DISCLOSE
Eclipsed Vision

Etichetta: Lost Sound Records / Gatti Promotion
Anno: 2007
Durata: 40 min
Genere: alternative metal


Il progetto Disclose nasce nel 2004 a Modena; nel marzo del 2005 esce il loro primo EP, ben accolto da critica e fan, mentre, dopo vari cambi di formazione, nel maggio del 2007 prende vita il loro primo vero e proprio full-length, "Eclipsed Vision", uscito solo ad inizio anno per la Lost Sound Records.
E' "The Small Garden" ad aprire il lavoro: chitarre pesanti e distorte ti aggrediscono immediatamente, ben sorrette ed appoggiate da un basso corposo ed in continua evidenza e da ritmiche precise e martellanti. Si parte da una struttura base nu-metal per poi cercare grandi aperture melodiche sui bridge ed i ritornelli, grazie anche al buono ed intenso uso delle tastiere, che donano quel particolare tocco progressive, che certo non guasta. Strano quindi il connubio di queste due anime, apparentemente molto distanti tra loro, ma invece ben amalgamabili ed amalgamate. Bravi.
Di grande impatto sonoro è anche "My Protection", il brano seguente, caratterizzato da suoni pieni, compatti e ricchi di groove; una sorta di heavy metal moderno, nel senso più ampio del termine, molto vicino per sonorità ed assonanze stilistiche a certi gruppi svedesi, mentre più particolare e meno risentito per quel che riguarda le linee vocali e melodiche, che riescono a mischiare le influenze più disparate, dall'heavy al nu-metal ecc.
"No Eyes On My Face" è, invece, un pezzo dal più ampio respiro, grazie, anche, alle stupende aperture melodiche che lo contraddistinguono; la partenza è pacata ed un poco in sordina, poi il gran lavoro delle tastiere dona maggior corpo e personalità al tutto, facendogli guadagnare sia intensità emotiva che emozionale; tanto da poter essere, a mio parere, considerato come il miglior brano del lotto. Heavy Metal, aperture pop-rock, soli hard rock oriented e chi più ne ha più ne metta: grande, grandissimo brano.
"Shades Of Blindness", pur mantenendo una certa potenza ed intensità sonora, si avvicina sia strutturalmente che melodicamente ad un certo hard rock più moderno ed evoluto. Buoni anche in quest'occasione gli spunti tecnici dei musicisti, in particolare del bassista e del batterista, autori di ritmiche allo stesso tempo articolate, marcate ed intense pur mantenendo una sicura e certa linearità di fondo. Altro brano, questo, da tenere assolutamente in considerazione.
Forti reminescenze nu-metal tornano a farsi sentire lungo le ritmiche di "Touchin' My Ghosts", per poi mutare radicalmente con l'entrata delle tastiere, sempre semplici ed in appoggio ma dalla riuscita eccezionale nel creare melodie azzeccate e vincenti. Buoni il groove e l'intensità lungo le strofe che poi lasciano campo libero ai grandi voli melodici sui ritornelli. Sulla stessa falsariga va a muoversi e svilupparsi anche la seguente "Emptiness", dove si fa ancor più marcato il connubio tra le ritmiche e le cadenze nu-metal e l'intensità melodica ed avvolgente dell'heavy più tradizionale, tanto da creare un'atmosfera unica e particolare, ricca di energia e slancio.
"Out Of Reality" richiama immediatamente i Fear Factory, grazie alla ritmica poderosa ed avvolgente, alle chitarre abrasive ed intense, alla batteria martellante e ad un basso chirurgico e psicotico. Il felice alternarsi di strofe più articolate e pesanti e ritornelli più melodici dona assoluto valore al tutto, spezzando continuamente l'atmosfera e mantenendo alta la tensione emotiva.
Basso slappato, chitarre più trattenute ed una ritmica più cadenzata vanno a caratterizzare "My Son", ottavo brano in scaletta. Stavolta l'intensità, pur non scemando, rimane a lungo come ingabbiata e contratta, non trovando alcun sfogo, nemmeno sui ritornelli dove lo spirito melodico si fa comunque più accentuato. I numerosi stacchi funky ed il cantato rappato denotano ancora una volta la grande capacità dei nostri nel mischiare più volte le carte, trovandone sempre e comunque una risultante più che godibile e di valore.
I suoni si fanno più granitici e corposi, le vocals filtrate e le tastiere trovano spazio solo in profondità: "Your Milky Skin", sembra assolutamente incarnare lo spirito più modernista del gruppo. Ottimo l'utilizzo d'improvvisi cambi d'intensità, con una ricerca ed una cura quasi maniacale, che non attenuano in alcun modo il tiro e la violenza profusi, risultando sempre fluidi e continui.
Tocca quindi a "Ruinous Fall" chiudere questo gran bel lavoro e mai fine fu più consona e riuscita; una sorta di modern thrash rivisitato e corretto in chiave Disclose-style. Strofe più pacate e sentite lasciano posto e spazio a bridge e ritornelli decisamente più coinvolgenti e ricchi di groove; stavolta le tastiere non ci sono ma le aperture melodiche producono lo stesso effetto. Bravi.
Strano gruppo questi Disclose: sembri capire il tutto, sembri riuscire ad entrare dentro il loro mondo, fatto di innumerevoli sfaccettature e generi, sembri accettarne la continua mutabilità e di conseguenza comprenderne il senso, ma immediatamente e senza alcun preavviso tutto si stravolge di nuovo, tutto cambia significato ed atmosfera, tutto richiama il tutto. Di assoluto valore tecnico e stilistico e di una freschezza ed attualità sonora sopra la media. Da avere, ascoltare ed assolutamente apprezzare.
(Pasa - Novembre 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Disclose: http://www.myspace.com/disclosezone

Sito Lost Sound Records: http://www.lost-sound.com/

Sito Gatti Promotion: http://www.gattipromotion.it/