DOOMSWORD
DoomSword

Etichetta: Underground Symphony
Anno: 1999
Durata: 50 min
Genere: Epic/Doom Metal


Incredibile!
Mai e poi mai avrei detto che il primo album dei nostri eroici guerrieri italiani DoomSword fosse addirittura migliore rispetto al recente e altrettanto entusiasmante "Resound The Horn". Credo proprio di non sbagliarmi in questo giudizio, ho ascoltato il gruppo dal loro secondo lavoro e devo dire che dall'esordio all'attuale presente ci sono reali differenze. Sarà la voce del precedente vocalist Nightcomer, sarà uno stile più immediato e melodico ma pur sempre cupo, sta di fatto che in questo lavoro sembra a tratti di sentire un altro gruppo.
L'intro cantato ad opera di DeathMaster, che in alcuni brani fa capolino come vocalist aggiuntivo, ha un non so che di Manilla Road che ti si fissa in testa per non andarsene più, in un brano come "Sacred Metal", che ha tutte le caratteristiche per essere un inno.
Grandiosa la voce di Nightcomer, molto vicina a Messiah Marcolin dei Candlemass, adattissima e perfettamente a proprio agio in un disco cupo, medievaleggiante e a tratti malinconico, debitore dei primi Warlord nelle atmosfere ultraepiche. Anche le liriche sono decisamente differenti rispetto a quanto i DoomSword propongono attualmente, forse troppo orientate su temi e miti Nordici un po' distanti dalla nostra Italia, in questo caso invece ci sono vari riferimenti alla letteratura fantasy, di cui anche il nome DoomSword ha avuto origine, grazie ai romanzi di Michael Moorcock, incentrati sulla Stormbringer, ossia la spada del giudizio. In questo spettacolare disco ha addirittura spazio J.R.R. Tolkien, con uno fra i brani più belli ed epici degli ultimi anni in campo Epic, "Helm's Deep", la battaglia presente anche nel recentissimo lungometraggio de "Le due Torri" (e che dà il titolo al primo album degli Attacker... - nd teonzo), e qui resa sorprendentemente bene in musica.
"One Eyed God" invece spazia nuovamente sulla mitologia nordica, con un duetto iniziale in acustico fra DeathMaster e Nightcomer... un altro brano-capolavoro da urlo. La successiva "Return To Imrryr" parte veramente alla grande, anni '80 in tutto e per tutto, con un incedere cupo e possente per lasciar posto a "Nadsokor", celebre brano dei Cirith Ungol ottimamente interpretato. I due brani finali "Swords Of Doom" e "On The March" ripercorrono alla grande la fusione di elementi epici, cupi e raffinati come mai i DoomSword potranno ricreare.
Questo è il vero capolavoro dei DoomSword, solenne e carico di cupa decadenza, non voglio togliere nulla dall'altrettanto ottimo "Resound The Horn", ma le coordinate stilistiche in questo caso sono differenti e decisamente superiori, parere con cui concordano tutti i fan di questo validissimo gruppo che, lo vogliate oppure no, ha riportato in alto il nome dell'Epic Metal a livello internazionale. Ripetersi a questi livelli penso sia difficile, in ogni caso questo disco può stare benissimo assieme ad altri grandi nomi degli anni '80.
(Muad'Dib - Settembre 2003)

Voto: 10


Contatti:
Sito internet: http://truemetal.org/doomsword/




Il primo disco dei Doomsword è veramente bellissimo, molto ispirato, decisamente anti commerciale. Ma c'è ancora qualcosa che non mi convince del tutto. Da una parte sta il fatto che non è suonato proprio benissimo, specie nelle parti di batteria (ma su questo aspetto si può tranquillamente sorvolare). Dall'altra c'è l'impressione che il songwriting non sia ancora del tutto maturo. Non è una cosa proprio evidente, che salta agli occhi, ma al millesimo ascolto del disco rimango ancora della convinzione che non tutti i brani si equivalgano. Adesso non sto qui a nominare le canzoni, ma davvero, l'impressione che mi danno i DoomSword con il loro primo album è quella che qualcosa ancora non quadri alla perfezione, che non tutto sia oliato e scorra nel migliore dei modi. Poi anche Nightcomer non è che mi piaccia più di tanto; tutti questi paragoni con Messiah Marcolin, mah... non so quanto li meriti... Però, aldilà del mio meschino giudizio personale, rimane il fatto che 'sto disco è grandioso! Questo è VERO metallo epico, che Odino sfondi i vostri crani come meloni maturi se non mi date ragione! Grande la cover dei Cirith Ungol!!!
(Randolph Carter - Agosto 2004)

Voto: 9