DISSIMULATION
Atiduokit Mirusius
Etichetta: Ledo Takas Records
Anno: 2008
Durata: 39 min
Genere: black/thrash metal
A tre anni di distanza dal bel "Prakeikimas", tornano i lituani
Dissimulation con un nuovo full-length: "Atiduokit Mirusius". Si tratta
del loro terzo album, pubblicato dalla loro partner di sempre,
l'etichetta Ledo Takas. Lascio perdere le notizie biografiche del
gruppo, già contenute nella recensioni di "Prakeikimas" presente in
archivio, e passo subito a descrivere il loro nuovo lavoro.
"Atiduokit Mirusius" è contenuto in una confezione professionale,
dai colori molto scuri. La copertina riproduce il celebre quadro di
Francis Bacon "Studio Del Ritratto di Papa Innocenzo X di Velazquez".
Il libretto, di sedici pagine, contiene tutti i testi stampati bianco
su nero, e corredati da un buon numero di croci rovesciate. Ci sono
inoltre le foto dei musicisti: il chitarrista Nekrofagas ed il
batterista Stabmeldys sono stati fotografati nella loro città, durante
la vita di tutti i giorni, mentre il cantante e bassista Venomous è
ritratto in azione sul palco.
Dato che squadra che vince non si tocca, "Atiduokit Mirusius" è
stato registrato allo studio Phoenix come l'album precedente: ad
occuparsi della registrazione, il solito Gints Lundbergs. Le
registrazioni sono durate solo dieci giorni.
"Bilietas Į Cirką" dà il via all'esibizione, introdotta dalle note
dell' "Entrata Dei Gladiatori" di Julius Fučik: l'originale della più
classica marcia circense. D'altro canto, la traduzione del titolo è "Il
Biglietto Del Circo". L'urlo di Venomous fa entrare la canzone nel suo
vivo. Grazie alla stupenda qualità di registrazione, il suono risulta
nitido e potente. L'oscurità del suono dei Dissimulation non
interferisce sulla grinta esecutiva, e sul mordente dei riff
snocciolati. Non si tratta di un brano veloce, e l'esecuzione non è
certo complessa. Il trio punta tutto sull'impatto, e sulle suggestioni
di un sound così cupo. Lo stile utilizzato è sempre un black spurio,
sulla scia della seconda metà della carriera dei DarkThrone. D'altro
canto, lo stesso gruppo lituano ha sempre dichiarato di suonare
black/thrash. E il thrash al quale fa riferimento è quello cadenzato e
cupo dei Celtic Frost, filtrato attraverso le riproposizioni d tante
band successive.
"Šliundra" è aperta da una bella sezione strumentale, nella quale il
gruppo mette in evidenza tutta la sua duttilità ritmica. La canzone
parte poi in maniera piuttosto decisa e violenta, con l'elemento thrash
che diventa preponderante. La canzone non segue un ordine ben preciso
di strofe e ritornelli: ad una sezione cantata segue una seconda parte
strumentale, e via via che la canzone procede la musica si fa sempre
più violenta. Anzi, alcuni passaggi strumentali non sono molto lontani
dal death metal. La seconda traccia di questo CD è decisamente più
tecnica dell'opener.
"Praregéjimo Diena" è un attacco thrash marcio e distruttivo. Sì,
si segnalano dei rallentamenti del ritmo, ma la struttura non è
arzigogolata e folle come nella canzone precedente. La traccia è in
possesso di un discreto tiro, e la successione dei vari passaggi è
vivace. I Dissimulation dimostrano, in questo nuovo lavoro, di non aver
perduto il gusto per le trovate particolari, e di aver incrementato il
loro tasso tecnico, già non trascurabile in precedenza. "Praregéjimo
Diena" garantisce all'ascoltatore una buona dose di adrenalina, ed è
difficile non seguire il ritmo col piede o con la testa.
Ho scritto del gusto per le trovate particolari. Infatti i
Dissimulation non è che propongano una musica realmente originale.
Altri gruppi suonano come loro. Però, il trio prova sempre a metterci
quel pizzico di creatività in più, in qualunque occasione. E' possibile
quindi che, dopo una serie di riff che sanno di già sentito, i
musicisti azzecchino un passaggio davvero geniale. Oppure rimescolino
le carte in maniera decisa, come nella prima parte lenta e possente di
"Šaltyje Akmens". Bisogna aspettare attorno ai due minuti prima che il
ritmo acceleri, riportando la musica su coordinate care a DarkThrone e
Carpathian Forest. Ho citato queste due band, ma attenzione, i
Dissimulation non suonano affatto come un gruppo norvegese. I suoni
sono sempre caldi, ricchi e comunque è anche una questione di stile. I
lituani non hanno paura di rendere il loro stile un ibrido bello e
buono. "Šaltyje Akmens" è una piacevolissima canzone che, soprattutto
in occasione dei passaggi strumentali, ci dimostra quanto sia creativa
questa band.
