama questi suoni. Oltretutto, come già anticipavo all'inizio, l'alone kitsch perdura anche durante l'ascolto, a causa di inutili inserti in giapponese tratti dall'anime di Matsumoto che francamente non aiutano a ricreare la giusta atmosfera. Per carità, niente contro gli anime o i manga, ma in questo contesto non c'entrano niente e sembra semplicemente che ci sia una TV accesa durante l'ascolto del CD.
A mio parere, quindi, questo primo CD di Dragon Mandole è un'occasione mancata, che parte con delle basi interessanti per affossarsi nel corso della realizzazione. Chissà che il buon Padrigh, che a quanto pare sta già evolvendo il suo sound con nuove strumentazioni e idee, non riesca a mettere in musica i suoi spunti con maggiore forza in un'altra occasione. Per ora una sufficienza abbondante ma niente di più.
(Danny Boodman - Ottobre 2009)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/dragonmandole