DISOWNED
Emotionally Involved

Etichetta: Ladymusic Records / UK_Division
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: alternative/nu-metal


Il progetto Disowned comincia a prender vita in Toscana nel 2000. Inizialmente la band si chiamava Headup, per poi evolversi solo successivamente nel monicker attuale. Numerosi i cambi di line-up nel tempo, così come numerose le apparizioni live e i riconoscimenti. Duro lavoro per i nostri che, finalmente, nel 2007 riescono a uscire con il debut album, questo "Emotionally Involved", sotte le etichette Ladymusicrecords (ITA) e UK Division (ENG).
Il lavoro ha una veste professionale, perfetta ed impeccabile; il booklet pur essendo scarno ed essenziale colpisce assolutamente nel segno, facendo convivere fin da subito la doppia anima dei nostri, quella internazionale e quella più legata alle proprie radici italiane. Bravi.
Una strana introduzione apre il lavoro: le risa frenetiche e nervose di molti fanno da contro altare alle grida disperate e di dolore di pochi, rendendo il tutto inusuale e molto particolare sin dal principio. "Sativa", di cui è presente anche il videoclip, è il primo vero brano; un breve fraseggio acustico apre il pezzo, che poi sfocia e prende corpo su suoni compressi e saturi, da dove fuoriesce in maniera palpabile il bel cantato di Elia Tommasi, pulito e dalle tonalità graffianti e sentite. Inserti di synth e tastiere lungo tutto il brano, aprono a melodie intense e penetranti, che chitarre corpose ed allo stesso tempo molto fluide cercano invano di ingabbiare. Basi nu-metal ed hardcore si fondono insieme in modo mirabile e riuscito, creando una miscela sonora particolarmente esplosiva, dove linee malinconiche la fanno da padrone. Bella la chiusura con il pianoforte, che ricorda, non molto alla lontana, la mitica "Epic" dei mai troppo rimpianti Faith No More. Notevoli.
"Mr. Moods (The Other Part Of Me)", secondo vero brano in scaletta, è ben aperta da una lunga introduzione strumentale. Successivamente su importanti linee di basso e chitarra pulita ecco il cantato, pulito, deciso e ricco di enfasi; notevole apertura sonora e melodica sui ritornelli, con l'entrata delle distorte ed un suono generale più pieno e strabordante. Fluidi tappeti di synth amalgamano il tutto, rendendolo più avvolgente e vitale. Da sottolineare come nel gran muro di suono prodotto siano sempre e comunque ben distinguibili tutti i singoli strumenti e come mai l'uno vada a sovrastare l'altro e bensì riescano a tirar fuori una notevole atmosfera malinconica e triste; merito questo della buonissima produzione, di livello internazionale. Bellissimo.
La rabbia e la violenza sonora prendono spesso e con successo, il sopravvento nel brano che segue, "Hillness"; pezzo caratterizzato dalle chitarre distorte e dal synth; brevi ma intense partiture acustiche tendono a far calare un attimo i toni, lasciando spazio all'emotività più pura e riportando il tutto lungo gli schemi usuali. Lungo l'intero brano sono riconoscibili chiare e significative assonanze verso lo stile e la musica di uno dei più bravi e fondamentali gruppi della "passata" scena numetal, i Deftones di Chino Moreno, a cui i nostri, sia per le atmosfere prodotte che per l'utilizzo dei suoni stessi, sembrano volersi notevolmente accostare. Nessun plagio, intendiamoci, ma solo la stessa voglia e capacità di riempire il piccolo spazio che intercorre tra una nota e l'altra di una dolorante e accorata malinconia, che avvolge il tutto con un'aura depressa.
Ed è proprio questa linea melodica, di fondo, surreale, tagliente e dai forti connotati emotivi ed emozionali a caratterizzare di fatto anche il brano seguente "The Blue Tragedy", dove fuoriesce e sale sugli scudi lo stupendo solo centrale, capace di rimarcare e portare in risalto il riffing principale, per poi evolversi lentamente, prendere maggior corpo e sostanza, divenendo più cupo e rabbioso. Grandissimi.
"Hard 2.5.3" ci presenta il lato più cattivo e violento dei Disowned; con i suoi suoni saturi, i ritmi spezzati, la batteria scarna ed il basso martellante; i cantati notevolmente distorti e brevi accenni di synth donano quel certo non so che la pezzo, distanziandolo e di molto, dagli stilemi del genere. Con "Cruel" i toni si fanno di nuovo più pacati e sofferti, senza altresì disdegnare l'ausilio e l'utilizzo di distorsioni ed inserti più duri. Una ballad atipica, figlia del nostro tempo e delle nostre suggestioni, mischiando perfettamente l'anima più pura e razionale con gli istinti più crudi ne primordiali. Di notevole spessore il finale e la sua lenta introduzione, giocati su di un lento crescendo acustico ed una lenta implosione dei suoni tutti. Sognante.
"Enigma", ottavo pezzo del lotto, nulla toglie e nulla aggiunge a tutto quello sentito sinora, se non per il buonissimo utilizzo delle doppie voci e dei doppi cantati sui bridge e sui ritornelli; veramente azzeccati e riusciti.
Con "Immenso Attimo" i nostri aprono le loro sonorità alla lingua italiana, non stravolgendo assolutamente il loro stile ed il loro modo si suonare; la diversa metrica rispetto all'inglese non sembra limitare in alcun modo Elia, alla voce, che invece dimostra ancora una volta le proprie capacità. Spero che questo non sia un mero esperimento, ma che l'utilizzo della nostra lingua madre, trovi ancora spazio all'interno delle loro composizioni; certo l'italiano non ha e non avrà mai un grosso appeal a livello internazionale, ma è sempre bene mostrare e portare avanti quelle che sono le nostre radici. Sempre.
"Walls" va a concludere questo primo lavoro dei nostri e lo fa riunendo in se tutte le influenze, tutte le trovate sonore e le reminescenze storiche fin ora analizzate e descritte; una summa ben riuscita e costruita di tutto quel che vuol dire suonare per questi cinque ragazzi toscani, che sembrano aver assimilato sino in fondo le lezioni giunte da oltre oceano, mettendoci del proprio e rivisitandole in maniera assolutamente convincente e vincente.
Qualcuno per fortuna sembra essersi accorto di loro e delle loro capacità, ora tocca a noi dargli un ulteriore possibilità. "Emotionally Involved" è un disco assolutamente da possedere, o quantomeno ascoltare, da tutti gli appassionati del genere e non solo. A parer mio di gran lunga il miglior disco che ho avuto modo di ascoltare in questo primo scorcio di 2008, e penso proprio che per superarlo ce ne vorrà. Grandissimi.
(Pasa - Marzo 2008)

Voto: 8.5


Contatti:
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Sito Disowned: http://www.disowned.it/

Sito Ladymusic Records: http://www.ladymusicrecords.it/

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