DISLOCATION
Dislocation

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 41 min
Genere: death metal


I Dislocation sono un gruppo francese formato da Luc Constant (basso), David Bellancortre (chitarra), Laurent Chambe (voce), Jérémy Vergne (batteria) e Cédric Authier (chitarra), ai quali si aggiunge Sébastien Bayle in qualità di cantante addizionale e ingegnere del suono.
Quello in questione è il loro unico album, che si compone di nove canzoni più intro e outro. A quanto ne so, i Dislocation non hanno all'attivo alcun demo. Il genere è un classicissimo death metal senza infamia e senza lode, che non risparmia alcuni episodi melodici ed atmosferici. Nulla di innovativo sotto ogni punto di vista. Si tratta di un gruppo che ripercorre i luoghi comuni del genere, senza sbalordire né in quanto a tecnica, né per quanto concerne la qualità delle canzoni. I nostri traggono ispirazione ora dal death americano (Cannibal Corpse in primis), ora dalla scuola europea (Hypocrisy e compagnia bella).
La prestazione del gruppo nel complesso è precisa e priva di sbavature, ma perfettamente nella norma. Il bassista è forse quello più preparato. In qualche frangente la band tenta di proporre qualcosa di personale, distaccandosi dai canoni del genere, ma il risultato finale non cambia. Le canzoni si basano su qualche cambio ben riuscito e qualcun altro ben più forzato, in un susseguirsi di parti veloci ed altre cadenzate. La voce è in genere un growl basso, a tratti animalesco, ma che non dice molto. In sostanza, quest'album non mi comunica alcuna sensazione particolare, è assolutamente sterile. Che si tratti di arpeggi melodici, fatti anche con una chitarra a dodici corde, o di death metal puro, la sostanza non cambia. Le canzoni appaiono immature, penalizzate da qualche riff banale e da qualche ripetizione di troppo, e sostanzialmente prive di mordente.
Per contro, troviamo qualche momento discretamente aggressivo e vagamente più ispirato, che lascia intravedere qualcosa di buono. Solo "Rebellion" mi ha colpito molto positivamente per via di un intermezzo, peraltro breve, che sembra mischiare il death alla musica popolare in maniera davvero originale. Altra curiosità è la presenza di un tempo accelerato, che progressivamente si fa sempre più sostenuto, nella quarta traccia, intitolata "Repression Systematique". Alla fin fine, però, l'unica nota di colore sta nell'uso del francese in tutti i testi.
Altro punto a sfavore di questo disco sta nella registrazione, piuttosto fiacca e grezza, che tende a soffocare l'impatto delle canzoni. Non che sia confusa, però non è neanche minimamente aggressiva e graffiante. La confezione, invece, è piuttosto curata: il libretto è di ben otto pagine contenenti numerosissime foto e tutti i testi. La copertina, per contro, mi è sembrata molto bambinesca.
Per concludere, i Dislocation di strada da fare ne hanno ancora tanta. La loro proposta musicale sarebbe appena sufficiente se si trattasse di un demo, anche se ancora immatura ed eccessivamente spersonalizzata. Trattandosi di un album, invece, il mio giudizio non può che essere negativo. Le doti tecniche sono adeguate, anche se non sono fuori dal comune, tuttavia a livello compositivo questi cinque ragazzi devono ancora migliorare e soprattutto imparare a distaccarsi dalle loro fonti di ispirazione. Vediamo cosa combineranno nel prossimo lavoro, già in fase di preparazione. Nel loro sito, interamente scritto in francese, potete scaricarvi tre mp3 estratti da questo album oppure acquistarlo direttamente, al prezzo di 10 euro.
(BRN - Gennaio 2005)

Voto: 5


Contatti:
Authier Cédric
Rue du 11 novembre
63730 La Sauvetat
FRANCE
Mail: cedricauthier@wanadoo.fr
Sito internet: http://www.dislocation.fr.st/