DIVINEFIRE
Glory Thy Name

Etichetta: Rivel Records
Anno: 2005
Durata: 43 min
Genere: power metal sinfonico


Christian Rivel è davvero un personaggio infaticabile: non solo è il cantante dei Narnia e proprietario della Rivel Records, ma lo troviamo impegnato dietro al microfono di innumerevoli band.
E' il caso dei DivineFire, un nuovo progetto voluto dal polistrumentista Jani Stefanovic (Crimson Moonlight, Am I Blood, Sins Of Omission) e dallo stesso Rivel. I due infatti, dopo essersi incontrati nella primavera del 2004, hanno trovato immediatamente la giusta alchimia ed in pochissimo tempo, aiutati da session ed amici, hanno dato vita al loro debutto "Glory Thy Name".
Accantoniamo i cenni biografici e passiamo ad analizzare la musica di questo interessante trio. Sono certo che tra di voi ci sia una bella fetta di persone che, ascoltando i lavori di band come Darkane, Soilwork o Children Of Bodom, si sia ritrovata a pensare che la loro musica avrebbe tratto giovamento dall'eliminazione del growl ed al passaggio ad una voce pulita. Bene, se siete tra questi, i DivineFire sono la band che fa per voi.
Jani Stefanovic, che si occupa delle parti di chitarra, batteria, tastiera e programmazione, riesce a fondere in maniera convincente l'assalto sonoro di un certo metal estremo con le orchestrazioni e le melodie ariose del power metal sinfonico. Il tutto viene accompagnato dalla buonissima prova di Christian Rivel che, con la sua voce limpida e potente, riesce a destreggiarsi senza mai risultare fuori luogo.
Dopo un'introduzione sinfonica, in cui Eric Clayton dei Saviour Machine, in qualità di ospite d'eccezione, declama con la sua voce profonda un passo dell'Apocalisse, l'album esplode con la velocissima "The World's On Fire", che ricorda addirittura alcune composizioni degli ultimi Dimmu Borgir, soprattutto in determinate orchestrazioni ora maestose, ora sinistre. Un appunto negativo devo farlo invece alla batteria di Stefanovic che, vuoi per il pesante uso di trigger, vuoi per l'eccessiva linearità delle partiture, risulta piatta e statica tanto da lasciarmi il dubbio che si tratti, in realtà, di una drum machine.
Se il brano precedente ricorda per molti versi il metal estremo, il successivo "Never Surrender" è invece più ancorato a stilemi sinfonici. Tant'è che in diversi punti si sentono dei richiami ai nostrani Rhapsody, coi loro cori pomposi e le orchestrazioni barocche.
Sono ancora le grandi melodie a fare da padrone nei pezzi successivi, "The Sign" e "Out Of The Darkness", caratterizzati da ritornelli accattivanti e trascinanti che si presterebbero benissimo alla dimensione live.
Il livello del lavoro cala leggermente durante la ballad "Pay It Forward", che si perde in melodie troppo scontate ed in un testo piuttosto banale, per poi risollevarsi con la buona "Live My Life For You" che schiaccia nuovamente il piede sull'acceleratore.
Il brano che segue, sintesi dell'opera dei DivineFire, è anche l'apice del disco. Si tratta infatti di una lunga composizione in cui si ritrovano tutte le caratteristiche della band: grandi riff, orchestrazioni maestose, aggressività e potenza. Nell'arco dei dieci minuti che compongono questa "The Spirit" assume una particolare rilevanza la presenza di diversi ospiti, tra cui Carl Johan Grimmark (chitarrista dei Narnia che si occupa di tutti gli assoli dell'album assieme a Pontus Norgren dei Talisman), Hubertus Liljegren dei Crimson Moonlight, Fredrik Sjöholm dei Veni Domine e l'ex Candlemass Thomas Vikström.
A chiudere il disco è ancora la voce narrante di Eric Clayton che, leggendo un passo del Vangelo di Giovanni, suggella con un sentito 'amen' l'ennesimo centro della Rivel Records.
Tirando le somme di questo lavoro, possiamo dire che i DivineFire non inventano certo nulla ma, pescando abilmente qua e là tra diversi stili e generi, creano un cocktail esplosivo pronto per essere servito agli amanti del genere.
(Danny Boodman - Marzo 2005)

Voto: 8


Contatti:
Mail DivineFire: info@divinefire.net
Sito DivineFire: http://www.divinefire.net/

Sito Rivel Records: http://www.rivelrecords.com/