DISIPLIN
Disiplin

Etichetta: Moonfog
Anno: 2003
Durata: 51 min
Genere: black metal


I Disiplin sono i nuovi arrivati nella famiglia Moonfog. Si tratta del gruppo di General K. - la K sta per Kshatriya, pseudonimo adottato dal musicista nei Koldbrann - noto per aver militato dal 1998 al 2000 nei Myrkskog come chitarrista ritmico (Savant M.). La musica proposta dalla band consiste in un black metal piuttosto tradizionale, ispirato ai classici del genere, ma che spesso strizza l'occhio sia al thrash che al death.
Satyr, manager della Moonfog e leader dei Satyricon, è rimasto talmente impressionato da un loro demo che non ha esitato a metterli sotto contratto. I Disiplin l'hanno ripagato incidendo un debut album di tutto rispetto.
Oltre a General K. (chitarra e basso), il quartetto norvegese annovera fra le sue fila il cantante Ausslavia, l'altro chitarrista Krig ed il batterista Nex. Prima di accasarsi alla Moonfog, i Disiplin hanno pubblicato il MCD "Vama Marga" e "The DeathRite Sessions", uno split con i Khaos Kommando.
L'album di esordio è stato registrato nell'agosto del 2003 nell'Akkeraugen Lydstudio In copertina campeggia la figura in bianco e nero di un uomo. Nelle mani tiene una bandiera nera nella quale campeggia il logo della band. Lo sfondo è beige-marroncino, tipo cartone bagnato. Lo stile del disegno ricorda molto i cartelloni di propaganda nazionalista della seconda guerra mondiale.
Il libretto è completo di testi e fotografie trattate dei musicisti. La qualità di registrazione è limpida e potente. Ineccepibile.
Dopo un'introduzione dalle inequivocabili suggestioni belliche ecco partire la furiosa "Ultimatum". La potenza del quartetto è veramente devastante! Violentissime sezioni in blastbeat, come il ritornello, si alternano a cavalcate black/thrash spaventosamente coinvolgenti. Possono essere ravvisate le influenze dei DarkThrone, degli Hellhammer/Celtic Frost ma anche degli Slayer o dei Sodom, tanto per citare qualche nome. I Disiplin condensano nella loro musica quanto è stato del metal estremo, riproponendo i vecchi stilemi in una veste nuova. Forse manca un po' di originalità ma la grande grinta esecutiva fa passare questo difettuccio in secondo piano. Da sottolineare la presenza di Zamoth (Samoth, ex Emperor ora negli Zyklon) in qualità di ospite. La sua partecipazione ad "Ultimatum" è limitata alla declamazione di alcune frasi.
La successiva "Liberation" è un inno all'affermazione di se stessi tramite la violenza. Si tratta di un mid-tempo (come gran parte delle tracce dell'album) che può essere suddiviso in due parti. La prima è caratterizzata da cadenze thrash ed è discretamente agile. La seconda è molto più pesante e schiettamente black, sulla falsariga dei momenti più soffocanti degli ultimi Satyricon o dei Thorns.
"Strategy Formulation" gode della partecipazione di un altro ospite d'eccezione. Si tratta di Bård "Faust" Eithun. L'ex batterista degli Emperor ha scritto il testo della canzone, una riflessione criptica sulla definizione di bene e male. Inoltre ha prestato la sua voce per alcuni passaggi narrati. "Strategy Formulation" è un brano globalmente tirato e nervoso, sebbene la ritmica vari spesso. I riff sono sempre semplici eppure pienamente soddisfacenti: questi Disiplin dimostrano di avere gusto e creatività.
Sirene, ritmo marziale e passo dell'oca introducono "Kniferegime". Il ritmo è piuttosto lento ma risoluto. La struttura e il riffing del brano sono abbastanza tradizionali. Eppure tutto funziona a meraviglia. Leggendo il testo si ha veramente l'impressione di osservare la marcia di queste milizie sanguinarie. L'incedere è deciso, risoluto, caparbio.
"The One Who Makes You Crawl" è ispirata alle dottrine di Jack Parsons. Alcune citazioni presenti nel testo sono tratte dal suo libro "The Book of Babalon". Le battute iniziali hanno una cadenza marziale prima di esplodere in un vortice di riff arrembanti. Quando Ausslavia comincia a cantare, il ritmo rallenta pur lasciando inalterata la violenza esecutiva. Questa canzone è più complessa rispetto alle precedenti. E' ricca di cambi di tempo e di riff, con una tendenza a rallentare mano a mano che si avvicina alla conclusione. La bontà delle variazioni dimostra che General K. possiede una notevole capacità di songwriting.
Liricamente "Titan Imperia" riunisce tutte le tematiche toccate dai Disiplin: morte, guerra, negatività, Età del Ferro (Kali Yuga) e misticismo parsoniano. E' un brano piuttosto lento e introspettivo. Tra l'altro, Ausslavia si esibisce con successo in vocals pulite nel ritornello. Le sensazioni evocate sono estremamente ostili; le note della chitarra sono striscianti come serpenti. L'ampia gamma espressiva del quartetto non fa altro che confermarne la validità.
Con "Hate Engine" si ritorna su territori più tradizionali, alla DarkThrone degli ultimi album. E' una canzone molto semplice e diretta, senza fronzoli. A parte la coda, è tutta giocata sulla classica successione strofa/ritornello.
"A Lesson In Discipline" enumera gli otto comandamenti del combo norvegese. Tutte imposizioni di sudditanza. E' un brano pesantissimo torturato dalle dissonanze delle chitarre acide. La tensione è palpabile: non si può che rimanere schiacciati da tanta prepotenza.
"The Death Song" è, sia testualmente che musicalmente, molto vicina al black dei Carpathian Forest. Il mid-tempo è relativamente spedito, con ottimi riff che non possono che coinvolgere l'ascoltatore. L'esecuzione è impeccabile come al solito; i passaggi tra una sezione e l'altra sono spontanei. Pur nei frequenti richiami alla tradizione del black metal, si sente che la composizione è frutto di ispirazione genuina (e anche mestiere, perché no?).
Il testo di "The Lucifer Principle" è genuinamente satanico e porta la firma di Krig. Anche in questo caso si tratta di una canzone di qualità, che non si maschera dietro una velocità impossibile o fronzoli ed effetti. Come per le altre canzoni del CD, i riff e la melodia sono assolutamente percepibili ed eseguiti con precisione.
La traccia finale dell'album si intitola "Under His Horns": un titolo che è anche un omaggio a ciò che il black è stato negli anni '90. Un verso del testo come "Slaves, slaves of the Horned One" richiama alla memoria una famosa intervista di Euronymous. Infatti la canzone inizia con un furioso blastbeat e un giro di accordi alla Mayhem del periodo "De Mysteriis Dom. Sathanas". Il rallentamento del ritornello non fa caricare l'inevitabile esplosione di velocità successivo. La coda è un funereo procedere verso la conclusione del CD.
"Disiplin" è un gran bel disco d'esordio. Sicuramente la band di General K. è una delle migliori realtà del black attuale. Buone canzoni e tanta, tanta grinta: una ricetta di successo. Questo CD è consigliatissimo a tutti gli amanti del black e non solo. Sentiremo parlare di loro, ne sono sicuro. Fidatevi di me.
(Hellvis - Marzo 2004)

Voto: 8


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