Testarda ed insistente, "Parsmekit", si mantiene immutata per
tutta la sua durata una consistente sensazione di oppressione. Sarà
probabilmente l'insistenza dei musicisti sulle medesime note, oppure il
ritmo strisciante ma costante. Ogni slancio sembra essere soffocato
dall'avanzare inesorabile delle note, dei riff. I vocalizzi teatrali di
Venomous fanno il resto. In questa canzone, i Dissimulation sembrano
guardare anche ai percorsi musicali seguiti dagli Immortal nella
seconda parte della loro carriera, o le ultime derive dei Satyricon.
Mescolato come al solito per un certo sguardo retrò nei confronti del
thrash più oscuro degli anni '80.
Arrembante e cattiva, "Jums", ci dimostra ancora quanto sia
aggressiva e decisa questa band. Il black/thrash dei lituani riesce a
creare, in questo caso, sensazioni davvero sgradevoli, ed ogni nota è
pregna di minaccia. E, come al solito, il trio non si limita a
vivacchiare su poche idee, ma dopo aver ripetuto per un po' di volte la
medesima serie di riff, ecco che inserisce una serie di tocchi di genio
che riescono a distinguerli dalla massa. L'ascolto di una canzone dei
Dissimulation è sempre stuzzicante. L'interesse non si esaurisce una
volta che ci si è abituati all'impatto: anche studiare le raffinatezze
dell'arrangiamento è una cosa che prende il suo tempo, e che regala
grandi soddisfazioni.
Le battute iniziali di "Aš Grifas" sono abbastanza regolari, e la
velocità non è eccessiva. Ma una serie di riff marci, ai limiti del
death, ci riporta sui territori tanto cari ai Dissimulation. Il
cantante digrigna la sua rabbia dietro al microfono, strilla, fa la
voce grossa, ed il suono della lingua lituana ha il suo fascino. Il
dinamismo ritmico, punto di forza dei Dissimulation, permette alla band
di dar vita a canzoni trascinanti senza dover, proprio per questo,
ingegnarsi eccessivamente sulla complessità dei riff. In tal senso, la
loro proposta musicale è molto moderna. Non si può però certo parlare
di metal per tutti. I riff precisi ed essenziali vanno diritti al sodo,
ma con questa band le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Non ci si
può quindi rilassare, e dare per scontato un passaggio è un errore
gravissimo. Perché il trio sta fermo proprio su quella linea
immaginaria che separa un gruppo come tanti da un gruppo in grado di
spiccare il volo. Sembra che i lituani abbiano paura di fare quel
passetto in più che potrebbe renderli grandissimi.
A chiudere il CD, la traccia che dà il titolo all'album. Grande
riffing, suoni pieni e ricchi, creatività ritmica, passione e grinta:
cosa si può desiderare di più? Nel loro genere, i Dissimulation sono
una forza. E l'ottima qualità di registrazione mette in evidenza la
bravura del gruppo, professionale e competente. Oddio, magari nel corso
del CD qualche difettuccio di esecuzione salta all'orecchio, ma la
qualità è talmente elevata che la cosa non si rivela così decisiva. E'
ravvisabile qualche eco degli Slayer, e la canzone si rivela più di una
volta discretamente catchy, per quanto questo termine possa calzare per
la musica dei Dissimulation.
Il nuovo disco dei Dissimulation non fa gridare al miracolo, ma è
senza dubbio un'uscita interessante e dotata di un suo carattere
particolare. Nonostante quanto reciti il foglietto promozionale, non mi
sembra che "Atiduokit Mirusius" sia decisamente superiore a
"Prakeikimas". Sono diversi, questo sì. Ed il gruppo è migliorato. Ma
il nuovo album non surclassa quello precedente. A parer mio si
equivalgono. E, alla fin fine, anche il giudizio finale nei confronti
dei Dissimulation non può che rimanere immutato. Il gruppo ha grandi
potenzialità, ma osa ancora troppo poco. Come ho scritto prima, compie
sempre dei passi timidi verso direzioni nuove e più gratificanti, ma
spesso si fa prendere dalla paura e torna su territori più tranquilli.
Ecco che quindi le intuizioni geniali lasciano il posto a passaggi
buoni, ma non particolarmente personali. I Dissimulation hanno
abbastanza intelligenza da non scegliere sempre e solo le soluzioni più
facili, però danno l'impressione di poter dare molto, molto di più.
Perciò, assegno a "Atiduokit Mirusius" lo stesso voto dell'album
precedente. Ma è comunque un disco consigliato, anche perché la Ledo
Takas lo vende a soli 6 euro (spese di spedizione escluse, credo) e -
se non si tratta di un errore di stampa - a questo prezzo il disco
sarebbe da comprare non una, ma dieci volte. Perché mediamente in giro
si trovano prodotti meno stimolanti, ed a prezzi ben più alti. E poi lo
sapete che la Ledo Takas difficilmente sbaglia un colpo.
(Hellvis - Gennaio 2009)
Voto: 7.5
Contatti:
Ledo Takas Records
C/o Tadas Kaziauskas
P.D. 1110
01005 Vilnius
LITHUANIA
Mail: tadas@ledotakas.net
Sito internet: http://www.ledotakas.net/