DISASTER DEVOTION
Your Joy My Pain

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 39 min
Genere: heavy/speed metal


Heavy metal senza molti compromessi quello dei Disaster Devotion, con spunti dai fortissimi connotati speed metal che inframezzano i dieci brani presenti nel debut album del trio in questione; e gli stessi Disaster Devotion li presentano come brani di puro "trash" ed heavy metal (attenzione ragazzi, trash senza H tra la t e la r significa spazzatura... mi raccomando, correggete il foglio che allegate per i recensori).
Riferimenti immediati e recepibili sono quelli alla scena speed canadese, su tutti i più acclamati Exciter ed Anvil; in particolare mi piace citare ad esempio quest'ultimi, in quanto la componente melodica fondamentale per Lips & Co. risulta esserlo assolutamente anche per i Disaster Devotion... sicuramente anche per chi è tutt'ora legato ai primi e più "pesanti" lavori degli Helloween, queste dieci tracce risulteranno un piacevole ascolto, così come un piacevole tuffo nel passato.
La produzione non si può propriamente definire cristallina, ma gli amanti dell'heavy metal tradizionale e delle sonorità tipiche non staranno di certo ad interessarsi a questi particolari; francamente, non si dice sempre che è la musica, il contenuto di un disco che conta? Oggigiorno ciò non sembra rispondere a verità... a parte questo, avrei riposto una maggiore attenzione nel garantire uniformità ai suoni, che variano sensibilmente fra alcuni dei brani (fattore probabilmente dovuto a tempi distesi nella stessa registrazione).
Premessa conclusa... cominciamo a soffermarci sugli episodi significativi del dischetto che mi ritrovo fra le mani: partenza con "Strange People", che mette subito in chiaro l'idea di heavy spassionato dei Disaster Devotion, con la NWOBHM che si affaccia prepotentemente, per gettarsi in una chiusura estremamente thrash. "Heaven Tonight" potrebbe essere accostata alle composizioni di Mustaine periodo "Youthanasia", con riff melodici a spezzare l'andatura hard rock che il brano sembra assumere in alcuni frangenti, mentre "Every Day" si inoltra nel territorio Power made in USA, lasciando spazio ad un bridge solista dalle tinte orientaleggianti. Si passa per la furia speed 'n roll di "Situation", forse la punta di diamante di "Your Joy My Pain", che sa comunque ritagliarsi un attimo di tregua con un bridge rallentato e riccamente contorniato di intarsi di chitarra, per finire in "I'm Trying !!", mid tempo dai riflessi più cupi che rilassa l'andatura, mentre un arpeggio mal equalizzato (peccato, il succo è molto bello) introduce "Manimal", un classico brano alla Rage, dove lo spettro di Peavy e soci dimostra di aver appreso la lezione di stile. Le successive "Demolition" e "I'm Ready..." non puntano alla velocità, e nella loro impostazione americana ci accompagnano ad un altro brano di ispirazione speed metal, ovvero la titletrack dell'album, molto breve e diretta, che subito lascia la parola all'autocelebrativa "Disaster Devotion", strumentale che strizza l'occhio al power prog più recente, posta come degno finale dell'esordio del trio. Tutti i brani hanno durata limitata, e non si "perdono" dove non è necessario: i Disaster Devotion sanno quanto dilungarsi e in quali occasioni, e questo è certamente un punto a favore della band.
Mi stupisco di come ritmiche non sempre precise siano compensate da un ottimo gusto solista nell'ideazione e nell'esecuzione dell'unico chitarrista, nonchè cantante, Andrea Busato, che dimostra di saper utilizzare con cognizione di causa la sei corde.
La pecca maggiore di questo full-length è la ripetitività dei brani; le varie composizioni si diversificano in minima parte le une dalle altre, e se per qualche verso potrebbe sembrare una sorta di "equilibrio interno", dall'altro lato possono finire per stancare chi è assetato non tanto di novità, quanto di spunti diversi ed interessanti; c'è da dire, a loro discolpa, che il materiale è stato scritto e registrato in pochi mesi, a cavallo tra l'estate 2007 ed il gennaio 2008.
Sono estremamente convinto che una maggiore elaborazione in fase di arrangiamento, affiancata ad una ricerca di sonorità più personali, insomma, la creazione di un vero e proprio marchio Disaster Devotion, potrebbe portare questo combo ad una maturazione artistica invidiabile da molte band... le premesse ci sono, certamente il prossimo capitolo della saga smentirà quanto ho scritto finora... come on!!
(PaulThrash - Luglio 2008)

Voto: 6.5


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Sito internet: http://www.disasterdevotion.it/