DISSONANCE
Look To Forget
Etichetta: Czech Panorama
Anno: 1994
Durata: 32 min
Genere: techno-death
Qualche mese fa ero alla caccia di gruppi techno-death quando mi sono imbattuto in una recensione di questo album. Il tipo lo descriveva come "l'album che i DEATH avrebbero fatto tra Spiritual Healing e Human", appena letta questa frase mi sono messo alla disperata ricerca di questo album, non poteva essere altrimenti visti i miei gusti. Una volta trovato l'album sono stato parzialmente deluso: lo stile si può senza dubbio definire come a metà strada tra il terzo ed il quarto album dei DEATH, ma la qualità è inferiore. Non mi aspettavo certo un album ai livelli dei DEATH, ma sono rimasto ugualmente deluso.
Le canzoni sono 8 in totale, tutte di breve durata (esclusa la strumentale "Feelingless" che dura oltre 6 minuti). I riff sono chiaramenti ispirati allo stile dei DEATH, si nota chiaramente che i Dissonance volevano cercare di fare delle canzoni sul loro stile. Le parti di batteria sono molto varie e ben suonate, con i soliti cambi di tempo, controtempi e altre robe strane, si ispirano chiaramente a quanto fatto da Sean Reinert su "Human", anche se mancano i suoi favolosi giochi fatti coi piatti. Anche gli assoli sono molto ben curati, non sono molti e sono di breve durata, ma sono tutti di ottimo livello. La produzione è discreta, i suoni sono ben definiti ma poco potenti, soprattutto la batteria è un po' secca e le chitarre hanno un suono basso e poco corposo. Il cantato è un growl molto basso, non molto vario, ma non stanca in quanto sono più lunghe le parti strumentali di quelle cantate. La confezione è ottima, l'immagine di copertina è affascinante (un cervello con infilzati un po' di cavi elettrici e pure con attaccate due ali) ed il libretto contiene i testi e tutte le informazioni necessarie.
Detto questo vi chiederete come mai questo album mi ha deluso... semplice, alla fine dell'ascolto si ha l'impressione di aver avuto di fronte una serie di ottimi riff sparati uno dietro l'altro, ma totalmente slegati l'uno dall'altro. I Dissonance hanno ottime capacità tecniche, sanno scrivere ottimi riff intricati ed intrecciati, ma purtroppo non sanno costruire canzoni che sappiano prendere l'ascoltatore. Sembra di trovarsi di fronte ad un gruppo che fa la gara a chi sa scrivere riff sullo stile dei DEATH, ma poi non sa renderli funzionali alle canzoni. Ed è proprio questo che non fa decollare l'album: la mancanza della poesia tipica dei DEATH, della capacità di creare canzoni con una propria personalità, con una propria vita, con un inizio ed una fine... queste sono qualità che non si possono imparare, o si hanno o non si hanno.
Insomma, non posso di certo stroncare l'unico album fatto da questo gruppo ceco, ma non posso nemmeno dargli un ottimo voto. Lo consiglio solo a chi vuole avere più album techno-death possibile, gli altri non credo piangeranno mai la mancanza nella propria collezione di un album di questo tipo. Se volete sentire quelli che potrebbero essere degli spezzoni mai entrati su "Spiritual Healing" o su "Human" accomodatevi pure, altrimenti tornate ad ascoltarvi i DEATH che è sempre la cosa migliore.
(teonzo - Giugno 2002)
Voto: 7
Con tutte le, passatemi il termine tecnico, figate che si possono trovare
recensite nella zine, è naturale che qua e là si decida, per completezza
d'informazione, di parlare anche delle vere seconde linee. Quello dei
Dissonance è un disco discreto e nulla più, per un gruppo che ha messo
l'amore per i Death davanti a tutto, anche alla riuscita stessa di questa loro
specie di tributo personalizzato. Per chi nel metal desidera il meglio,
indipendentemente da quale filone, questo è un lavoro da trascurare, mentre
per chi, pazzo alla teonzo, vuole tutto ciò che abbia messo la firma nel
mondo del techno-death, avanti con questi pur acerbi cechi! Per il resto
tranquilli, quel segugio del solito teonzo sta rivoltando l'Est Europa e
tutti i frutti delle sue peregrinazioni appariranno su queste pagine,
pensate poi quando partirà per l'Asia.
(Orion - Agosto 2002)
Voto: 6.5