DISARRAY
Edge Of My Devise

Etichetta: Inner Void Records
Anno: 2007
Durata: 41 min
Genere: heavy metal


I Disarray non sono nuovi al panorama musicale, in particolare la scena americana con base Tennessee, essendo l'idea portante e principale nata ormai 15 anni fa dalla mente di Chuck Bonnett, chitarra e voce della band. Soprattutto, "Edge of My Demise" non è il primo parto della band, ma bensì il terzo studio album, pur essendo datato 2007; il CD in questione segue "A Lesson In Respect" del 1999 e "In The Face Of The Enemy" del 2002, limitandosi a ricordare i full lenght prodotti. Questa seconda fatica ha aiutato i Disarray ad uscire dall' "oscurità underground" (come definita dagli stessi nella biografia allegata), ed ha fruttato la possibilità di tour con nomi del calibro di GWAR, Biohazard e Crowbar. Da sottolineare che i due episodi discografici precedenti sono usciti sotto l'egida della Eclipse Records, un'etichetta indipendente partorita da Chris Poland, che seppur inutile, ricordo essere stato chitarrista dei Megadeth per le prime due perle della band, "Killing is My Business... And Business is Good" e "Peace Sells... But Who's Buying?". Per concludere questa breve introduzione "nozionistica", l'ultima informazione da fornire riguarda la produzione di "Edge of My Demise" da parte del cantante dei Pro Pain Gary Meskil.
Certamente qualcuno di voi avrà ascoltato "Waking The Fury", una delle ultime fatiche dei canadesi Annihilator uscita nel 2002... e sicuramente la maggioranza di chi l'ha fatto avrà storto il naso ascoltando quelle chitarrine simil tastiera Bontempi (perdonate la pubblicità occulta) che lo contraddistinguevano, condannando senza troppi giri di parole la pessima scelta di Jeff Waters in quell'occasione, specialmente se abituati alle rocciose chitarre dei primi album. Ecco, la prima impressione ascoltando questo cd dei Disarray, uscito lo scorso 2007 via Inner Void Records, è stata la medesima; fortunatamente una voce rocciosa al limite fra l'heavy metal ed il rock 'n roll, un lieve sentore punk e l'attitudine metal che permea "Edge of My Demise" aiutano a sopportare quel "fastidioso ronzio" e a non farci più caso proseguendo con l'ascolto del CD.
11 tracce per un totale di poco più di 41 minuti, brani che poco si discostano l'uno dall'altro, se non per qualche cambio di tempo e qualche partitura quasi mosh; diciamo sin da subito che i Disarray non inventano nulla, e non riescono nemmeno più di tanto a permeare con un proprio tocco personale i brani qui presenti, lasciando un boccone amaro in bocca e mettendo alla prova chi vuole arrivare alla fine del cd. Non fraintendete le mie parole, che effettivamente lascerebbero intendere di trovarsi di fronte ad un album scialbo e piatto, ma sappiate gestire la musica dei Disarray con la giusta "impostazione": a piccole dosi si lasciano decisamente apprezzare. Un vago ricordare nu metal, e nascosta fra le righe una vena che odora di grunge, sono distinguibili fra le righe, ma il leit motiv rimane l'heavy metal targato USA; il termine Southern Metal utilizzato dagli stessi Disarray può dirla lunga, e lo spettro dei Pantera gira indisturbato per l'intera durata del full lenght, imprimendo una spinta in più (non in termini di accelerazione) alle composizioni. Di certo questo "impasto" fornisce ai Disarray una strana fuoriuscita sonora, e ciò può giovare alla band in termini di compiacimento del pubblico.
Di certo non è un prodotto alla portata di tutti, in quanto come già accennato, dev'essere "assimilato" a piccole dosi; ciò non toglie che un ascolto può certamente smontare quanto detto sinora, e toccare con mano la musica dei Disarray è certamente più semplice che provare a farsene un'idea leggendo queste brevi righe... quindi, computer alla mano (ringraziamo il progresso tecnologico in questo caso), e date una chance al terzetto americano!
(PaulThrash - Ottobre 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Disarray: disarray@disarrayonline.com
Sito Disarray: http://www.disarrayonline.com/

Sito Inner Void Records: http://www.myspace.com/innervoidrecords