DISLOCATION
Inexorable Devastation
Etichetta: Pro-Pulse Records
Anno: 2005
Durata: 47 min
Genere: death metal
A due anni di distanza dall'omonimo (e anonimo) debutto, tornano a
farsi vivi i francesi Dislocation. La formazione è leggermente
cambiata, dal momento che il chitarrista David Bellancortre ha
abbandonato il gruppo, che al momento sta proseguendo come quartetto.
Forti del contratto con la Pro-Pulse, i nostri hanno dato alle stampe
"Inexorable Devastation", dopo aver partecipato a due compilation,
ovvero "The French Underground Series" (recensita sulle pagine di
Shapeless), e "Necromance Records Vol. 4".
Il CD si presenta con una copertina ben curata; il libretto, di
otto pagine, gode di una grafica carina, anche se non stupefacente, ed
inoltre contiene tutti i testi ed alcune foto del gruppo. Sono dieci le
canzoni che compongono quest'album. Il genere è sempre death metal,
concepito allo stesso modo che nel disco precedente, nonostante siano
presenti alcune influenze esterne. L'uso di particolari dissonanze
(vedasi "Le Savoir Universel"), ad esempio, mi ricorda per certi versi
il metalcore. Certi riff vagamente atmosferici, invece, potrebbero
essere di estrazione black. Si vede che questi quattro ragazzi si
impegnano a cercare soluzioni nuove, sempre all'inseguimento di una
loro identità. Purtroppo i loro sforzi non vengono premiati: in più di
una circostanza le canzoni appaiono statiche, prive della grinta
necessaria; certe volte alternano spunti interessanti ad altri
abbastanza monotoni e incolori. In una parola, ai Dislocation manca
ancora la continuità, sebbene il gruppo suoni più compatto rispetto al
passato. E' un peccato sciupare riff aggressivi, melodie particolari e
ritmiche inconsuete semplicemente perchè la struttura del pezzo è
studiata male, eppure capita anche questo. Fanno bene, i Dislocation, a
cercare di stupire l'ascoltatore inseguendo spesso la soluzione meno
ovvia, tuttavia rischiano frequentemente di perdere di vista altri
obiettivi fondamentali, ovvero la fluidità, l'immediatezza e il tiro.
Le canzoni necessiterebbero di riff più diretti e cambi più agili; come
nel disco di debutto, poi, alcune ripetizioni andrebbero eliminate.
La conclusiva "Pleasure Of Molestation", cover degli Hypocrisy, non innalza il livello generale.
Peccato, perchè la produzione di "Inexorable Devastation" è
discreta, sicuramente migliore di quella del debut album, i suoni sono
abbastanza incisivi (pure il basso si sente molto bene, talvolta è
addirittura in primo piano) e la prestazione dei musicisti, seppure
nella norma, è priva di incertezze. Ci sono anche passaggi atmosferici
ben riusciti (vedasi l'inizio di "Psychotombe"), soluzioni melodiche
intriganti ("Visions D'un Revenant") ed effetti originali mescolati a
tastiere fantasy-black (nella strumentale "Dagor Bragollach", forse il
miglior pezzo del lotto), tuttavia il disco stenta a decollare.
Nonostante si possano riscontrare alcuni progressi rispetto al passato,
lo stile dei Dislocation è ancora troppo noioso e macchinoso per i miei
gusti, manca di spontaneità e di aggressività.
Non sono ancora pronti ad emergere, vista la buona salute di cui sta godendo la scena death transalpina in questo periodo.
(BRN - Dicembre 2005)
Voto: 5.5
Contatti:
Mail Dislocation: dislocation@wanadoo.fr
Sito Dislocation: http://www.dislocationdeathmetal.tk/
Sito Pro-Pulse Records: http://www.propulserecords.tk/