DISTRESS
The Mourning Sign
Etichetta: Thundering / Manitou
Anno: 2004
Durata: 58 min
Genere: doom death heavy metal
Sto finendo di togliermi dai denti l'ultimo frammento di scroccafuso (dolce
tipico del carnevale, almeno da queste parti) mentre mi accingo a scrivere
qualcosa su questi Distress, autori di un CD che si trovava giusto in cima
alla pila di roba da recensire che regolarmente mi manda (mandava?) il
nostro boss teonzo.
E la pila comincia bene, visto che questi Distress, dal nome poco originale
e dalla grafica un po' troppo scontata (ombrose immagini palustri tendenti
al violaceo) riescono a piacermi abbastanza da costringermi ad ascoltare
l'album più e più volte prima di mettermi a scrivere qualcosa. Provengono da
Lille, Francia, ed esistono dal 1996, formati da Philippe Miralles e Laurent
Haas. Mentre quest'ultimo si limita a suonare la batteria, l'altro si occupa
di voce, chitarre e composizione di musiche e testi. Tutto, praticamente.
Per quest'album però, che s'intitola "The Mourning Sign" e fa seguito ad un
demo CD chiamato "Quest Of Elegy" (già a suo tempo ben accolto dalla
critica, stando almeno a quanto dicono), hanno inserito un secondo
chitarrista nella line-up ed hanno assoldato un bassista mercenario per le
registrazioni.
Il genere proposto è doom death metal. Un'etichetta che può portare
confusione. Soprattutto quando, avendo di fronte un gruppo francese e che
quindi non ha una particolare tradizione locale nel genere, la band in
questione raccoglie influenze dalle più disparate aree geografiche e
stilistiche. Se le melodie sono doom e vagamente riconducibili a quelle dei
Candlemass, le chitarre spesso prendono certe armonie tipiche dei Paradise
Lost, con un tono ed un tocco che mi ricorda quello dei Bolt Thrower, ed
un'irruenza vicina a gruppi svedesi quali Dissection ed At The Gates. Come
se non bastasse, la voce di Philippe passa con tranquillità da momenti clean
goticheggianti a growling tipicamente death, a sporadici momenti di
screaming, e ad altri momenti in cui, raggiungendo tonalità più alte, il suo
timbro si avvicina a quello di Vinnie Cavanagh degli Anathema.
Ergo... Doom death metal. L'aggressività del death meno caotico e la
malinconia del doom, con un heavy sound all'altezza delle aspettative.
Almeno delle mie!
E la qualità dei pezzi? Molto buona. Si parte con l'eccellente
"Reflectionless", che si accende su un teso e sinistro arpeggiare di basso,
subito raggiunto dai lamenti di una chitarra e di un violino (un violino
vero! suonato dal 'parente' Jean-François Miralles). Uno stacchetto
epicheggiante e via col riffone heavy metal! Molto gustoso. Purtroppo i
brani che seguono subito li ho trovati piuttosto anonimi e deludenti, e devo
arrivare alla traccia numero cinque per trovare qualcos'altro di eccitante.
Le dissonanze di chitarra acustica che introducono "Another Babylon" sono
infatti sufficientemente intriganti, e sono una buona introduzione ad un
altro bel brano epico ed heavy. Niente male anche il seguente "Delirium
Tremens", con la sua aggressiva strofa costellata di armonici.
Piacevolissimo anche il riffing a metà strada tra il british e lo swedish
della seguente "As The Summers Died". Non posso poi non citare "The XIth
Hour" che sarebbe un pezzo dei Bolt Thrower se questi ultimi non fossero
così truci e minimali.
Alla fine della fiera io ho sentito tanto heavy metal, molto aggressivo, ai
limiti del death, ma questo è quello che una volta si sarebbe definito
semplicemente heavy metal. Così come ho sentito tanto heavy metal
malinconico, ai limiti del doom, ma per me questo è heavy metal! Forse per
giustificare maggiormente la loro appartenenza al filone doom, ecco che gli
ultimi due brani sono anche i più Anathema-tici: "Sinking Into Oblivion" e
"Crawling In Sanity", entrambi molto belli, tra l'altro.
Certo, volendo per forza cercare il pelo nell'uovo, questo disco non è del
tutto perfetto, né è poi particolarmente originale. Ma non è neanche troppo
derivativo e/o raffazzonato! Cioè, ascoltando "The Mourning Sign" si passa
un'oretta piacevole, il che non è poco. Ed è una cosa che può valere per
molti: doomster, deathster ed i più tradizionali headbanger!
Insomma, ve lo consiglio, ma senza esaltarmi troppo.
(MoonFish - Febbraio 2005)
Voto: 8
Contatti:
Sito Distress: http://www.distress-music.com/
Sito Thundering Records: http://www.thundering-records.com/