DISTRUZIONE
Malicidium

Etichetta: Fuel Records
Anno: 2005
Durata: 34 min
Genere: death metal


A cinque anni dal precedente "Pianeta Dissolvenza" (recensito sulle pagine di Shapeless), ecco rifarsi vivi i Distruzione, storica band della scena metal tricolore, con ormai quindici anni di attività alle spalle. Fin dagli esordi, il gruppo si è contraddistinto per la scelta della lingua madre nei testi. La formazione attuale vede coinvolti i chitarristi Massimiliano Falleri e Alberto Santini, il batterista Ettore Le Moli, il bassista Dimitri Corradini e il nuovo cantante Francesco Colla, chiamato a sostituire Devid Roncai dopo la pubblicazione dell'album precedente.
"Malicidium" è stato registrato e missato al Frozen Sound Studio di Parma nel 2004 e contiene dieci canzoni, compresa la coraggiosa cover di "Kashmir" dei Led Zeppelin, rivisitata secondo lo stile dei Distruzione.
Il gruppo suona un death/thrash che pesca a piene mani dal metal estremo anni ottanta e dalla scena death svedese della scorsa decade, soprattutto quando ricorre alla melodia. "Niflungaheimur", "O.D.E.S.S.A.", "Il Trionfo Della Fede" e "1348" sono un ibrido tra At The Gates e Dismember abbastanza ben riuscito, anche se le fonti di ispirazione sono fin troppo evidenti. Le ritmiche si dividono tra cadenzate e mediamente sostenute, ma comunque lontane dall'essere esasperate. Il basso si distingue facilmente, pur senza staccarsi troppo dalle chitarre, mentre la voce è forse l'elemento più caratteristico: al di là del cantato in italiano, infatti, si contraddistingue per una timbrica grassa e incazzata, che comunque non mi ha convinto appieno. L'impressione è che nei momenti meno tirati sia un po' fuori luogo, nonostante la buona prestazione nella cover. Di sicuro bisogna farci l'abitudine con qualche ascolto: inizialmente non mi andava per nulla a genio, mentre in seguito mi sono dovuto in parte ricredere.
Le dieci canzoni presenti sono piuttosto brevi e dalla struttura apparentemente lineare, ma in realtà nascondono qualche passaggio ben studiato. Il risultato finale, tuttavia, risente di alcune imperfezioni, che si possono riassume in tre punti principali:
1) la batteria punta troppo spesso sul tupa-tupa ed in genere non accenna quasi mai a velocizzarsi, finendo per annoiare e risultare troppo prevedibile in alcuni punti. Di conseguenza, viene meno anche l'impatto;
2) le canzoni sono impostate, bene o male, tutte allo stesso modo, cosicchè ne risulta un disco sì omogeneo, ma fin troppo monolitico e privo di una sufficiente dinamicità;
3) certe volte è semplicemente la qualità dei riff a non far decollare il pezzo (vedasi "Le Vergini Delle Rocce" e "Draculea", più qualche giretto banale su "Maleficia").
La produzione dell'album è buona: i suoni sono abbastanza ben bilanciati e risultano essere sufficientemente aggressivi, in particolare le chitarre, mentre la sezione ritmica è potente e precisa. Negli assoli forse c'era da lavorarci ancora un po', ma il risultato finale non ne risente più di tanto. Pure la veste grafica è curata: le dodici pagine del libretto contengono tutti i testi e ad ogniuno è associata un'immagine che vi si addice.
Il CD contiene anche il video di "Pianeta Dissolvenza" che, devo dire, mi è piaciuto parecchio: il montaggio è semplice ma efficace e le riprese alternano spezzoni del gruppo che suona in una fabbrica abbandonata ad altre che ritraggono il paesaggio circostante. Le immagini sono in bianco e nero, a volte in negativo.
"Malicidium", dunque, è un disco fatto di luci e ombre: da una parte ci mostra un gruppo che si sforza di portare avanti un discorso musicale coerente intrapreso ormai ben quindici anni fa, dall'altra manifesta alcuni limiti a livello strettamente musicale. I Distruzione potranno piacere ai nostalgici, a chi ha vissuto in prima persona l'esplosione del death in Svezia alla fine degli anni ottanta, mentre non incontreranno i favori di chi predilige il death attuale, quello più propriamente tecnico, veloce ed evoluto. Secondo me il loro limite maggiore sta proprio qui, piuttosto che nella scelta di cantare in italiano.
(BRN - Dicembre 2005)

Voto: 6.5


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